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martedì 16 giugno 2009

Il Camper Service


ORSARA DI PUGLIA – Orsara di Puglia si è dotata di un’area camper attrezzata, capace di ospitare fino a 8 equipaggi mettendo a disposizione dei camperisti i servizi igienici, i pozzetti di scarico, l’acqua, l’elettricità e tutto quanto è necessario a restare sul posto per più giorni. La struttura, già operativa, è stata inaugurata sabato 13 giugno. E’ stata realizzata in via Asiago, non lontano da uno degli ingressi al borgo, in una zona spaziosa posta in uno dei quartieri più recenti del paese. Il camper service di Orsara di Puglia è stato ideato per potenziare i servizi di accoglienza destinati ai visitatori. Per gli amanti del turismo itinerante, l’area destinata ai camperisti è dotata anche di barbecue, tavoli e panche in legno per mangiare all’aperto, altalena, scivoli e altri giochi per i bambini. L’area camper è ben illuminata e si trova a pochi passi dalla Stazione dei Carabinieri. “E’ un’opera molto importante – dichiara il sindaco Mario Simonelli – Il turismo è una leva di sviluppo fondamentale ed è nostro compito quello di migliorare l’offerta anche grazie alla realizzazione di nuovi servizi”. La realizzazione della struttura si colloca nelle politiche di potenziamento dei servizi turistici e nell’opera di riqualificazione che interessa gli ingressi del paese. Nella stessa zona, infatti, presto sorgerà un Centro Sociale Polivalente, progetto per il quale la Regione Puglia ha premiato Orsara con uno stanziamento di 1 milione di euro, risorse economiche con cui l’Amministrazione comunale orsarese doterà il paese di un presidio destinato a fornire servizi-strutture e sostegno alla popolazione anziana. Il finanziamento servirà a riqualificare l’area attualmente occupata dal mercato coperto. La nuova struttura si caratterizzerà per il suo carattere moderno e innovativo, nonché per la sua funzione sociale.

martedì 22 gennaio 2008

ORSARA IN TIVVU'



Dalle telecamere del primo canale pubblico nazionale a quelle del “secondo”: dopo essere stata protagonista su Rai Uno, lo scorso 27 settembre 2006 in una bella puntata de “La prova del cuoco” di Antonella Clerici, Orsara di Puglia è tornata a essere protagonista in tv con “Tg2 Si Viaggiare”, la rubrica del telegiornale di Rai Due sui viaggi e il turismo. Le telecamere del programma a cura di Marcello Masi e condotto da Silvia Vaccarezza sono state a Orsara di Puglia lo scorso 19 gennaio 2007. Ciò che gli operatori hanno filmato, invece, è andato in onda venerdì 9 febbraio in coda alle edizioni del Tg2 delle 10.30 e delle 13.30.
L’occasione, per tanti orsaresi e per i visitatori di tutta Italia che hanno conosciuto Orsara in questi anni, per celebrare la promozione della cittadina foggiana nel circuito di “Città Slow”. Un riconoscimento ufficializzato il 5 febbraio 2007. La rete internazionale di Città Slow è nata del 1999. Otto anni fa, Carlo Petrini, assieme ai sindaci di Bra (Cuneo), Orvieto (Terni), Positano (Salerno) e Greve in Chianti (Firenze), fondò un movimento di cui oggi fanno parte 80 Paesi del mondo. Obiettivo di questa rete di comunità è quello di difendere le produzioni agroalimentari autoctone assieme alla messa in valore dei modi tradizionali di far cucina e dei sapori locali. In questo modello, che sostanzialmente mira a migliorare la qualità della vita, sono coinvolti tutti gli aspetti relativi alla quotidianità: il cibo, la cultura e il sociale, l’urbanistica, l’ambiente, l’energia, i trasporti, il turismo, il mondo agricolo, la formazione dei giovani. Avere i requisiti per poter entrare nel movimento internazionale delle Città Slow è un importante riconoscimento, ma rappresenta anche un impegno severo. Orsara di Puglia ha sottoscritto un codice condiviso di comportamenti concreti, il cui rispetto sarà verificato periodicamente. Con il riconoscimento di Orsara quale “città slow”, si rafforza il cammino di un’intera comunità verso la costruzione della cittadella del benessere, orientata a offrire più servizi a cittadini e visitatori.Orsara di Puglia sta lavorando da anni per rendere sempre più credibile la sua ambizione a divenire luogo del “turismo di qualità”. “Medina” (http://www.orsara-medina.it/home.htm), “Camera con vista”, “Donna Cecilia”, “Pane e Salute”, “La Tana dell’Orso”, le oasi dei sapori dello chef internazionale Peppe Zullo (http://www.peppezullo.it/) sono gli ambasciatori della cucina orsarese. “Pablo Neruda” è l’enoteca che omaggia vino e poesia. Accanto ai baluardi del buon gusto, sono sorte nuove strutture ricettive: cinque bed&breakfast (http://www.comune.orsaradipuglia.fg.it/ricettivita.php?tipo=Bed%20and%20Breakfast) capaci complessivamente di 14 camere e 34 posti letto. La capacità ricettiva del paese, inoltre, conta su altre strutture: Peppe Zullo, tra Piano Paradiso e Villa Iamele, dispone di 20 posti letto; l’hotel “Le Querce” ha 14 camere per 25 posti letto e ancora l’agriturismo di “Posta Guevara”. Ma si può usufruire anche di camere e appartamenti messi a disposizione da molte famiglie. Orsara, inoltre, è uno dei comuni promotori del Distretto Rurale di qualità e del più importante D.a.Re, il distretto agro alimentare regionale.

martedì 6 febbraio 2007

In Puglia l'elogio della lentezza (da "Il Meridiano"), 6 febbraio 2007

Ci sono due modi di vivere: lentamente, saggiando ogni momento e sensazione, e velocemente, facendosi prendere dall’imbuto sempre più stretto del tempo. Allo stesso modo, esistono due modalità di considerare il cibo e la tavola: fast(veloce) e slow. Il secondo è esattamente il contrario del “Mc-modello” ed è stato abbracciato da 60 comuni italiani, quelli del circuito internazionale “Città Slow”. In Puglia, sono tre i centri facenti parte di una rete che annovera tra le sue fila Orvieto, Positano e Greve in Chianti: dopo le promozioni di Cisternino (Brindisi) e di Trani (Bari) - città promosse in base al superamento di una serie di parametri inerenti la qualità della vita e dei propri prodotti - ieri è arrivato il “diploma” anche per Orsara di Puglia. Per gustare i prodotti orsaresi, dal pane al vino, dai funghi ai pomodori, dalle verdure al cacioricotta, bisogna sedersi a tavola senza fretta e dare al palato il tempo di assaporare ogni sfumatura di gusti ricchi, salubri, genuini. La rete della qualità La rete internazionale di Città Slow è nata del 1999. Otto anni fa, il “guru” Carlo Petrini, assieme ai sindaci di Bra (Cuneo), Orvieto (Terni), Positano (Salerno) e Greve in Chianti (Firenze), fondò un movimento di cui oggi fanno parte 80 Paesi del mondo. Obiettivo di questa rete di comunità
è quello di difendere le produzioni agroalimentari autoctone assieme alla messa in valore dei modi tradizionali di far cucina e dei sapori locali. In questo modello, che sostanzialmente mira a migliorare la qualità della vita, sono coinvolti tutti gli aspetti relativi alla quotidianità: il cibo, la cultura e il sociale, l’urbanistica, l’ambiente, l’energia, i trasporti, il turismo, il mondo agricolo, la formazione dei giovani. Avere i requisiti per poter entrare nel movimento internazionale delle Città Slow è un importante riconoscimento, ma rappresenta anche un impegno severo. Orsara di Puglia ha sottoscritto un codice condiviso di comportamenti concreti, il cui rispetto sarà verificato periodicamente. Con il riconoscimento di Orsara quale “città slow”, si rafforza il cammino di un’intera comunità verso la costruzione della cittadella del benessere, orientata a offrire più servizi a cittadini e visitatori. Tremiladuecento anime in mezzo ai boschi dell’Appennino Dauno, a un tiro di schioppo dalla vicina Irpinia. Orsara di Puglia sta lavorando da anni per rendere sempre più credibile la sua ambizione a divenire luogo del “turismo di qualità”. Enoteche, ristoranti incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast: bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. “Medina”, “Camera con vista”, “Donna Cecilia”, “Pane e Salute”, “La Tana dell’Orso”, le oasi dei sapori dello chef internazionale Peppe Zullo sono gli ambasciatori della cucina orsarese. “Pablo Neruda” è l’enoteca che omaggia vino e poesia. Accanto ai baluardi del buon gusto, sono sorte nuove strutture ricettive: cinque bed&breakfast capaci complessivamente di 14 camere e 34 posti letto. La capacità ricettiva del paese, inoltre, conta su altre strutture: Peppe Zullo, tra Piano Paradiso e Villa Iamele, dispone di 20 posti letto; l’hotel “Le Querce” ha 14 camere per 25 posti letto e ancora l’agriturismo di “Posta Guevara”. Ma si può usufruire anche di camere e appartamenti messi a disposizione da molte famiglie. E poi gli eventi: le fiere (8 maggio, 13 giugno e 29 settembre); la Festa del Vino in giugno e la rassegna di luglio dedicata al jazz d’autore hanno conquistato un posto d’onore tra gli appuntamenti da non perdere per chi visita la straordinaria terra di Capitanata. Non è da meno l’antichissima “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”, nobile antenata del più commerciale “halloween”. La notte del 1° novembre, a Orsara di Puglia, è la più magica dell’anno: illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche che rappresentano le anime del purgatorio, fino all’alba la cittadina è animata dalla musica e prende i sapori delle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Circondata dal verde dei boschi, Orsara di Puglia è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, c’è la grotta di San Michele Arcangelo sulle cui pareti sono incise antiche testimonianze di fede. E ancora, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Nel centro storico, è un piacere per gli occhi fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie cittadine attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e preziose fontane. Orsara, inoltre, è uno dei comuni promotori del Distretto Rurale di qualità e del più importante D.a.Re, il distretto agro alimentare tecnologico regionale.

sabato 2 settembre 2006

A tavola la Puglia è vincente (da "Il Meridiano", 27 settembre 2006)

Questa mattina, alle 12, sintonizzate il vostro televisore su Rai Uno. A “La Prova del Cuoco”, programma condotto da Antonella Clerici, sarà protagonista Orsara di Puglia, cittadina del foggiano in cui è nato e lavora Peppe Zullo. Il cuoco orsarese, giudicato dagli esperti di alta gastronomia come uno tra i migliori
mille chef del mondo, sfiderà un suo collega valdostano. Per vincere il confronto,
Peppe Zullo preparerà una pietanza dell’antica tradizione pugliese: “Lagane di grano arso chi foglie a mische”: pasta fatta a mano condita da erbe spontanee. "E’ una ricetta molto semplice – spiega lo chef, titolare a Orsara di due strutture ricettive -. Un tempo le donne raccoglievano lungo il cammino le verdure che nel nostro territorio crescono spontanee: cicorie, spinacetti, finocchietti, cardi e cento altre varietà. Quelle erbe servivano a dare più sapore e sostanza alle ‘lagane”, la pasta preparata con il grano arso, la farina dei poveri". Gli altri ingredienti della ricetta di Peppe Zullo rappresentano il meglio della tradizione gastronomica pugliese: olio extravergine d’oliva, pomodorini, “aglio e sale quanto basta”. Peppe Zullo, a “La prova del cuoco”, non rappresenterà soltanto la Puglia, ma tutto il Sud. "E’ una grande soddisfazione per Peppe – dice Mario Simonelli, sindaco di Orsara di Puglia che accompagnerà lo chef negli studi di Rai Uno - ma è un onore per tutta la nostra comunità. Orsara è un paese di appena 3.200 abitanti – continua Simonelli -, ma negli ultimi anni siamo stati capaci di valorizzare al meglio il nostro patrimonio, favorendo le iniziative che hanno portato alla nascita di ristoranti, enoteche, bed and breakfast". Orsara di Puglia e Peppe Zullo, in Puglia, sono diventati un ”marchio” della buona cucina. Il pane sfornato tra i monti dell’Appennino Dauno è tra i più buoni che si possano gustare in Italia. L’olio, il vino, il miele, i pomodori e i prodotti caseari di Orsara sono tra le specialità più apprezzate da chi ha la curiosità e l’amore di scoprire mete alternative al turismo dei grandi numeri. Nel suo piccolo, il paese dello chef baffuto quest’anno ha vissuto una stagione estiva di tutto rispetto: complessivamente, “Orsara Jazz”, “Notte Bianca”, “Festa del Vino” e i 21 appuntamenti
tra musica-cultura e cabaret andati in scena nel centro storico hanno portato a Orsara di Puglia circa 40 mila persone. La fama di Peppe Zullo ha contribuito in maniera decisiva a questo successo. Oggi lo chef orsarese ha 52 anni. Il suo cammino come chef internazionale comincia alla fine degli anni ’70, quando parte per l’America. A Boston, dopo tanto lavoro, riesce ad aprire il suo primo ristorante: da “Peppe il buongustaio”. Stanchi del fast food, i colletti bianchi della metropoli a stelle e strisce sono conquistati dai sapori della cucina orsarese. Ma lui non si ferma. Il suo viaggio continua a Los Angeles e poi ancora più a sud, in Messico. Poi, messo da parte un bel gruzzoletto di dollari, lo chef dal baffo d’oro decide di tornare a casa. Siamo alla fine degli anni ’80 e il cuoco orsarese ha voglia di realizzare il suo sogno di sempre. "Quand’ero ragazzo – racconta – sognai una moltitudine di angeli che scendevano e si sedevano per gustare ciò che io preparavo". Tornato a Orsara, Zullo ha fatto trasformato un angolo della collina orsarese in “Piano Paradiso”, una strutturacon ristorante, enoteca, una splendida
cantina decorata dagli angeli dipinti ovunque da Leon Marino. Non contento, l’anno
scorso ha finito di rimettere a nuovo una villa e un’antica tenuta del ‘900, quella
di Villa Jamele, modellandole per realizzarvi la “Nuova Sala Paradiso”, un’oasi
del gusto all’interno della quale insegnare l’arte della buona cucina a chef che giungono da tutto il mondo. Peppe è uno a cui piace vincere sempre nuove sfide. Tiene molto anche alla prossima, tanto da “dare i numeri”: "Per votare la mia ricetta alla Prova del Cuoco, sul telefono bisogna digitare 164.785.2". E l’Amministrazione comunale ha fatto affiggere sui muri di tutto il paese l’appello
al voto ”gastronomico”.
Un’antica e splendida villa del ’900
trasformata in scuola del gusto
Benvenuti nella tenuta ”Jamele”

L’estate scorsa era ancora un sogno. Oggi è una realtà. L’aria pulita e fresca della Daunia, l’acqua gelida del torrente Lavella, la fertile terra orsarese, il sacro fuoco dell’arte: sono questi gli elementi che fanno di ”Villa Iamele” l’oasi del gusto forgiata da Peppe Zullo. La villa è un edificio il cui nucleo originale risale al 1700 e che, nel tempo, ha integrato il suo stile settecentesco con architetture gotiche e di stile palladiano. Si trova a pochi chilometri dal centro abitato, sulla strada che da Orsara conduce a Troia. La tenuta ha anche un’area boschiva di 25mila metri quadrati. E’ il ”Bosco dei sapori perduti”, dove albergano più di 50 varietà di alberi da frutta, attraversato dal torrente Lavella, corso d’acqua che nasce sui
monti di Orsara, a 879 metri d’altezza. Accanto all’area boschiva, lo splendido ”Orto dei sapori perduti”, 15mila metri quadrati in cui sono coltivate le zucche di Halloween, saporite ”mongolfiere” arancioni, e poi pomodori, basilico, lattuga, tutti i tipi di legumi. L’oasi è completata da un vigneto di circa 16mila piante. ”Villa Iamele” ha già ospitato chef internazionali, maestri della gastronomia mondiale che arrivano ad Orsara per conoscere la cultura della Daunia attraverso i tesori della sua terra. L’oasi di Peppe Zullo, però, è soltanto una scuola, ma un luogo dove il turismo enogastronomico diventa cultura. Oltre alla villa, il complesso è dotato di altre tre strutture per convegni e manifestazioni sull’arte della gastronomia, eventi che trasformeranno l’oasi in un nuovo punto di riferimento per il turismo che ha come principale attrattiva la qualità della vita. Le strutture dell’antica dimora hanno il loro fulcro in una sala da 150 posti unita alla cucina. Le persone che siedono a tavola possono vedere ciò che gli chef
stanno preparando per loro in cucina. I due ambienti, infatti, sono attigui, separati soltanto da una parete ”trasparente” con strutture in cui è prevalente
l’utilizzo del vetro. I commensali, dalle finestre gotiche della villa, possono godere di una vista particolare: immersi nel verde dell’oasi, ci sono una biscotteria, una panetteria ed una pasticceria. Sono i ”templi” del gusto dedicati al grano e che sorgono all’ombra di una quercia di 500 anni. Gli alberi sono uno degli elementi più importanti dell’intera oasi. Noci,amareni, allori, nascono spontanei nella tenuta, a decine. I loro frutti danno vita ai liquori prodotti da Peppe Zullo. L’oasi di ”Villa Iamele” è un piccolo paradiso che sollecita tutti i sensi dell’uomo, invitandoli ad uscire dall’assopimento dei gusti sciapi, delle forme plastificate dei cibi precotti. E dalla torre della dimora settecentesca, Peppe Zullo e i suoi ospiti potranno ammirare lo spettacolo di una natura che torna madre.

giovedì 12 febbraio 2004

A Orsara cinque nuovi bed and breakfast

ORSARA DI PUGLIA – Bed and breakfast è meglio. La pensano così le corsiste di “Bed&Best”, percorso di formazione grazie al quale, entro l’anno, in Puglia sorgeranno 120 piccole strutture ricettive per il turismo.
Lo scorso ottobre, 120 donne pugliesi sono state protagoniste di un percorso di formazione durato 300 ore. Hanno studiato marketing, inglese, imparato a elaborare itinerari e ad offrire servizi per il turismo che punta sulle potenzialità del territorio.
Tra i 15 Comuni che hanno aderito all’iniziativa della Regione Puglia e della Comunità Europea, ci sono anche Cerignola, Manfredonia e Orsara di Puglia.
Nel centro preappenninico, sono state 5 le donne ad aver conseguito il diploma diventando “operatrici dell’ospitalità e dell’accoglienza turistica in bed and breakfast”.
Sono Marina Terlizzi, Rocchina Lecce, Rosa Dedda, Antonina Del Priore e Marta Terlizzi. Hanno un’età compresa fra i 25 e i 49 anni e coltivano un sogno che presto diverrà realtà, quello di diventare imprenditrici del sistema turistico.
Le prime 2 apriranno l’attività entro la prossima estate. “Con tutte le altre corsiste – spiega Marina Terlizzi -, stiamo per costituire un’associazione che utilizzerà il marchio “Bed&Best”. Dopo questo passaggio, ciascuna di noi potrà avviare l’attività gestendo un bed and breakfast”.
Si tratta di piccole strutture ricettive, capaci di ospitare da 4 a 10 persone in un ambiente familiare, offrendo ai visitatori l’alloggio e la prima colazione. Rocchina, la meno giovane del gruppo orsarese con i suoi 49 anni, gestirà il suo bed and breakfast in una contrada poco lontana dal centro storico, quella di Piana del Pozzo. Marina, invece, è già impegnata nel rimettere a nuovo un’abitazione di Piano Paradiso, località posta nelle immediate vicinanze dell’ingresso al paese.
“E’ stato un impegno molto serio: 8 ore di lezioni giornaliere, 40 ogni settimana”, racconta Marina. “Attraverso un marchio unico ed un sito internet che promuoverà strutture, luoghi e servizi dell’associazione, avremo modo di collaborare in rete e quindi di sostenerci reciprocamente”.
Il progetto “Bed&Best” nasce per centrare un duplice obiettivo: elevare i livelli occupazionali della regione promuovendo, al contempo, ciascuno dei Comuni aderenti in cui sorgeranno le nuove strutture ricettive. E’ una formula che ha dato risultati positivi in tutta Europa e che ora punta ad affermare un nuovo modello di sistema turistico-ricettivo anche nel Mezzogiorno.
L’idea sembra fatta su misura per Orsara di Puglia e un territorio, quello del Preappennino, che pur avendo grandi risorse sconta lacune strutturali e nei servizi. “Abbiamo aderito con convinzione al progetto perché puntiamo moltissimo sullo sviluppo sostenibile e sulla valorizzazione delle peculiarità ambientali e culturali del nostro paese – dice il sindaco Mario Simonelli -. Orsara di Puglia ha storia, tradizioni e un patrimonio che stiamo cercando di promuovere al meglio attraverso iniziative, eventi e progetti come quello di “Bed&Best””.
Assieme ad altri 2 comuni foggiani, Cerignola e Manfredonia, oltre a ben 12 amministrazioni di tutta la Puglia, Orsara di Puglia ha aderito al progetto “Bed&Best”. Si tratta di un percorso di formazione offerto a 120 donne, 20 per ciascuno dei 6 corsi organizzati nell’ambito del progetto. Un’iniziativa che mira a fornire gli strumenti di conoscenza necessari per lavorare nel settore turistico con competenza e professionalità.