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sabato 28 febbraio 2009
Italia Nostra a Orsara
ORSARA DI PUGLIA – La sezione fermana di “Italia Nostra” ha inserito una visita a Orsara di Puglia nel calendario 2009 degli appuntamenti culturali organizzati dal sodalizio. Il gruppo di Fermo, durante l’anno in corso, percorrerà l’Italia in 20 tappe e in questi giorni ha presentato ufficialmente la propria programmazione. La visita a Orsara avverrà in occasione del 1° novembre, quando nel paese dei Monti Dauni si celebra la tradizionale notte dei “Fuca coste e cocce priatorjie”. Italia Nostra, associazione ambientalista e di salvaguardia dei beni culturali, è nata a Roma nel 1955. Riconosciuta con decreto presidenziale nel 1958, è una delle più antiche associazioni ambientaliste italiane. L’associazione agisce su tutto il territorio nazionale allo scopo di valorizzare e proteggere i beni culturali e ambientali del Paese. Oggi, il sodalizio conta su oltre 200 sezioni distribuite in tutta Italia. L’attività di Italia Nostra spazia dalla didattica alla ricerca; dalla pubblicistica al volontariato culturale. La visita a Orsara di Puglia si colloca nell’ambito delle iniziative intraprese al fine di far conoscere e apprezzare lo straordinario patrimonio rappresentato dalla natura e dalle tradizioni dei piccoli comuni italiani. La notte dei “Fuca coste e cocce priatorjie”, evento che richiama ogni anno migliaia di visitatori, è un appuntamento in cui si integrano fede, leggenda e tradizioni culturali di grande fascino.
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venerdì 13 febbraio 2009
Orsara eventi
ORSARA DI PUGLIA – I prodotti e la cultura di Orsara di Puglia, da marzo a novembre, saranno protagonisti a Orvieto, Londra, nella cittadina francese di Mirande e a Colonia. E’ stato presentato ufficialmente il calendario degli 8 macro eventi che, nell’ambito del movimento mondiale di “Slow Food”, vedranno protagonisti il “paese dell’Orsa” e la sua attenzione alla qualità delle produzioni agroalimentari. La prima tappa del tour promozionale è quella di Orvieto. Nella città umbra, dal 14 febbraio al 22 marzo 2009, si svolge l’undicesima edizione del “Cittaslow Dinner Music”: Orsara di Puglia sarà presente il 6 e il 7 con un suo spazio espositivo, la proiezione di un documentario e, infine, con lo svolgimento di una cena musical-culinaria, preparata dallo chef Peppe Zullo per 200 selezionati operatori internazionali del turismo gastronomico, all’interno della quale saranno degustati i piatti della tradizione orsarese e la fava di Carpino (presidio slow food). Dal 15 al 18 marzo, invece, Orsara di Puglia farà il suo esordio alla IFE 2009 di Londra, The International Food and Drink Event: in Inghilterra, il paese dell’Orsa sarà protagonista con uno stand, l’allestimento di uno spazio interattivo per le degustazioni e, dulcis in fundo, l’attivazione di una vera e propria cucina aperta all’osservazione del pubblico. La IFE di Londra, nata nel 1979, si è affermata come principale fiera del mercato anglosassone per i prodotti alimentari e le bevande. Nell’edizione 2007 si sono registrati oltre 1.500 espositori e più di 24.000 visitatori specializzati. Il giro del mondo dei prodotti orsaresi proseguirà dal 7 all’11 maggio 2009 a Mirande, in Francia, dove si svolgerà la Festa d’Europa con la seconda edizione del Mercato Europeo. Nella città francese, l’Italia sarà rappresentata dai comuni gemellati di Orsara e San Mauro Torinese. L’8 e il 27 giugno, rispettivamente con la Sagra dell’Asparago e la Festa del Vino, sarà Orsara di Puglia a ospitare i visitatori per due dei suoi più importanti appuntamenti dedicati alla enogastronomia. Il 29 settembre, alla festa patronale di Orsara in onore di San Michele, parteciperanno le delegazioni di L’Eliana (Spagna) e di San Mauro Torinese, con l’arrivo di un pullman organizzato dagli orsaresi residenti nella cittadina piemontese. Dal 10 al 14 ottobre, invece, si torna all’estero con la partecipazione orsarese all’Anuga 2009, il Salone mondiale dei prodotti alimentari e delle bevande che si terrà a Colonia, in Germania. Il 1° novembre, infine, Orsara restituirà l’ospitalità ricevuta in giro per l’Europa invitando le “città slow” del vecchio continente alla notte dei “Fuca coste e cocce priatorje”, la festa dei falò e delle teste del purgatorio. E’ la prima volta che Orsara di Puglia, attraverso l’opera dell’Assessorato alle Attività Produttive diretto dall’assessore Biagio Dedda, compie una selezione degli eventi internazionali a cui partecipare. “Con la programmazione della nostra presenza all’estero – dichiara Biagio Dedda – vogliamo privilegiare la qualità delle nostre partecipazioni rispetto alla quantità di fiere e appuntamenti ai quali avremmo potuto essere presenti. E’ una scelta voluta, consapevole, per ottimizzare l’utilizzo dei fondi messi a nostra disposizione e partecipare soltanto agli eventi che possano garantire a Orsara di Puglia una migliore promozione del proprio patrimonio”.
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lunedì 1 dicembre 2008
lunedì 3 novembre 2008
In 15 mila a Orsara per "Fuca coste e cocce priatorije"




ORSARA DI PUGLIA – Sono arrivati in 15 mila, a Orsara di Puglia, per partecipare al 1° novembre dei “Fuca coste e cocce priatorije”. Il borgo orsarese è stato pacificamente e allegramente invaso da 250 camper, sistemati nel campo sportivo, e da gruppi giunti in auto da tutta Italia: moltissime le persone arrivate da Bari, Taranto e Napoli, diversi gli equipaggi da Trento, Grosseto e Arezzo. Presenti anche due famiglie provenienti dalla Danimarca. Già dal pomeriggio di sabato, il centro storico orsarese si è riempito di famiglie e comitive di giovani arrivate dai vicini centri della Capitanata: tantissimi soprattutto i foggiani e i lucerini. E per la prima volta in assoluto, su Facebook, la comunità virtuale più grande d’Italia, decine di utenti hanno dedicato reportage fotografici alla manifestazione.
Tra i partecipanti, anche l’assessore al Turismo della Provincia di Foggia Nicola Vascello. Un successo straordinario sia dal punto di vista partecipativo che di organizzazione: i volontari della Proloco, il personale della Protezione civile e le forze dell’ordine, grazie alla collaborazione di cittadini e visitatori, sono riusciti a gestire al meglio l’ondata di persone che ha affollato vicoli, piazze, info point, punti di ristoro e servigi igienici allestiti in ogni angolo del paese. Tra venerdì e domenica mattina, sono state centinaia le persone che hanno approfittato del servizio guide messo a disposizione dalla Proloco per visitare l’Abbazia dell’Angelo. Tutto esaurito nelle strutture ricettive, con circa 1.000 visitatori (compresi i camperisti) che hanno scelto di pernottare a Orsara di Puglia per poi ripartire domenica. Alle 21, è stato necessario chiudere gli ingressi del paese alle auto che continuavano ad arrivare: dal punto di vista logistico, era davvero impossibile trovare lo spazio necessario al parcheggio di altre automobili oltre a quelle già sistemate dalla mattina alle prime ore della sera. Una piccola nota curiosa: nel concorso delle “cocce priatorije” più belle, la “sezione innovazione” se l’è aggiudicata la zucca dedicata a Mariastella Gelmini. Tra zucche, mangiafuoco, musica e balli, falò e pietanze tipiche, la festa ha acceso la notte di Orsara di Puglia fino all’alba, con macchine fotografiche e videocamere a immortalare i mille magici momenti di una tra le edizioni più riuscite e affollate dei “Fuca coste e cocce priatorje”.
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sabato 25 ottobre 2008
Il 1° novembre la festa dei "Fuca coste e cocce priatorije" (attenzione, Halloween non c'entra niente)
Ci sono le zucche, è vero. E anche a Orsara di Puglia prendono sembianze umane. Ma le similitudini tra halloween e l'orsarese festa dei "Fuca coste e cocce priatorije" (Falò e teste del purgaorio) finiscono qui. L'appuntamento con il "dolcetto o scherzetto", che non appartiene neanche lontanamente alla cultura orsarese, si svolge la sera del 31 ottobre. A Orsara di Puglia, invece, falò e zucche antropomorfe accendono la notte del 1° novembre. E' diverso il significato dei due eventi. Da un lato le tenebre, il commercio e la plastica di un appuntamento tipicamente americano; dall'altro, e torniamo sui Monti Dauni della Puglia, la luce della fede, il culto dei defunti, il gusto genuino di tavole imbandite in ogni strada, la condivisione di un momento di comunione, la magia autentica del legame misterioso e pieno di rispetto tra il mondo dei vivi e quello di quanti sono vivi nella nostra memoria, nei cuori dei propri cari. Con Orsara di Puglia halloween non ci azzecca proprio. Un tempo, quando in quest’angolo di mondo non c’era il fragore dei media e il carattere profano dell’evento era ancora vivo, si usava porre dell’olio in una bacinella piena d’acqua e sopra si poneva un treppiede con una lampada (luce ad olio): alla fioca luce della candela, si poteva assistere, secondo i vecchietti, alla sfilata delle anime del purgatorio. Un corteo senza nulla di pauroso ma che, al contrario, costituisce l’attimo di una ritrovata e misteriosa unione tra due mondi. Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un falò. Elemento caratterizzante era la ginestra. Per quale motivo? La ginestra è un arbusto che cresce abbondantemente sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi. E’ profumato e si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo-terra si compia sotto i nostri occhi. Solo a Orsara i fuochi ,”fuca coste”, si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un’atmosfera di magico incanto e comunione. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all’interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po’ di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E’ convinzione che le anime dei defunti, ritornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. Altro elemento curioso era ed è la compartecipazione al fuoco: se non si provvede a farne uno proprio, si partecipa al rito mediante l’apporto di qualche fascina o d’alcuni tronchi a quello del vicino. Secondo la credenza popolare, la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come ha fatto Demetra per far ritrovare la strada a Persefone. Le anime del Purgatorio (cocce priatorije) possono purificarsi attraverso il fuoco dei Fuca Coste. In onore dei defunti, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Anche in questo, Orsara è distante anni luce dai ”dolcetti-scherzetti” made in Usa. Niente streghe, dunque, niente maschere e figure grottesche. Piuttosto la conservazione del primordiale senso della festa di tutti i Santi, quella istituita il 13 maggio del 609 da Papa Bonifacio VIII quando la Chiesa sovrappose un’interpretazione cristiana a una pratica di origine pagana. I visitatori avranno a disposizione gratuitamente il servizio delle guide turistiche per addentrarsi tra i segreti e lo splendore dell’Abbazia di Sant’Angelo, il Museo diocesano e il centro storico: visite dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 (info 0881.964904). Il laboratorio delle zucche sarà aperto dalle 16.30 alle 18, davanti alla Fontana dell’Angelo. Momento magico alle 19: al suono delle campane della Chiesa Madre, contemporaneamente, saranno accesi tutti i falò del paese. Da quel momento, comincerà la lunga notte dei fuochi e delle teste del purgatorio. In piazza Padre Pio, gli artisti di strada dell’associazione Liubo cominceranno a volteggiare sui trampoli, tra mangiafuoco, dame, cavalieri e duelli. Dalle 20 alle 22, in diverse piazze del paese, gli spettacoli di musica popolare con i Cantori di Monte Sant’Angelo, i gitani del gruppo Sonuska e il concerto dei Tarantula Garganica.
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lunedì 20 ottobre 2008
Orsara, Fuca coste e cocce priatorije (il programma)

ORSARA DI PUGLIA (FG) – Tutto pronto per la notte del 1° novembre orsarese, quella che si accende al calore e ai colori dei “Fuca coste e cocce priatorije” (Fuochi e teste del purgatorio). Il Comune di Orsara e la Proloco, organizzatori dell’evento, hanno reso noto il programma della manifestazione. I visitatori avranno a disposizione gratuitamente il servizio delle guide turistiche per addentrarsi tra i segreti e lo splendore dell’Abbazia di Sant’Angelo, il Museo diocesano e il centro storico: visite dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17, con informazioni allo 0881.964904. Il laboratorio delle zucche sarà aperto dalle 16.30 alle 18, davanti alla Fontana dell’Angelo. Dalle 18.30, sarà possibile ammirare i lavori realizzati dai partecipanti al concorso per “La zucca più bella”.
Momento magico alle 19: al suono delle campane della Chiesa Madre, contemporaneamente, saranno accesi tutti i falò del paese. Da quel momento, comincerà la lunga notte dei fuochi e delle teste del purgatorio. In piazza Padre Pio, gli artisti di strada dell’associazione Liubo cominceranno a volteggiare sui trampoli, tra mangiafuoco, dame, cavalieri e duelli. Dalle 20 alle 22, in diverse piazze del paese, gli spettacoli di musica popolare con i Cantori di Monte Sant’Angelo, i gitani del gruppo Sonuska e il concerto dei Tarantula Garganica.
A Orsara di Puglia, nella notte di “tutti i santi”, si celebra una festa antichissima. A pochi giorni dall’evento, le famiglie cercano di accaparrarsi le zucche migliori per i propri bambini. Saranno i più piccoli, con l’aiuto di nonni e genitori, a intagliare queste grandi “mongolfiere” arancioni per renderle “umane” e adeguarle a ospitare un lume al loro interno. Affinché la festa sia perfetta, occorre accatastare per tempo tutto il legname necessario a preparare un falò che faccia invidia a quello del vicino. E poi non bisogna dimenticare vino, carne, pane, patate e dolci tipici, cioè tutte le pietanze e gli ingredienti che saranno consumati quando, in ogni stradina del borgo medievale, si terrà un banchetto a base di piatti “poveri” ma gustosi e in tutto il paese saranno esposte centinaia di zucche lavorate in modo creativo e illuminate al loro interno. Orsara si trasforma, acquisendo le caratteristiche di un luogo magico. Davanti all’uscio di ogni abitazione si vedono grandi tavolate. Si mangia per strada, in una grande comunione collettiva che riempie il borgo di voci, risate, musica e allegria. E poi c’è il mistero di una notte che sembra davvero fare abbracciare due mondi: uno materiale e visibile, l’altro ultraterreno e impalpabile, ma pieno di suggestioni. La tradizione vuole che le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possano purificarsi attraverso il fuoco e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. E’ la festa della luce, dunque, non quella delle tenebre (come invece è per Halloween). Gli orsaresi, in questo periodo, si affannano a spiegare ai visitatori che la loro festa, il suo significato più profondo, non ha nulla a che fare con quella di “Halloween”, ormai diventata un appuntamento commerciale. L’evento che si celebra a Orsara di Puglia, al contrario, è ancora profondamente legato al culto dei defunti e rifugge decisamente dal “rito” consumistico del “dolcetto o scherzetto”. In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Un consiglio pratico per quanti hanno intenzione di andare a Orsara a godersi lo spettacolo: è meglio arrivare presto in paese, e comunque entro le 20, perché una volta esauriti i posti auto, diventa difficilissimo fare ingresso nel centro storico. La notte dei fuochi è un appuntamento da non perdere.
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giovedì 4 settembre 2008
1° novembre, "Fuca coste e coce priatorije" - Il senso vero di una festa antica
Un tempo, quando in quest’angolo di mondo non c’era il fragore dei media e il carattere profano dell’evento era ancora vivo, si usava porre dell’olio in una bacinella piena d’acqua e sopra si poneva un treppiede con una lampada (luce ad olio): alla fioca luce della candela, si poteva assistere, secondo i vecchietti, alla sfilata delle anime del purgatorio. Un corteo senza nulla di pauroso ma che, al contrario, costituisce l’attimo di una ritrovata e misteriosa unione tra due mondi.
Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un falò. Elemento caratterizzante era la ginestra. Per quale motivo? La ginestra è un arbusto che cresce abbondantemente sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi. E’ profumato e si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo terra si compia sotto i nostri occhi. Solo a Orsara i fuochi ,”fuca coste”, si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un’atmosfera di magico incanto e comunione. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all’interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po’ di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E’ convinzione che le anime dei defunti, ritornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. E’ dunque un atto di cortesia per i defunti, un gesto d’amore per queste anime che ritornano , ma è un modo di esorcizzare l’atavica paura per il regno ultramondano, quasi come se mancando al dovere dell’ospitalità o del calore familiare il defunto possa vendicarsi sui vivi. Altro elemento curioso era ed è la compartecipazione al fuoco: se non si provvede a farne uno proprio, si partecipa al rito mediante l’apporto di qualche fascina o d’alcuni tronchi a quello del vicino. Secondo la credenza popolare, la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come ha fatto Demetra per far ritrovare la strada a Persefone.
Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un falò. Elemento caratterizzante era la ginestra. Per quale motivo? La ginestra è un arbusto che cresce abbondantemente sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi. E’ profumato e si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo terra si compia sotto i nostri occhi. Solo a Orsara i fuochi ,”fuca coste”, si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un’atmosfera di magico incanto e comunione. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all’interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po’ di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E’ convinzione che le anime dei defunti, ritornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. E’ dunque un atto di cortesia per i defunti, un gesto d’amore per queste anime che ritornano , ma è un modo di esorcizzare l’atavica paura per il regno ultramondano, quasi come se mancando al dovere dell’ospitalità o del calore familiare il defunto possa vendicarsi sui vivi. Altro elemento curioso era ed è la compartecipazione al fuoco: se non si provvede a farne uno proprio, si partecipa al rito mediante l’apporto di qualche fascina o d’alcuni tronchi a quello del vicino. Secondo la credenza popolare, la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come ha fatto Demetra per far ritrovare la strada a Persefone.
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martedì 2 settembre 2008
Orsara di Puglia, un viaggio tra sapori, leggende e notti di jazz
Orsara di Puglia si trova in provincia di Foggia. E’ un comune montano, posto a 635 metri sul livello del mare, sulle alture dell’Appennino Dauno-Irpino. Secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 31 dicembre 2007, il paese conta poco più di 3 mila abitanti.
Di grande rilievo il patrimonio ambientale orsarese, con oltre milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro.
CITTA’ SLOW
In Capitanata, Orsara di Puglia è conosciuto come un paese dinamico, attento a valorizzare il proprio patrimonio culturale e un vero e proprio tesoro di tipicità enogastronomiche. Caratteristiche che, nel 2005, hanno portato alla cittadina orsarese il riconoscimento di “miglior comune della provincia di Foggia”, premio organizzato dal net journal “Luceraweb.it” e assegnato da una giuria composta da 40 giornalisti. Dal 5 febbraio del 2007, Orsara di Puglia fa parte del circuito di “Città Slow” (www.cittàslow.net), rete delle città del buon vivere che mette insieme i centri italiani ed europei attenti alla qualità della vita e alla promozione di politiche capaci di coniugare sviluppo e innovazione con tradizioni e vocazioni del territorio.
Enoteche, ristoranti tipici incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast: come dire, bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. Negli ultimi 10 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore (www.orsaramusica.it) . Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”: qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Orsara è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo.
CUORE ANTICO
Nel cuore della cittadina, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie del centro attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e antiche fontane. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, ci sono la grotta di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata, tempio che si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna, un magnifico portale e l’originaria struttura lo rendono unico nel suo genere. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio.
OSPITALITA’
L’ospitalità è una delle caratteristiche distintive degli orsaresi e, da alcuni anni, il paese si è attrezzato per accogliere al meglio i visitatori: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche. Sono questi i numeri della ricettività a Orsara di Puglia.
I MONACI GUERRIERI
La spada e la bibbia, la luce interiore della preghiera e il bagliore metallico delle armi: ogni anno, a metà agosto, a Orsara di Puglia tornano i monaci guerrieri: la rievocazione storica e il corteo che fa rivivere i cavalieri dell’antico ordine monastico dei Calatrava. In Spagna, nel 1155, musulmani e cristiani si contendevano una fortezza. I primi la chiamavano Kalaat Rawah, per i secondi, invece, quella era la fortezza di Calatrava. Al rifiuto dei Templari di difendere il sito conteso, l’abate cistercense Raimondo Serrat e il frate converso Diego Velasquez accettarono di presidiare la fortezza fondando l’ordine dei cavalieri di Calatrava. L’ordine dei monaci guerrieri fu approvato da papa Alessandro III il 25 settembre del 1164 e la storia degli impavidi Calatrava era destinata a incrociarsi con quella di Orsara di Puglia. Il 29 marzo del 1229 Papa Gregorio IX concede al Gran Maestro dei Cavalieri di Calatrava, D.Consalvo Joannes, "...Ecclesiam et monasterium S.Angeli de Ursaria in Apulia...". Poco dopo, cavalieri e monaci dell'ordine si insediarono nel monastero fondandovi la loro casa magistrale.
Di grande rilievo il patrimonio ambientale orsarese, con oltre milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro.
CITTA’ SLOW
In Capitanata, Orsara di Puglia è conosciuto come un paese dinamico, attento a valorizzare il proprio patrimonio culturale e un vero e proprio tesoro di tipicità enogastronomiche. Caratteristiche che, nel 2005, hanno portato alla cittadina orsarese il riconoscimento di “miglior comune della provincia di Foggia”, premio organizzato dal net journal “Luceraweb.it” e assegnato da una giuria composta da 40 giornalisti. Dal 5 febbraio del 2007, Orsara di Puglia fa parte del circuito di “Città Slow” (www.cittàslow.net), rete delle città del buon vivere che mette insieme i centri italiani ed europei attenti alla qualità della vita e alla promozione di politiche capaci di coniugare sviluppo e innovazione con tradizioni e vocazioni del territorio.
Enoteche, ristoranti tipici incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast: come dire, bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. Negli ultimi 10 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore (www.orsaramusica.it) . Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”: qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Orsara è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo.
CUORE ANTICO
Nel cuore della cittadina, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie del centro attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e antiche fontane. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, ci sono la grotta di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata, tempio che si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna, un magnifico portale e l’originaria struttura lo rendono unico nel suo genere. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio.
OSPITALITA’
L’ospitalità è una delle caratteristiche distintive degli orsaresi e, da alcuni anni, il paese si è attrezzato per accogliere al meglio i visitatori: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche. Sono questi i numeri della ricettività a Orsara di Puglia.
I MONACI GUERRIERI
La spada e la bibbia, la luce interiore della preghiera e il bagliore metallico delle armi: ogni anno, a metà agosto, a Orsara di Puglia tornano i monaci guerrieri: la rievocazione storica e il corteo che fa rivivere i cavalieri dell’antico ordine monastico dei Calatrava. In Spagna, nel 1155, musulmani e cristiani si contendevano una fortezza. I primi la chiamavano Kalaat Rawah, per i secondi, invece, quella era la fortezza di Calatrava. Al rifiuto dei Templari di difendere il sito conteso, l’abate cistercense Raimondo Serrat e il frate converso Diego Velasquez accettarono di presidiare la fortezza fondando l’ordine dei cavalieri di Calatrava. L’ordine dei monaci guerrieri fu approvato da papa Alessandro III il 25 settembre del 1164 e la storia degli impavidi Calatrava era destinata a incrociarsi con quella di Orsara di Puglia. Il 29 marzo del 1229 Papa Gregorio IX concede al Gran Maestro dei Cavalieri di Calatrava, D.Consalvo Joannes, "...Ecclesiam et monasterium S.Angeli de Ursaria in Apulia...". Poco dopo, cavalieri e monaci dell'ordine si insediarono nel monastero fondandovi la loro casa magistrale.
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sabato 17 maggio 2008
martedì 30 ottobre 2007
Fuca Coste - comunicato 30 ottobre 2007
ORSARA DI PUGLIA – Avete mai assistito a una “processione di zucche”? Se non lo avete fatto, ne avrete l’occasione a Orsara di Puglia nella notte tra l’1 e il 2 novembre, durante la celebrazione di “Fuca coste e cocce priatorije” (falò e teste del purgatorio). Non si tratta di Halloween, né di una “versione” in chiave locale dell’appuntamento anglosassone con streghe e tenebre. Niente di tutto questo. A Orsara si celebra un rito antichissimo, legato profondamente al culto dei defunti e a una tradizione che in questo luogo della Puglia nessuno vuole tradire. Le zucche, abilmente intagliate e illuminate al loro interno con un lume, prendono sembianze umane e – a partire dalle 19 del 1° novembre, saranno portate in processione per le vie del borgo medievale. Ma la festa comincerà molto prima. Dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17, con il paese a scandire il conto alla rovescia per l’accensione serale dei falò, si potrà usufruire gratuitamente di visite guidate per ammirare il grande complesso abbaziale di Sant’Angelo. Agli stessi orari, ci sarà la possibilità di visitare il Museo Diocesano. La lunga notte orsarese prenderà il via alle 18.30, con lo spettacolo di Liubo, gli artisti di strada provenienti da Lucera. Alle 20.30, quando in ogni strada del paese scintilleranno le fiamme dei falò, trampolieri e mangiafuoco attraverseranno vie e piazze. Alla stessa ora, in due luoghi diversi, cominceranno i concerti dei Tarantola Garganica (in Corso della Vittoria) e l’appuntamento con la musica classica nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.
In ogni stradina del borgo, come da tradizione, si terrà un banchetto a base di piatti “poveri” ma gustosi e in tutto il paese saranno esposte centinaia di zucche lavorate in modo creativo e illuminate al loro interno. Uno dei momenti più suggestivi della festa è quello che scatta alle 19: al risuonare di tutte le campane di Orsara ci sarà l’accensione di un falò in ogni strada. Ecco perché, per chi vuole assistere al giorno dei Fucacoste e cocce priatorije, è meglio raggiungere orsara nelle prime ore della sera, in modo da vivere per intero la magia di una notte che sembra davvero fare abbracciare due mondi: uno materiale e visibile, l’altro ultraterreno e impalpabile. La tradizione vuole che le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possano purificarsi attraverso il fuoco dei fucacoste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. E’ la festa della luce, dunque, non quella delle tenebre (tutto il contrario di Halloween). In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Un appuntamento da non perdere.
In ogni stradina del borgo, come da tradizione, si terrà un banchetto a base di piatti “poveri” ma gustosi e in tutto il paese saranno esposte centinaia di zucche lavorate in modo creativo e illuminate al loro interno. Uno dei momenti più suggestivi della festa è quello che scatta alle 19: al risuonare di tutte le campane di Orsara ci sarà l’accensione di un falò in ogni strada. Ecco perché, per chi vuole assistere al giorno dei Fucacoste e cocce priatorije, è meglio raggiungere orsara nelle prime ore della sera, in modo da vivere per intero la magia di una notte che sembra davvero fare abbracciare due mondi: uno materiale e visibile, l’altro ultraterreno e impalpabile. La tradizione vuole che le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possano purificarsi attraverso il fuoco dei fucacoste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. E’ la festa della luce, dunque, non quella delle tenebre (tutto il contrario di Halloween). In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Un appuntamento da non perdere.
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domenica 29 ottobre 2006
In Capitanata l'anti-Halloween (da "Il Meridiano" 29 ottobre 2006)
di Francesco Quitadamo
«Ma quando c’è la festa dei fuochi e delle zucche a Orsara di Puglia? La notte del 31 ottobre o quella del 1° novembre?». La domanda è ricorrente in questi giorni. Ed è figlia della confusione dei nostri tempi. La risposta è una soltanto: i falò a Orsara si accendono nella notte tra l’1 e il 2 novembre, quando in ogni stradina del paese vengono esposte centinaia di zucche lavorate in modo creativo e illuminate al loro interno. Gli orsaresi, gelosi e orgogliosi custodi delle loro antiche tradizioni, ogni anno, in questo periodo, si affannano a spiegare ai visitatori che la loro festa non ha nulla a che fare con quella di “Halloween”. Quella del 1° novembre è la notte dei “Fuca coste e cocce priatorije”, cioè dei falò e delle teste del purgatorio. L’evento è legato al culto dei defunti e comincerà alle 10.30 con una cosa che fa impazzire i bambini: l’apertura del “Laboratorio zucche” in Corso della Vittoria, dove i volontari della Proloco insegneranno a grandi e piccini come intagliare le zucche per trasformarle in lanterne da esporre al calar del sole. Uno dei momenti più suggestivi della festa dei “Fuca coste e cocce priatorije” è quello che scatta alle 19: al risuonare di tutte le campane di Orsara ci sarà l’accensione di un falò in ogni strada. Nello stesso momento, comincerà lo spettacolo itinerante della compagnia lucerina “Mitago”, formazione che riunisce artisti di strada, mangiafuoco e trampolieri. Un consiglio pratico per quanti hanno intenzione di andare a Orsara a godersi lo spettacolo: è meglio arrivare presto in paese, perché da una certa ora in poi (21 - 21.30), esauriti i posti auto, diventa difficilissimo fare ingresso nel centro storico e trovare un posto libero per parcheggiare. L’attrazione di questo appuntamento è fortissima. Orsara di Puglia si trasforma acquisendo le caratteristiche di un luogo magico. Davanti all’uscio di ogni abitazione si vedono grandi tavolate. Si mangia per strada, tra vino e carne alla brace. E poi c’è il mistero di una notte che sembra davvero fare abbracciare due mondi: uno materiale e visibile, l’altro ultraterreno e individuabile solo attraverso un sesto senso, quello della sensibilità e forse dell’autosuggestione. Le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possono purificarsi attraverso il fuoco dei Fuca Coste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Anche in questo, Orsara è distante anni luce dai ”dolcetti-scherzetti” made in Usa. Qui si festeggia “l’anti-Halloween”. Niente americanate, please.
«Ma quando c’è la festa dei fuochi e delle zucche a Orsara di Puglia? La notte del 31 ottobre o quella del 1° novembre?». La domanda è ricorrente in questi giorni. Ed è figlia della confusione dei nostri tempi. La risposta è una soltanto: i falò a Orsara si accendono nella notte tra l’1 e il 2 novembre, quando in ogni stradina del paese vengono esposte centinaia di zucche lavorate in modo creativo e illuminate al loro interno. Gli orsaresi, gelosi e orgogliosi custodi delle loro antiche tradizioni, ogni anno, in questo periodo, si affannano a spiegare ai visitatori che la loro festa non ha nulla a che fare con quella di “Halloween”. Quella del 1° novembre è la notte dei “Fuca coste e cocce priatorije”, cioè dei falò e delle teste del purgatorio. L’evento è legato al culto dei defunti e comincerà alle 10.30 con una cosa che fa impazzire i bambini: l’apertura del “Laboratorio zucche” in Corso della Vittoria, dove i volontari della Proloco insegneranno a grandi e piccini come intagliare le zucche per trasformarle in lanterne da esporre al calar del sole. Uno dei momenti più suggestivi della festa dei “Fuca coste e cocce priatorije” è quello che scatta alle 19: al risuonare di tutte le campane di Orsara ci sarà l’accensione di un falò in ogni strada. Nello stesso momento, comincerà lo spettacolo itinerante della compagnia lucerina “Mitago”, formazione che riunisce artisti di strada, mangiafuoco e trampolieri. Un consiglio pratico per quanti hanno intenzione di andare a Orsara a godersi lo spettacolo: è meglio arrivare presto in paese, perché da una certa ora in poi (21 - 21.30), esauriti i posti auto, diventa difficilissimo fare ingresso nel centro storico e trovare un posto libero per parcheggiare. L’attrazione di questo appuntamento è fortissima. Orsara di Puglia si trasforma acquisendo le caratteristiche di un luogo magico. Davanti all’uscio di ogni abitazione si vedono grandi tavolate. Si mangia per strada, tra vino e carne alla brace. E poi c’è il mistero di una notte che sembra davvero fare abbracciare due mondi: uno materiale e visibile, l’altro ultraterreno e individuabile solo attraverso un sesto senso, quello della sensibilità e forse dell’autosuggestione. Le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possono purificarsi attraverso il fuoco dei Fuca Coste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche. In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Anche in questo, Orsara è distante anni luce dai ”dolcetti-scherzetti” made in Usa. Qui si festeggia “l’anti-Halloween”. Niente americanate, please.
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sabato 14 ottobre 2006
" Gli inventori di Halloween siamo noi" (da "Il Meridiano", 14 ottobre 2006)
Si calcola che siano 70milioni i cittadini del mondo con origini italiane che vivono lontani dal Bel Paese. Di questi, alcune migliaia, una stima attendibile li calcola in poco meno di 10mila, sono emigranti di origine orsarese. Come Roseto valfortore, anche Orsara di Puglia ha una sua comunità in Canada. Ma gli orsaresi sono presenti un po’ in tutto il globo. L’anagrafe del paese ha verificato la presenza di orsaresi o di cittadini con origini a Orsara di Puglia, in più di 20 paesi del mondo. E anche qui, nel cuore verde della provincia foggiana, a pochi passi dall’Irpinia, vantano di aver esportato qualcosa di importante negli Stati Uniti d’America. Molti non sanno che fu proprio la comunità orsarese a esportare “La notte dei morti viventi”, quella legata alla celebrazione del culto dei defunti, negli Stati Uniti. Una ricorrenza poi trasformata, negli Usa, nella pagana e commerciale “notte di Halloween”. Qui, a Orsara di Puglia, si conserva il significato originale della festa. E la si celebra il 1° novembre, proprio a rimarcare distanza e differenza
dal giorno del ”dolcetto-scherzetto”. Gli emigranti orsaresi si trovano in tutto il mondo, ma negli Stati Uniti e nel nord Europa soprattutto. Per loro, l’Amministrazione Comunale ha deciso di realizzare una newsletter elettronica. Da diversi mesi, ormai, i cittadini del mondo che hanno origini orsaresi e desiderano avere informazioni sul loro paese natale possono ricevere a domicilio, nella loro posta elettronica, la newsletter del Comune di Orsara di Puglia. “Obiettivo Comune”, questo è il titolo del trimestrale redatto dal servizio di comunicazione “OrsaraInforma”, disponibile anche in formato cartaceo per tutte le 1300 famiglie orsaresi.
dal giorno del ”dolcetto-scherzetto”. Gli emigranti orsaresi si trovano in tutto il mondo, ma negli Stati Uniti e nel nord Europa soprattutto. Per loro, l’Amministrazione Comunale ha deciso di realizzare una newsletter elettronica. Da diversi mesi, ormai, i cittadini del mondo che hanno origini orsaresi e desiderano avere informazioni sul loro paese natale possono ricevere a domicilio, nella loro posta elettronica, la newsletter del Comune di Orsara di Puglia. “Obiettivo Comune”, questo è il titolo del trimestrale redatto dal servizio di comunicazione “OrsaraInforma”, disponibile anche in formato cartaceo per tutte le 1300 famiglie orsaresi.
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sabato 15 ottobre 2005
"Non date i numeri, qui non è halloween" - comunicato 15 ottobre 2005
ORSARA DI PUGLIA – Il fuoco dei falò, lo scintillio delle fiamme e la magia delle zucche che prendono sembianze umane: l’1 novembre, a Orsara di Puglia, si celebra la notte più magica e misteriosa dell’anno, quella dedicata alla festa dei “Fuca coste e cocce priatorije” e al ricordo dei defunti. Una tradizione che si perde nella notte dei tempi e che affonda le proprie radici nel rispetto del sentimento religioso. Le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possono purificarsi attraverso il fuoco dei Fuca Coste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche scolpite e decorate. In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Quella del 1° novembre è la sera del ricongiungimento tra i vivi e i morti, la sera della fratellanza fra chi è rimasto e chi non c’è più, la sera della speranza nella vita eterna. E per chi non spera o non crede nell’aldilà, questa è la sera in cui si può esorcizzare la morte, prendendosi gioco delle proprie paure, perché in questa serata i vivi e i morti attraversano, non riconoscendosi, le vie del paese. Il rituale collettivo che anima, colora e profuma le strade di Orsara nella giornata del 1° novembre ha un significato opposto a quello commerciale di halloween. E’ una festa che affonda le sue radici nella civiltà contadina. La ginestra usata per i falò è profumata e, una volta incendiata, volatilizza facilmente, le sue faville incandescenti si sollevano luminose e leggere e consolano le anime aiutandole a volare verso il cielo. “Non date i numeri, qui non è Halloween”. Sono stati oltre 10mila i visitatori che lo scorso anno hanno letto questo messaggio scolpito su una enorme zucca arancione a Orsara di Puglia. Niente streghe, dunque, e nessun “dolcetto o scherzetto”. Piuttosto la conservazione del primordiale senso della festa di tutti i Santi, quella istituita il 13 maggio del 609 da Papa Bonifacio VIII quando la Chiesa sovrappose un’interpretazione cristiana a una pratica di origine pagana. Nel 998, poi, Odilone di Cluny diede l’avvio a quella che sarà una nuova e longeva tradizione. Quell’anno, infatti, diede disposizione affinché i cenobi dipendenti celebrassero il rito dei defunti a partire dal Vespero del 1° novembre. Anche quest’anno Proloco e Comune di Orsara prepareranno tutto al meglio per accogliere, l’1 novembre, migliaia di visitatori. Ancora una volta, come negli ultimi anni, verrà distribuito materiale informativo sul vero significato di una festa che nulla ha a che fare con halloween.
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martedì 2 novembre 2004
In 10 mila per la festa dei "Fuca coste e cocce priatorije" (comunicato stampa 2 novembre 2004)
ORSARA DI PUGLIA – “Non date i numeri, qui non è Halloween”. Sono stati oltre 10mila i visitatori che l’1 novembre hanno letto questo messaggio scolpito su una enorme zucca arancione a Orsara di Puglia. “Siamo molto contenti – dichiara Antonio Di Biccari, assessore comunale con delega alla Cultura -, la festa dei falò e delle teste del purgatorio, è questo infatti il significato di “Fuca coste e cocce priatorije”, ha portato migliaia di persone a Orsara fin dalla mattinata del 1° novembre. Molti sono arrivati in paese il 31 ottobre e hanno pernottato nei bed&breakfast e nelle altre strutture ricettive. C’è ancora un po’ di confusione, però, nei visitatori che partecipano a questo evento. Con Halloween, è bene ribadirlo, la festa di “Fuca coste e cocce priatorije non ha alcun punto di contatto”. La sera del 1° novembre, infatti, a Orsara assume un significato diverso da quello commerciale e mondano che caratterizza Halloween oltre oceano e nel resto d’Italia. Le anime del Purgatorio (Cocce priatorije) possono purificarsi attraverso il fuoco dei Fuca coste e trovare la via del Paradiso, che viene indicata loro dai lumi nascosti dentro le zucche scolpite e decorate. In onore dei defunti, che in processione attraversano il paese dopo la mezzanotte dell’1 novembre, si consumano cibi poveri ma ricchi di significati simbolici: il grano lessato e condito col solo mosto cotto, le patate, le cipolle, le uova e le castagne cotte sotto la brace. Quella del 1° novembre è la sera del ricongiungimento tra i vivi e i morti, la sera della fratellanza fra chi è rimasto e chi non c’è più. Niente streghe, dunque, e nessun “dolcetto o scherzetto”. Piuttosto la conservazione del primordiale senso della festa di tutti i Santi, quella istituita il 13 maggio del 609 da Papa Bonifacio VIII quando la Chiesa sovrappose un’interpretazione cristiana a una pratica di origine pagana. Nel 998, poi, Odilone di Cluny diede l’avvio a quella che sarà una nuova e longeva tradizione. Quell’anno, infatti, diede disposizione affinché i cenobi dipendenti celebrassero il rito dei defunti a partire dal Vespero del 1° novembre. Il giorno seguente, invece, era disposto che fosse commemorato con un’eucarestia offerta al Signore, pro requie omnium defunctorum. Lentamente l’usanza si diffuse in tutta l’Europa cristiana, istituzionalizzata ed estesa a tutta la Chiesa per opera di Papa Gregorio IV. La festa di “Fuca coste e cocce priatorije” è un momento di comunione tra i vivi e i morti, improntato al rispetto e alla pietà per chi non c’è più e nell’immaginario cristiano cerca la via verso il Paradiso. Un’occasione in cui la comunità si incontra e si scalda vicino al fuoco delle ginestre, condividendo il cibo, la tavola e la commemorazione dei propri defunti. Migliaia di depliant informativi sono stati distribuiti dalla Proloco di Orsara di Puglia, proprio per informare i visitatori del vero significato di una festa che il 1° novembre si è caratterizzata ancora una volta come piena di magia e di suggestioni, anche grazie allo spettacolo del gruppo Mitago e alle zucche artistiche presenti in ogni angolo del paese.
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sabato 30 ottobre 2004
Ma Halloween è nata a Orsara ("Repubblica")
articolo pubblicato su "Repubblica", 30 ottobre 2004
di Ilaria Ficarella
Passano, a testa bassa, guardano la terra alla quale sono tornati. Sono i defunti, che, in processione, attraversano il mondo ancora per una volta, alla mezzanotte fra il 31 ottobre e il primo novembre. Accompagnati da folletti e streghe, cantano - nella notte a loro dedicata dalla memoria dei vivi - la nenia del loro dolore per il distacco che, per un momento soltanto, si ricompone. è la notte che gli inglesi e gli americani chiamano Halloween. E che anche in Italia, e pure in Puglia, è ormai una festa irrinunciabile, specie per i più piccoli. è a loro che piace tanto andar per case, traverstiti da mostri, streghe e scheletri, ripetendo l' anglofono scioglilingua "trick or treat", il nostro "dolcetto o scherzetto". Ma non c' è bisogno di volare fino in America per cercare una festa che unisca insieme il ludico e l' orrifico, la voglia di festeggiare e la paura della morte. "C'è dalla notte dei tempi, anche nella nostra tradizione, una festa che è identica all' halloween americano". Patrizia Resta, barese, docente di Antropologia culturale all' Università di Foggia, racconta di un mito che, attraverso la tradizione orale, continua a perpetuarsi da secoli, in Puglia. A Orsara, in provincia di Foggia. "Qui - spiega l' antropologa - sono le donne del paese a intagliare le zucche. Certo non quelle americane, grosse e rosse. Ma le nostre zucche. Quelle verdi e lunghe". Anche a Orsara, l'ortaggio, intagliato in modo da far comparire una faccia terrificante, viene posto sui davanzali. "Accanto alla zucca, viene messo un lumino - dice Patrizia Resta - e la credenza vuole che, nella processione dei defunti, i morti si rivolgano alle finestre delle case in cui ancora vivono i parenti e che, guardando la luce, essi si rassicurino del fatto che le famiglie non li hanno dimenticati. è un rito che ricuce il legame spezzato, che avvicina la vita e la morte. Un modo per fugare la paura del trapasso". Nella Halloween nostrana ci sono poi tutti gli elementi della tradizione anglosassone. C' è la paura, ma c'è anche la festa: sono decine, nella notte di Orsara, i falò che vengono accesi per tutto il paese. E poi ci sono i banchetti. "Quella di Orsara è una tradizione che si sta trasformando in fenomeno anche turistico" aggiunge la studiosa. E commenta: "La festa anglosassone c'è stata imposta e ne viviamo solo l'aspetto commerciale. Ma c' è ancora modo di recuperare le nostre tradizioni e di diffonderle, facendole anche diventare occasioni economicamente appetibili".
di Ilaria Ficarella
Passano, a testa bassa, guardano la terra alla quale sono tornati. Sono i defunti, che, in processione, attraversano il mondo ancora per una volta, alla mezzanotte fra il 31 ottobre e il primo novembre. Accompagnati da folletti e streghe, cantano - nella notte a loro dedicata dalla memoria dei vivi - la nenia del loro dolore per il distacco che, per un momento soltanto, si ricompone. è la notte che gli inglesi e gli americani chiamano Halloween. E che anche in Italia, e pure in Puglia, è ormai una festa irrinunciabile, specie per i più piccoli. è a loro che piace tanto andar per case, traverstiti da mostri, streghe e scheletri, ripetendo l' anglofono scioglilingua "trick or treat", il nostro "dolcetto o scherzetto". Ma non c' è bisogno di volare fino in America per cercare una festa che unisca insieme il ludico e l' orrifico, la voglia di festeggiare e la paura della morte. "C'è dalla notte dei tempi, anche nella nostra tradizione, una festa che è identica all' halloween americano". Patrizia Resta, barese, docente di Antropologia culturale all' Università di Foggia, racconta di un mito che, attraverso la tradizione orale, continua a perpetuarsi da secoli, in Puglia. A Orsara, in provincia di Foggia. "Qui - spiega l' antropologa - sono le donne del paese a intagliare le zucche. Certo non quelle americane, grosse e rosse. Ma le nostre zucche. Quelle verdi e lunghe". Anche a Orsara, l'ortaggio, intagliato in modo da far comparire una faccia terrificante, viene posto sui davanzali. "Accanto alla zucca, viene messo un lumino - dice Patrizia Resta - e la credenza vuole che, nella processione dei defunti, i morti si rivolgano alle finestre delle case in cui ancora vivono i parenti e che, guardando la luce, essi si rassicurino del fatto che le famiglie non li hanno dimenticati. è un rito che ricuce il legame spezzato, che avvicina la vita e la morte. Un modo per fugare la paura del trapasso". Nella Halloween nostrana ci sono poi tutti gli elementi della tradizione anglosassone. C' è la paura, ma c'è anche la festa: sono decine, nella notte di Orsara, i falò che vengono accesi per tutto il paese. E poi ci sono i banchetti. "Quella di Orsara è una tradizione che si sta trasformando in fenomeno anche turistico" aggiunge la studiosa. E commenta: "La festa anglosassone c'è stata imposta e ne viviamo solo l'aspetto commerciale. Ma c' è ancora modo di recuperare le nostre tradizioni e di diffonderle, facendole anche diventare occasioni economicamente appetibili".
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