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venerdì 25 settembre 2009
Orsara Musica a New York
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Orsara Musica sbarca a New York. Il sodalizio, dopo l’ultima fortunata edizione dell’Orsara Musica Jazz Festival, sarà protagonista all’Italian Jazz Days nell’ambito delle manifestazioni del Columbus Day 2009 che avranno come ospite d’onore anche Pino Daniele. L’associazione presieduta da Michele Ferrara rappresenterà tutta la Puglia, essendo l’unica realtà artistica pugliese presente all’evento. L’Italian Jazz Days si terrà dal 12 al 17 ottobre prossimi nella Grande Mela. Lucio Ferrara, uno dei componenti storici di Orsara Musica (direttore dei Seminari Internazionali di Musica Jazz ad Orsara di Puglia), e altri amici del sodalizio orsarese come Greg Burk e Antonio Ciacca saranno tra i protagonisti dell’importante evento newyorkese cui parteciperanno musicisti del calibro di George Garzone e Joey De Francesco. Per Lucio Ferrara, inoltre, la partecipazione all’evento coinciderà con la presentazione del suo nuovo cd intitolato “It’s all right with me”. Orsara Musica, dunque, avrà l’onore di tenere al battesimo la prima edizione dell’Italian Jazz Days, una rassegna che mette insieme il meglio del “made in Italy”. La manifestazione assume un rilievo ancor più alto considerando che alla sua organizzazione hanno collaborato l’Istituto Italiano di Cultura di New York e il “Jazz at Lincoln Center”, due delle istituzioni culturali più attive e apprezzate degli Stati Uniti d’America. Quest’anno, Orsara Musica ha compiuto 20 anni. In agosto, il sodalizio ha celebrato il ventennale con una splendida edizione del Festival Jazz: oltre 5mila presenze, allievi da tutto il mondo per i Seminari Internazionali, più di 100 musicisti ad alternarsi tra lezioni e concerti. L’approdo a New York per l’Italian Jazz Days conferma la vocazione e la visione internazionale di un sodalizio che, in 4 lustri, è riuscito a innovare e a innovarsi continuamente, proponendosi concretamente come propulsore culturale capace di confrontarsi e collaborare con le migliori realtà del panorama jazzistico mondiale.
giovedì 6 agosto 2009
OrsaraJazz 09, i numeri di un successo

(in alto, la foto di Michele Brancati)ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Più di 5mila presenze tra jam session e concerti; 50 allievi che hanno raggiunto Orsara di Puglia dagli Stati Uniti e da ogni parte d’Italia; oltre 100 musicisti ad alternarsi tra lezioni e palco; 8 borse di studio assegnate, 3 città coinvolte nella rassegna, 200 pernottamenti e 300 pasti erogati solo per la ‘carovana’ di artisti e tecnici: sono soltanto alcuni dei numeri che delineano e sintetizzano il successo della ventesima edizione dell’Orsara Musica Jazz Festival e della sesta edizione dei Seminari Internazionali di Jazz. Uno degli allievi, Mattia Ciarmoli (batteria), è stato già selezionato per continuare il prossimo anno, sempre ad Orsara, la propria formazione nella prossima edizione dei Seminari. Ad altri due allievi - Elena De Bellis (violino) e Francesco Verì (piano), sono state assegnate altrettante borse di studio per i workshop del Lagos Jazz Festival che si tiene in Portogallo. Tra marzo e aprile 2010, inoltre, sono stati già messi in calendario 5 concerti al Jazz Club “Cantina Bentivoglio” di Bologna per gli allievi Fabio Strozziero (chitarra), Gianni Mastrangelo (contrabbasso), Luigi Rinaldi (sax) ed Eliseo Muraglia (batteria) che formeranno un Ensemble coordinato da Mara de Mutiis. E poi la chicca: quest’anno, ai Seminari Internazionali di Musica Jazz a Orsara, ha partecipato anche un’allieva americana dal nome particolare. Lei, talentuosa sassofonista 17enne, si chiama Grace Kelly ed è stata selezionata per partecipare nel 2010 al Final Round del Premio Internazionale Massimo Urbani. L’Orsara Musica Jazz Festival, nell’edizione del ventennale, ha prodotto qualità prima ancora che quantità: la mostra fotografica di Michele Brancati, le matinée all’Abbazia dell’Annunziata, le presentazioni di libri, la prima visione del video “Round About Max, le jam session e i concerti hanno coinvolto non solo Orsara di Puglia, ma anche Foggia e Bovino. La rassegna, poi, si è riservata un gran finale il 2 agosto, quando in Largo San Michele si è tenuta la prima assoluta di “Giove a Pompei, la vera storia”, una nuova produzione originale realizzata come un omaggio al genio creativo espresso da Umberto Giordano. L’Orsara Musica Jazz Festival e il Festival d’Arte Apuliae, entrambi soci del consorzio 5FSS, faranno riascoltare la nuova opera al pubblico di Pietramontecorvino il prossimo 12 agosto. Giancarlo Schiaffini, Silvia Schiavoni, Ascolfare XL e Ensemble d’Archi Apuliae hanno portato sul palco emozioni inedite riecheggiando la grandezza dell’indimenticato compositore foggiano. Per l’arrivederci al 2010 non poteva esserci iniziativa migliore di questa.
sabato 1 agosto 2009
Saturday Jazz Fever
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Sono tre gli appuntamenti che oggi l’Orsara Musica Jazz Festival offrirà al suo pubblico. Il primo si terrà alle 12, nello scenario d’incanto e raccoglimento regalato dall’Abbazia dell’Annunziata. E’ qui che l’arpa di Edmar Castaneda farà vibrare le corde dell’anima in un concerto che coniuga al futuro le dimensioni del sacro e del profano. Alle 21, sarà lo stesso Castaneda a guidare il suo quartetto nella performance di Largo San Michele. Più tardi, sullo stesso palco, spazio ad Al Foster Quaret con Steve Grossman. Il colombiano Edmar Castaneda si è imposto sulla scena internazionale come uno dei nuovi talenti più interessanti del panorama jazzistico. Interpreta in modo molto personale il jazz e le musiche di provenienza africana. A soli 31 anni, riassume- sintetizza e amplifica con la sua arpa tutta la forza e l’eleganza di cui solo il jazz contemporaneo è capace. Al Foster, altro protagonista del Saturday Jazz Fever ad Orsara, è un polistrumentista di eccezionale bravura. Al suo fianco, oltre ai componenti del suo quartetto, ci sarà anche Steve Grossman, musicista di New York e conoscenza consolidata del Festival orsarese. Il meglio dell’edizione del ventennale, però, deve ancora arrivare e sarà la data di domenica a offrirlo con la prima assoluta di “Giove a Pompei”, l’opera originale realizzata come un omaggio e una reinterpretazione moderna del genio creativo espresso da Umberto Giordano, indimenticato compositore foggiano. Giancarlo Schiaffini, Silvia Schiavoni, Ascolfare XL e Ensemble d’Archi Apuliae porteranno sul palco di Largo San Michele emozioni inedite riecheggiando la grandezza di Umberto Giordano. Si tratta dell’ultima tra le produzioni originali di Orsara Musica. Un’opera che si aggiunge a quelle già realizzate dal 1996 ad oggi nel segno di una progettualità che caratterizza il festival. Creazione musicale che si candida a essere una produzione colta, per proiettare ancora una volta la creatività del “made in Puglia” nel panorama internazionale. Con “Giove a Pompei”, l’associazione Orsara Musica, il Festival d’Arte Apuliae e il dipartimento di jazz del Conservatorio Umberto Giordano realizzano una nuova e importante sinergia.
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venerdì 31 luglio 2009
Orsara Jazz, matinèe all'Abbazia. In serata I Tangheri con Marc Ribot
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Questa mattina, alle 12, l’Orsara Musica Jazz Festival comincerà in modo insolito. Da oggi e fino al 2 agosto, infatti, oltre ai concerti serali in Largo San Michele la rassegna offrirà anche le matinèe nel complesso abbaziale dedicato al culto di San Michele. Alle 12, sarà Giancarlo Schiaffini a inaugurare l’iniziativa. In questo modo, il Festival offre uno spazio musicale di evocazione e contaminazione di stili, per iniziare le giornate della rassegna con suggestioni intime, caratterizzate dal legame tra la musica e la spiritualità. Grandi e originali performer si confronteranno con la dimensione del sacro in maniera del tutto personale, pensando ai Sacred Concert di Duke Ellington o alle origini stesse della musica occidentale. L’Abbazia dell’Annunziata, recentemente restaurata, è un luogo perfetto per le matinèe dell’Orsara Jazz e rappresenta l’occasione per conoscere uno dei templi sacri più antichi e suggestivi della Capitanata. In serata, dalle 21, tutti a Largo San Michele per ascoltare i Tangheri con Marc Ribot. L’Orsara Musica Jazz Festival, dopo la tappa foggiana, torna a casa per il gran finale: tre giorni (31 luglio, 1 e 2 agosto) per chiudere al meglio l’edizione del ventennale. I primi a salire sul palco di San Michele, in quella che si annuncia come una irrinunciabile 72 ore di musica, sono un gruppo capace di scompaginare gli schemi esplorando diversi generi musicali attraverso l’integrazione di più chiavi artistiche, dalla musica al teatro utilizzando il passepartout della letteratura. La formazione de I Tangheri è composta da Vince Abbracciante (accordeon, fender), Davide Penta (contrabbasso e basso elettrico), Antonio Di Lorenzo (batteria), Giuseppe Del Re (voce) e Marc Ribot (special guest alla chitarra).
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giovedì 30 luglio 2009
Orsara Jazz, i concerti di oggi e quelli di venerdì
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – L’Orsara Musica Jazz Festival approda a Foggia con un doppio appuntamento. Stasera, dalle 21, il Ristorante in Fiera (ingresso gratuito) ospiterà il concerto di Greg Burk e poi quello di Umberto Sangiovanni e Daunia Orchestra. Nel capoluogo, iniziano i quattro giorni più importanti della rassegna. Greg Burk, nato a Detroit 40 anni fa, è uno dei migliori pianisti della sua generazione. Le teorie musicali di George Russell, il libero approccio all’improvvisazione di Paul Bley e la spiritualità dell’insegnamento di Yusef Lateef sono state le basi per lo sviluppo della sua identità artistica. Umberto Sangiovanni (piano), Guerino Dondolone (contrabbasso), Massimo D’Agostino (batteria), Sara Sileo (voce), Gianni Iorio (bandoneon) e Alfredo Ricciardi (percussioni) presenteranno il nuovo cd “Sciamboli e nuovi inverni”. Umberto Sangiovanni, pianista pugliese di formazione jazz e compositore, riscopre la vitalità del dialetto della sua terra riscrivendo la musica dei canti contadini d’inizio ‘900.
Un progetto originale che nasce dal linguaggio del dialetto foggiano e sviluppa un suono personale e unico a metà strada fra il jazz e la musica popolare, fra la canzone d’autore e i cantori del Gargano.
Il nucleo della Daunia Orchestra è il quartetto (voce, contrabbasso, pianoforte e batteria) attorno al quale secondo le esigenze ruotano altri elementi. Sonorità mediterranee e ritmi jazz si mescolano alle tradizioni di un linguaggio antico e poco conosciuto, ma ricco di un fascino straordinario.
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Sarà un concerto pieno di sorprese quello che, venerdì sera alle 22, vedrà protagonisti I Tangheri con Marc Ribot. L’Orsara Musica Jazz Festival, dopo la tappa foggiana, torna a casa per il gran finale: tre giorni (31 luglio, 1 e 2 agosto) per chiudere al meglio l’edizione del ventennale. I primi a salire sul palco di Largo San Michele, in quella che si annuncia come una golosa 72 ore di musica, sono un gruppo capace di scompaginare gli schemi cavalcando diversi generi musicali attraverso l’integrazione di più chiavi artistiche, dalla musica al teatro utilizzando il passepartout della letteratura. La formazione de I Tangheri è composta da Vince Abbracciante (accordeon, fender), Davide Penta (contrabbasso e basso elettrico), Antonio Di Lorenzo (batteria), Giuseppe Del Re (voce) e Marc Ribot (special guest alla chitarra). Venerdì, alle ore 12, si terrà anche la prima delle tre matinée all’Abbazia dell’Annunziata. Nel tempio cristiano consacrato alla fede per San Michele sarà Giancarlo Schiaffini il primo a far vibrare gli strumenti. In questo modo, il Festival offre uno spazio musicale di evocazione e contaminazione di stili, per iniziare le giornate della rassegna con suggestioni intime, caratterizzate dal legame tra la musica e la spiritualità. Grandi e originali performer si confronteranno con la dimensione del sacro in maniera del tutto personale, pensando ai Sacred Concert di Duke Ellington o alle origini stesse della musica occidentale. L’Abbazia dell’Annunziata, recentemente restaurata, è una location perfetta per le matinèe dell’Orsara Jazz e rappresenta l’occasione per conoscere uno dei luoghi sacri più antichi e suggestivi della Capitanata.
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Sarà un concerto pieno di sorprese quello che, venerdì sera alle 22, vedrà protagonisti I Tangheri con Marc Ribot. L’Orsara Musica Jazz Festival, dopo la tappa foggiana, torna a casa per il gran finale: tre giorni (31 luglio, 1 e 2 agosto) per chiudere al meglio l’edizione del ventennale. I primi a salire sul palco di Largo San Michele, in quella che si annuncia come una golosa 72 ore di musica, sono un gruppo capace di scompaginare gli schemi cavalcando diversi generi musicali attraverso l’integrazione di più chiavi artistiche, dalla musica al teatro utilizzando il passepartout della letteratura. La formazione de I Tangheri è composta da Vince Abbracciante (accordeon, fender), Davide Penta (contrabbasso e basso elettrico), Antonio Di Lorenzo (batteria), Giuseppe Del Re (voce) e Marc Ribot (special guest alla chitarra). Venerdì, alle ore 12, si terrà anche la prima delle tre matinée all’Abbazia dell’Annunziata. Nel tempio cristiano consacrato alla fede per San Michele sarà Giancarlo Schiaffini il primo a far vibrare gli strumenti. In questo modo, il Festival offre uno spazio musicale di evocazione e contaminazione di stili, per iniziare le giornate della rassegna con suggestioni intime, caratterizzate dal legame tra la musica e la spiritualità. Grandi e originali performer si confronteranno con la dimensione del sacro in maniera del tutto personale, pensando ai Sacred Concert di Duke Ellington o alle origini stesse della musica occidentale. L’Abbazia dell’Annunziata, recentemente restaurata, è una location perfetta per le matinèe dell’Orsara Jazz e rappresenta l’occasione per conoscere uno dei luoghi sacri più antichi e suggestivi della Capitanata.
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mercoledì 29 luglio 2009
Orsara Jazz, omaggio a Massimo Urbani
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Saranno gli allievi dei Seminari Internazionali, questa sera alle ore 22, a riempire di musica e suggestioni il Jazz Club ospitato da “La locanda dell’Angelo”. Una jam session attesa e sognata da 6 giorni, tanti quanti sono passati dall’inizio delle lezioni che riempiono di entusiasmo ogni giorno il Centro Culturale Comunale di via Capò. L’Orsara Musica Jazz Festival entra nella settimana calda dei concerti, quelli che si terranno il 30 luglio a Foggia – doppio appuntamento prima con Greg Burk poi con Umberto Sangiovanni & Daunia Orchestra – e che nelle tre serate a seguire vedranno tornare la rassegna sullo storico palco di Largo San Michele. A Orsara di Puglia, le serate del 31 luglio e quelle di sabato 1 e domenica 2 agosto apriranno la scena sugli appuntamenti più attesi della ventesima edizione: Tangheri featuring Marc Ribot, Municipale Balcanica, Edmar Castaneda Quartet, Al Foster Quartet featuring Steve Grossman e il gran finale con la prima esecuzione assoluta di “Giove a Pompei”, nuova produzione e omaggio a Umberto Giordano. Mercoledì 29, la jam session degli allievi sarà preceduta da uno dei tre eventi speciali della rassegna: Serafino Paternoster presenterà un video inedito su Massimo Urbani. Il video si intitola "'Round about max", dura 50 minuti ed è una produzione Videouno di Matera. Si tratta di un documentario-intervista a Massimo Urbani realizzato durante la registrazione dell'omonimo cd. Venerdì 31, inoltre, si terrà la prima delle tre matinée all’Abbazia dell’Annunziata (tutte con inizio alle ore 12): il primo giorno spazio a Giancarlo Schiaffini, il secondo all’arpa di Edmar Castaneda e infine l’appuntamento con Enzo Nini.
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martedì 28 luglio 2009
Orsara Jazz, la storia di Mike Ortuso
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Jam session con Lucio Ferrara Quartet, questa sera alle ore 22, per la quinta giornata dell’Orsara Musica Jazz Festival. Il programma della rassegna prosegue a gran ritmo con i Seminari Internazionali e la mostra fotografica ‘open space’ di Michele Brancati. Alle 20, a precedere l’appuntamento previsto due ore più tardi al Jazz Club della Locanda dell’Angelo, il Centro Culturale Comunale ospiterà Pasquale Gatta e il suo racconto attorno al genio e alla vita di “Mike” Ortuso, il musicista nativo di Monte Sant’Angelo che costruì la strada su cui ancora s’incamminano i fautori del jazz “made in Italy”. Una storia avventurosa e rivelatrice di un immenso talento. Mike Ortuso fu uno dei primi jazzisti italiani, svelando la propria maestria come chitarrista, direttore d’orchestra e compositori. Dall’età di tre anni va a vivere in America, dove studia violino e impara a suonare anche chitarra e banjio. Comincia presto a vincere concorsi e manifestazioni. Nel 1921 ha solo quattordici anni quando incanta Nick La Rocca che lo fa entrare nella sua mitica “Original Dixieland Jazz Band”. Torna in Italia nel 1923 e per avere successo deve fingersi americano presentandosi come lo “studente Mike Ortuso”. In questo modo ottiene la sua prima scrittura italiana nel 1924. Di lì in poi, fino alla sua scomparsa nel 1981, Michele “Mike” Ortuso scrive capitoli importanti della storia del jazz italiano. L’Orsara Jazz, uno degli eventi più importanti del Five Festival Sud System, contribuisce dunque a rialzare il sipario sulla vicenda di un figlio della Capitanata capace di imporsi sullo scenario musicale internazionale.
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lunedì 27 luglio 2009
OrsaraJazz con Hugo Alves e Greg Burk
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Saranno Hugo Alves e Greg Burk, questa sera alle 22, i mattatori della jam session al Jazz Club della Locanda dell’Angelo a Orsara di Puglia. Nato a Lagos, in Portogallo, Alves è uno straordinario musicista autodidatta. La sua storia artistica ha una svolta con l’ingresso nella Big Band Matosinhos Jazz Orchestra, quando comincia a suonare nei più importanti festival di jazz con ospiti come Bob Berg, Conrad Herwig, Ingrid Jensen, Carla Bley, Steve Swallow e Gary Valente. Ha all’attivo diversi Cd come leader. Dal 2004 dirige la Lagos Jazz Orchestra. Nel 2006 ha scritto due testi su Louis Armstrong e su Dizzy Gillespie, per una delle più importanti edizioni di Jazz collection in Portogallo. Pianista e compositore di Detroit, Greg Burk è tra i più raffinati interpreti della scena jazz contemporanea. Le teorie musicali di George Russell, il libero approccio all’improvvisazione di Paul Bley e la spiritualità dell’insegnamento di Yusef Lateef sono state le basi per lo sviluppo della sua originale identità artistica. Anche oggi il programma del Festival comincia con la quarta giornata dei Seminari Internazionali e la mostra fotografica ‘open space’ di Michele Brancati. Alle 20, presentazione de “Le rotte della musica”, ultimo lavoro di Fabio Ciminiera, un libro che racconta il Mediterraneo attraverso le parole dei musicisti, 80 protagonisti della vita musicale di una regione capace di diventare nido naturale per l’incontro e la crescita di nuovi linguaggi. Il volume, edito da Ianieri Edizioni di Pescara, è un percorso che fa incamminare il lettore dentro le storie di persone, di tradizioni e di stili anche molto diversi tra loro, tutti accomunati però dall’appartenenza al grande crogiuolo mediterraneo.
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sabato 25 luglio 2009
Sabato in jazz a Orsara

ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Seconda giornata dei Seminari Internazionali all’Orsara Musica Jazz Festival: oggi, dalle 9.30 alle 18,30, il Centro Culturale Comunale tornerà ad accogliere docenti e allievi. Alle 11.30, apertura ufficiale di “365 in jazz”, la mostra fotografica di Michele Brancati con immagini esposte in locali pubblici, vetrine, strade e piazze del Festival a comporre una mappa di suggestioni ed emozioni lunga 20 anni, tanti quanti ne compie la rassegna orsarese. Alle 22, palcoscenico aperto sulla jam session che vedrà protagonisti Antonio Ciacca e John Nugent Quartet al Jazz Club de “La locanda degli angeli”. L’evento clou del Five Festival Sud System (il marchio e consorzio che mette insieme i principali avvenimenti culturali della provincia di Foggia) entra finalmente nel vivo. La jam session in programma è di quelle che mettono insieme due maestri del jazz internazionale. Antonio Ciacca, pianista bolognese d’adozione, ha militato nel quintetto di Steve Lacy e nel quintetto di Benny Golson. Ha suonato al fianco di Lee Konitz e si è formato musicalmente a Detroit, Londra e New York. Nella grande Mela, dal 2007, è direttore della programmazione del Lincoln Center. John Nugent, sassofonista canadese, ha suonato con Ella Fitzgerald. Allievo di Dave Liebman, con la One O’Clock Jazz Band ha registrato 5 album per altrettanti tour in Australia, Europa e Stati Uniti. E’ il direttore artistico del Jazz Festival di Stoccolma e del Rochester International Jazz Festival di New York.
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giovedì 23 luglio 2009
Pronti, partenza...Jazz
Il conto alla rovescia è finito. Domani, venerdì 24 luglio, inizia la ventesima edizione dell’Orsara Jazz, uno degli eventi clou del Five Festival Sud System. Si comincia all’insegna dei Seminari Internazionali, con musicisti provenienti dal “Jazz at Lincoln Center” di New York e dallo “Stoccolma Jazz Festival”. Dal mattino, e fino a notte inoltrata, Orsara di Puglia si trasformerà in “luogo dell’agire generativo”, vivendo e sognando al ritmo del jazz con workshop, concerti, mostre fotografiche, matinèe musicali ospitate all’interno dell’Abbazia, presentazioni di libri. Sarà la jam session con i docenti dei seminari, alle 22, ad aprire il Festival. Assieme ad essa, a disegnare con le immagini un percorso ancora in itinere e già lungo 20 anni, ci sarà l’inaugurazione di “365 in jazz”, la mostra di Michele Brancati con fotografie esposte ovunque: locali pubblici, vetrine, strade e piazze del Festival. Le stesse strade, le medesime piazze, saranno carezzate dalla musica di Hugo Alves, trombettista portoghese; Greg Burk, pianista e compositore di Detroit; Antonio Ciacca, “italianissimo” direttore artistico del Lincoln Center di New York; John Nugent, sassofonista canadese e direttore artistico di importanti jazz festival in Europa e Stati Uniti. Con loro, nella jam session d’apertura, ci saranno Silvia Donati, Nicola Muresu, Marion Felder e il direttore dei corsi Lucio Ferrara. A concerti e jam session, per tutti i 10 giorni dell’Orsara Musica Jazz Festival, si potrà assistere gratuitamente. Sabato 25 luglio, alle 22, sarà la volta di Antonio Ciacca e John Nugent Quartet. Doppio appuntamento domenica 26: al “Dizzy” di Bovino, dalle ore 22, saranno di scena la voce di Silvia Donati, la chitarra di Lucio Ferrara, il contrabbasso di Nicola Muresu e la batteria di Marion Felder per “Jazz and Poetry”, un omaggio alla poetessa Alda Merini; a Orsara di Puglia, stesso orario, Jam Session with Teachers. Nuovo “bis” di eventi per il 27, ma questa volta entrambi si terranno a Orsara di Puglia: alle 20, il Jazz Club presenta “Le rotte della musica”, ultimo lavoro di Fabio Ciminiera, un libro che racconta il Mediterraneo attraverso le parole dei musicisti, 80 protagonisti della vita musicale di una regione vasta quanto il mare che la bagna; alle 22 la jam session con Hugo Alves e Greg Burk. Si replica il 28, con due nuovi appuntamenti. Il primo è quello in cui Pasquale Gatta racconterà la vita e il genio di Michele “Mike” Ortuso, il musicista nativo di Monte Sant’Angelo che costruì la strada su cui ancora s’incamminano i fautori del jazz “made in Italy”; il secondo, alle 22, è rappresentato dalla jam session del Lucio Ferrara Quartet. Il 29 luglio, invece, sarà la volta di Serafino Paternoster e della presentazione di un video inedito su Massimo Urbani, "Round about max”. Il 30 luglio, doppio concerto a Foggia (Ristorante in Fiera) con Greg Burk e a seguire Umberto San Giovanni & Daunia Orchestra. Il 31 luglio, il Festival torna a Orsara: Marc Ribot e l’Orchestra Municipale Balcanica. Sabato 1 agosto sarà la volta di Edmar Castaneda Quartet e di Al Foster Quartet con Steve Grossman. Il 2 agosto arriverà la chiusura del Festival, con la presentazione in anteprima internazionale dello special project “Giove a Pompei, la vera storia”.
lunedì 15 giugno 2009
OrsaraJazz 2009
ORSARA DI PUGLIA – E’ quasi tutto pronto per la ventesima edizione dell’Orsara Musica Jazz Festival, la rassegna jazzistica più longeva della Puglia. L’edizione del ventennale riserverà molte sorprese al pubblico. In 20 anni, il palco di Largo San Michele ha ospitato circa 1.000 artisti che si sono esibiti complessivamente davanti a 300 mila spettatori per oltre 1.800 ore di concerti.
Orsara Musica, l’associazione che organizza il festival, è socio fondatore del Consorzio FFSS (Five Festival Sud System) per la promozione della qualità culturale nel territorio, che opera in provincia di Foggia dal 15 aprile 2009. L’edizione 2009 del festival, articolata in diverse sezioni, si svolgerà dal 24 luglio al 2 agosto.
L’apertura del festival è riservata ai Seminari Internazionali di Musica Jazz che quest’anno celebrano la loro sesta edizione. I Seminari hanno già una solida tradizione e vantano presenze di spicco negli anni quali Benny Golson, Lee Konitz e Steve Grossman. Si caratterizzano per l’ambiente internazionale e l’approccio rivolto a tutti gli aspetti del fare musica da quello creativo, esecutivo, didattico a quello organizzativo ed economico. Da segnalare, fra i docenti, musicisti di grande esperienza internazionali quali Antonio Ciacca (Direttore programmazione al Jazz at Lincoln Center di New York), John Nugent (Stoccolma Jazz Festival, Rochester Jazz Festival di New York) e Hugo Alves che oltre ad essere trombettista di livello è responsabile dei seminari jazz e del festival di Lagos in Portogallo. Direttore dei Seminari è Lucio Ferrara. Nel programma dei seminari, il 30 e 31 luglio e successivamente nei primi due giorni d’agosto è previsto un Workshop orchestrale condotto da Giancarlo Schiaffini e Silvia Schiavoni. Si tratta di una speciale opportunità di vivere dall’interno il lavoro preparatorio dello special project “GIOVE A POMPEI – La vera storia…” commissionato da ORSARA MUSICA e Associazione SPAZIO MUSICA al compositore e trombonista Giancarlo Schiaffini.
Molto importante la sezione concertistica che ha nello Special project “GIOVE A POMPEI – La vera storia…”, (composizione di Giancarlo Schiaffini e Silvia Fanfani Schiavoni liberamente ispirata all’opera GIOVE A POMPEI di Umberto Giordano) il suo culmine. Altri concerti vedranno protagonisti musicisti internazionali di valore assoluto quali Marc Ribot, l’Orchestra Municipale Balcanica, Al Foster e Steve Grossman. Da non perdere le suggestive matinèe nell’abbazia medievale dell’Annunziata con intime, religiose performance “in solo” di musicisti ospiti del festival. Diverse le iniziative non strutturate che si svilupperanno con azioni e performance, allestimenti e processi creativi fra cui la mostra fotografica “365 in jazz” di Michele Brancati e la mostra/performance “progressiva” sul ventennale del festival. Una mostra il cui processo di creazione si svilupperà in parallelo allo svolgimento del festival in un crescendo di ideazione>realizzazione>allestimento e il cui completamento segnerà anche la fine della mostra stessa, avendo il suo senso nel divenire dell’allestimento.
Info Festival: www.orsaramusica.it info@orsaramusica.it
Info e Iscrizioni Seminari: www.orsaramusica.it
(Silvana), email: seminariorsaramusica@libero.it;
Orsara Musica, l’associazione che organizza il festival, è socio fondatore del Consorzio FFSS (Five Festival Sud System) per la promozione della qualità culturale nel territorio, che opera in provincia di Foggia dal 15 aprile 2009. L’edizione 2009 del festival, articolata in diverse sezioni, si svolgerà dal 24 luglio al 2 agosto.
L’apertura del festival è riservata ai Seminari Internazionali di Musica Jazz che quest’anno celebrano la loro sesta edizione. I Seminari hanno già una solida tradizione e vantano presenze di spicco negli anni quali Benny Golson, Lee Konitz e Steve Grossman. Si caratterizzano per l’ambiente internazionale e l’approccio rivolto a tutti gli aspetti del fare musica da quello creativo, esecutivo, didattico a quello organizzativo ed economico. Da segnalare, fra i docenti, musicisti di grande esperienza internazionali quali Antonio Ciacca (Direttore programmazione al Jazz at Lincoln Center di New York), John Nugent (Stoccolma Jazz Festival, Rochester Jazz Festival di New York) e Hugo Alves che oltre ad essere trombettista di livello è responsabile dei seminari jazz e del festival di Lagos in Portogallo. Direttore dei Seminari è Lucio Ferrara. Nel programma dei seminari, il 30 e 31 luglio e successivamente nei primi due giorni d’agosto è previsto un Workshop orchestrale condotto da Giancarlo Schiaffini e Silvia Schiavoni. Si tratta di una speciale opportunità di vivere dall’interno il lavoro preparatorio dello special project “GIOVE A POMPEI – La vera storia…” commissionato da ORSARA MUSICA e Associazione SPAZIO MUSICA al compositore e trombonista Giancarlo Schiaffini.
Molto importante la sezione concertistica che ha nello Special project “GIOVE A POMPEI – La vera storia…”, (composizione di Giancarlo Schiaffini e Silvia Fanfani Schiavoni liberamente ispirata all’opera GIOVE A POMPEI di Umberto Giordano) il suo culmine. Altri concerti vedranno protagonisti musicisti internazionali di valore assoluto quali Marc Ribot, l’Orchestra Municipale Balcanica, Al Foster e Steve Grossman. Da non perdere le suggestive matinèe nell’abbazia medievale dell’Annunziata con intime, religiose performance “in solo” di musicisti ospiti del festival. Diverse le iniziative non strutturate che si svilupperanno con azioni e performance, allestimenti e processi creativi fra cui la mostra fotografica “365 in jazz” di Michele Brancati e la mostra/performance “progressiva” sul ventennale del festival. Una mostra il cui processo di creazione si svilupperà in parallelo allo svolgimento del festival in un crescendo di ideazione>realizzazione>allestimento e il cui completamento segnerà anche la fine della mostra stessa, avendo il suo senso nel divenire dell’allestimento.
Info Festival: www.orsaramusica.it info@orsaramusica.it
Info e Iscrizioni Seminari: www.orsaramusica.it
(Silvana), email: seminariorsaramusica@libero.it;
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martedì 26 maggio 2009
Orsara Musica rilegge Umberto Giordano
ORSARA DI PUGLIA – Continuano i lavori nel “cantiere” della ventesima edizione dell’ ORSARA MUSICA JAZZ FESTIVAL che, con il compimento dei 20 anni di attività, regala una nuova produzione agli amanti della musica d’autore. Si tratta solo dell’ultima tra le produzioni originali che si aggiunge a quelle già realizzate dal 1996 ad oggi nel segno di una progettualità che caratterizza il festival di Orsara, soggetto ideatore e produttore oltre che fruitore di spettacoli musicali. Il titolo della nuova opera, prodotta da “Orsara Musica” e Associazione Spazio Musica in collaborazione del Conservatorio Umberto Giordano e del Festival d’Arte Apuliae, è “Giove a Pompei, la vera storia…”. Creazione musicale che si candida a essere una produzione colta, per proiettare ancora una volta la creatività del “made in Puglia” nel panorama internazionale. Si tratta della riscrittura di un’opera poco conosciuta del grande compositore foggiano Umberto Giordano, rappresentata nel 1921, col titolo originale di “Giove a Pompei”. Il punto di partenza è dunque il repertorio lirico classico. L’intendimento è di rivisitare e proporre in chiave moderna l’Opera originale. La commissione musicale affidata a un maestro del calibro di Giancarlo Schiaffini costituisce di per sé un elemento programmatico fondamentale: nulla è scontato, la creatività e il rigore sono garanzia di qualità e capacità di riscrittura musicale raffinata, popolare, mai oleografica. L’associazione Orsara Musica, il Festival d’Arte Apuliae e il dipartimento di jazz del Conservatorio Umberto Giordano realizzano una nuova sinergia. “Molte energie sono state impiegate in questi anni per affermare una progettualità culturale – dichiara Michele Ferrara, presidente di Orsara Musica - per creare un tessuto connettivo fatto di festival e rassegne musicali, seminari, workshop, programmazioni continuative, collaborazioni fra soggetti culturali diversi. Tanto impegno ha prodotto frutti che solo dieci anni fa sembravano insperati. Chiamiamo tutti gli interessati – conclude Ferrara - a promuovere una produzione ambiziosa che può rendere concreto ciò che al momento è solo potenziale: la forza di progettare e realizzare opere di grande respiro culturale che si impongono all’esterno come prodotto “made in Puglia”, in provincia di Foggia in particolare. Invitiamo gli enti musicali, quelli di promozione territoriale (Enti Provinciali e Regionali della Cultura e del Turismo) a collaborare, a partecipare alla produzione, a favorire la possibilità di replicare la nuova opera presso contesti e programmazioni musicali in Italia e all’estero”. I protagonisti di “Giove a Pompei, la vera storia…” sono: Giancarlo Schiaffini (Direzione, Musica e Orchestrazione), Silvia Fanfani Schiavoni (Elaborazione Testi, voce), Enzo Nini (Coordinatore Artistico), Ascolfare XL Orchestra (Big Band), Orchestra d’Archi Apuliae, Dino De Palma (Direttore artistico Festival D’Arte Apuliae) e Lucio Ferrara (Direttore Seminari Internazionali Musica Jazz Orsara Musica). La prima assoluta dell’opera sarà eseguita il 2 agosto a Orsara di Puglia. La seconda esecuzione si terrà il 12 agosto 2009 in una delle città attraversate dal Festival d’Arte Apuliae.
LE PRODUZIONI DI ORSARA MUSICA
Sono molte le produzioni di Orsara Musica. Dal primo CD live "Pirotecnie Sonore" [SPLASC(H) Records CDH 661.2 - 1998 ] di Pasquale Innarella, alla pubblicazione editoriale "Parole e Musica-idee jazz dal Sud italiano" [1996], ai CD più recenti: "Steamboat Bill Junior" [Imprint Records, Bag series IM002] registrato ad Orsara nel 1998 dalla Bruno Tommaso Orchestra, alla produzione "Lettere da Orsara" [Polosud Lettere da Orsara - PS044] lavoro originale di Vittorino Curci e Bruno Tommaso, registrato in studio, eseguito in prima ad Orsara. In occsione dei festival sono stati prodotti lavori pittorici di Del Vecchio, Leon Marino, sculture installate in luoghi del paese.
LE PRODUZIONI DI ORSARA MUSICA
Sono molte le produzioni di Orsara Musica. Dal primo CD live "Pirotecnie Sonore" [SPLASC(H) Records CDH 661.2 - 1998 ] di Pasquale Innarella, alla pubblicazione editoriale "Parole e Musica-idee jazz dal Sud italiano" [1996], ai CD più recenti: "Steamboat Bill Junior" [Imprint Records, Bag series IM002] registrato ad Orsara nel 1998 dalla Bruno Tommaso Orchestra, alla produzione "Lettere da Orsara" [Polosud Lettere da Orsara - PS044] lavoro originale di Vittorino Curci e Bruno Tommaso, registrato in studio, eseguito in prima ad Orsara. In occsione dei festival sono stati prodotti lavori pittorici di Del Vecchio, Leon Marino, sculture installate in luoghi del paese.
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mercoledì 13 maggio 2009
Orsara Jazz 2009
ORSARA DI PUGLIA – Nell’ambito del ventesimo Orsara Musica Jazz Festival, dal 24 al 30 luglio 2009 si svolgerà la sesta edizione dei Seminari Internazionali di Musica Jazz. I Seminari hanno una solida tradizione e vantano presenze di spicco come quelle di Benny Golson, Lee Konitz e Steve Grossman. Si caratterizzano per l’ambiente internazionale e l’approccio rivolto a tutti gli aspetti del fare musica, da quello creativo, esecutivo, didattico a quello organizzativo ed economico. I docenti del 2009, tutti di provata esperienza professionistica sono: Hugo Alves (tromba, Por), Lucio Ferrara (Chitarra, Ita), Antonio Ciacca (Piano, Laboratorio di composizione e arrangiamento, Music Business, Usa), Nicola Muresu (Contrabbasso, Ita), Marion Felder (Batteria, Usa), John Nugent (Sax, Music Business, Usa), Silvia Donati (Canto, Ita), Greg Burk (Laboratori d’improvvisazione, World Music Ear Training) diretti dal musicista Lucio Ferrara.
Da segnalare fra i docenti musicisti di grande esperienza internazionali quali Antonio Ciacca (Direttore programmazione al Jazz at Lincoln Center di New York), John Nugent (Stoccolma Jazz Festival, Rochester Jazz Festival di New York), Hugo Alves che oltre ad essere trombettista di livello è responsabile dei seminari jazz e del festival di Lagos in Portogallo.
Nutrito il programma con corsi strumentali e di insieme, laboratori, jam session presso il jazz club, jazz dinner, concerti itineranti. Secondo l’abituale approccio che ne caratterizza la linea artistica gli allievi saranno coinvolti in attività didattiche in aula ma anche protagonisti attivi di performance musicali in vari luoghi del paese. Nel programma dei seminari anche un Workshop orchestrale nei giorni che vanno dal 30 luglio al 2 agosto. Il Workshop orchestrale sarà condotto da Giancarlo Schiaffini e Silvia Schiavoni. Si tratta di una speciale opportunità di vivere dall’interno il lavoro preparatorio dello special project “GIOVE A POMPEI – La vera storia…” commissionato da ORSARA MUSICA e Associazione SPAZIO MUSICA a Giancarlo Schiaffini.
Info e Iscrizioni Seminari:
www.orsaramusica.it ;
tel: 3881677908 (Silvana: 10:00-13:00; 17:00-20:00);
email: seminariorsaramusica@libero.it
Da segnalare fra i docenti musicisti di grande esperienza internazionali quali Antonio Ciacca (Direttore programmazione al Jazz at Lincoln Center di New York), John Nugent (Stoccolma Jazz Festival, Rochester Jazz Festival di New York), Hugo Alves che oltre ad essere trombettista di livello è responsabile dei seminari jazz e del festival di Lagos in Portogallo.
Nutrito il programma con corsi strumentali e di insieme, laboratori, jam session presso il jazz club, jazz dinner, concerti itineranti. Secondo l’abituale approccio che ne caratterizza la linea artistica gli allievi saranno coinvolti in attività didattiche in aula ma anche protagonisti attivi di performance musicali in vari luoghi del paese. Nel programma dei seminari anche un Workshop orchestrale nei giorni che vanno dal 30 luglio al 2 agosto. Il Workshop orchestrale sarà condotto da Giancarlo Schiaffini e Silvia Schiavoni. Si tratta di una speciale opportunità di vivere dall’interno il lavoro preparatorio dello special project “GIOVE A POMPEI – La vera storia…” commissionato da ORSARA MUSICA e Associazione SPAZIO MUSICA a Giancarlo Schiaffini.
Info e Iscrizioni Seminari:
www.orsaramusica.it ;
tel: 3881677908 (Silvana: 10:00-13:00; 17:00-20:00);
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lunedì 23 marzo 2009
Orsara Jazz a Bologna
ORSARA DI PUGLIA – A Pasqua, si rinnova il connubio artistico tra Orsara di Puglia e Bologna. Nel capoluogo emiliano, ospiti dello storico jazz club della Cantina Bentivoglio, gli allievi dei Seminari Internazionali di Orsara Musica, selezionati dal direttore dei workshop orsaresi Lucio Ferrara, si esibiranno in concerto l’8, il 9, il 10 e l’11 aprile. Il primo appuntamento è quello di giovedì 8 aprile, quando gli allievi di Orsara Musica condivideranno il palco con Enrico Rava New Quintet. Il 9, 10 e 11 aprile sarà la volta di “Orsara Music Students Group” con Vittorio De Angelis (sax tenore), Rosario Picone (piano), Alessandro Olivieri (contrabbasso) e Dario Mazzucco (batteria). Si tratta di alcuni tra i migliori allievi dei seminari 2008. Per la seconda volta, dunque, i seminari di Orsara Musica offrono ad alcuni giovani musicisti la possibilità di esibirsi con un ingaggio in un rinomato e storico jazz club italiano. Un’esperienza importante per chi si accinge ad avviare la propria carriera di musicista nel mondo del jazz. Nel 2009, l’Orsara Musica compie 20 anni. Tra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto, il “paese dell’Orsa” tornerà a ospitare i grandi artisti del panorama jazzistico mondiale e riproporrà l’appuntamento con i seminari internazionali alla cui organizzazione, in questi ultimi anni, hanno colloborato il Lagos Festival (Portogallo), il Prince Claus Conservatoire di Groningen (Olanda), l’Associazione C-Jam, il Premio Internazionale Massimo Urbani e l’Associazione Nonsolojazz.
La prossima edizione della Rassegna trasformerà l’intero paese in un unico laboratorio creativo e spazio musicale. Non ci saranno soltanto i concerti a costellare di note le notti orsaresi: di giorno, il moderno spazio del Centro Culturale Comunale accoglierà i seminari: i giovani musicisti avranno così l’opportunità di apprendere i segreti dell’arte del jazz dai grandi jazzisti contemporanei provenienti da Europa e Stati Uniti. In 20 anni, il palco di Largo San Michele ha ospitato circa 1.000 artisti che si sono esibiti complessivamente davanti a 300 mila spettatori per oltre 1.800 ore di concerti.
La prossima edizione della Rassegna trasformerà l’intero paese in un unico laboratorio creativo e spazio musicale. Non ci saranno soltanto i concerti a costellare di note le notti orsaresi: di giorno, il moderno spazio del Centro Culturale Comunale accoglierà i seminari: i giovani musicisti avranno così l’opportunità di apprendere i segreti dell’arte del jazz dai grandi jazzisti contemporanei provenienti da Europa e Stati Uniti. In 20 anni, il palco di Largo San Michele ha ospitato circa 1.000 artisti che si sono esibiti complessivamente davanti a 300 mila spettatori per oltre 1.800 ore di concerti.
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sabato 4 ottobre 2008
Orsara Musica, la recensione di Jazzit (sett 2008)
di Pietro Mazzone (Jazzit - settembre 2008)
Un’edizione vivace e articolata, aperta ai molteplici linguaggi del jazz, che conferma la passione, la competenza e l’entusiasmo dell’Associazione Orsara Musica che la presiede artisticamente.
Nel vernissage del 28 luglio al Palazzo Baronale - ospiti l’attrice Clio Gaudenzi e il sound artist Vincenzo Pedata - la rassegna Perfect Stranger si è interrogata sui difficili rapporti fra video e jazz; mentre, nei successivi giorni del festival, in vari luoghi della cittadina, Viviana Checchia ha presentato espressive installazioni video, che hanno mimato il movimento improvvisativo del jazz.
Cuore pulsante della rassegna pugliese sono stati senz’altro i Seminari internazionali, la cui dimensione creativa si è realizzata, oltre che negli applauditi saggi conclusivi, nei primi tempi dei concerti serali a largo San Michele, dal 31 luglio al 3 agosto: esercizi di gusto e divertimento tra allievi e docenti.
Docenti di questa edizione sono stati il pianista Greg Burk, la vocalist Silvia Donati, il trombettista Hugo Alves, il musicologo e chitarrista Leo Izzo, il chitarrista Lucio Ferrara e tutti i componenti del quartetto di Antonio Ciacca, che ha inaugurato i concerti (tutti gratuiti, come nella tradizione di questo festival, con un successo di pubblico crescente via via che si procedeva verso il week-end).
Quello del trentanovenne pianista italiano ma nato a Wuppertal si è tenuto il 29 a Bovino, mentre la sera successiva Nico Morelli si è esibito a Foggia: Orsara Musica è ormai un marchio che si estende sempre più nella regione Puglia. Stacy Dillard al sax tenore (poi ammirato anche in solo tre giorni dopo), Ciacca al piano, Kengo Nakamura al contrabbasso e Ulysses Owens alla batteria: questa la formazione - tutta di docenti al Lincoln Center di New York – che ha affrontato la tappa orsarese del tour mondiale di presentazione dell’album “Rush Life”, pubblicato dall’etichetta Motema. Un concerto brillante, in cui il pianismo duttilissimo e sorvegliato del leader, la sua passione per Monk non meno che per pianisti apparentemente lontanissimi da Sphere come Art Tatum o Erroll Garner, è stata splendidamente assecondata dai suoi compagni di viaggio.
La sera del 30 luglio, il pianista tarantino che da anni vive in Francia Nico Morelli (coadiuvato da Camillo Pace al contrabbasso, Marcello Nisi alla batteria, Tonino Cavallo all’organetto diatonico e ai tamburelli e da Claudio Del Vecchio - Dr. Zingarone) alla voce, fisarmonica e percussioni) ha proposto, attraverso brani come Mena mena mo’, Pizzica strana, Yes ‘o sol, l’intensa Canti- lena, l’incontro fra jazz e pizzica. E sembra essere proprio una sorta di nostalgia di casa la scaturigine di un progetto come questo, l’esistenziale esigenza di valorizzare, reinventandole, le proprie radici.
Un concerto non perfetto ma, ed e’ quello che conta davvero, capace di emozionare e coinvolgere.
Nella medievale Abbazia dell’Annunziata, giovedì 31, con incantatoria autorevolezza, Louis Sclavis, in solo al clarinetto basso, ha inaugurato, con una delle performance più belle e poetiche del festival, le Matinèes di questa XIX edizione, i Piccoli Concerti Sacri che hanno scandito, in modo intimo e luminoso, l’inizio delle intense giornate orsaresi.
Anche il concerto serale di Sclavis - che ha inaugurato la serie di concerti a largo San Michele -, rivisitazione live del più recente ECM L’imperfect des langues, ha convinto per gli unisoni strepitosi fra il leader, stavolta anche al tenore e al soprano, e il contralto del giovane Matthew Metzger, dal solismo tagliente e sgusciante, per le esplosioni elettriche e rumoristiche del chitarrista Maxime Delpierre e del bassista Olivier Lètè, per il suono grasso e corposo della batteria di Francois Merville; per la carica insurrezionale, ornettiana e dunque anche lirica e febbrile, che la musica del maestro francese e della sua giovane brigata ha saputo sprigionare.
Lieve, a tratti addirittura soave, il concerto serale piano e voce (e corno con acqua) del 1° agosto di Django Bates, una delle menti creative più fervide e inafferrabili in circolazione; intenso e “da palco centrale” il suo concerto per solo corno, una primizia assoluta per Orsara Musica, nella matinèe del 2.
Ma la giornata del 2 agosto ha avuto un altro grande protagonista: Lee Konitz, che ha tenuto in mattinata un’affollata masterclass e, in serata, si è esibito in quintetto con Ferrara, Ciacca, Nakamura e Owens. Standard stranoti come Alone Together, Body and Soul o How Deep The Ocean, eseguiti improvvisandone le tonalità di base, rinunciando a ogni convenzionalità nel sostegno armonico agli assoli, rapsodiando con un solismo che avvolge l’ascoltatore in una dimensione misteriosa - nonché eternamente cool –, sono divenuti diamanti unici, di folgorante bellezza. O, detto più semplicemente, jazz allo stato puro.
E se di Ciacca, Nakamura e Owens si è già detto altrove, va segnalato il chitarrismo di Ferrara, scarno e minimale in sede di accompagnamento, astratto e introverso dal punto di vista solistico, dal sound cristallino e sottile, complice anche l’utilizzo di una Gibson d’epoca. Un vero konitziano.
Matinée e concerto serale, nella giornata conclusiva, hanno mostrato con Enzo Favata e i Tenores di Bitti, le due facce, sacra e profana, di una stessa medaglia: la tradizione del canto popolare sardo, o almeno quella rappresentata dallo straordinario gruppo vocale di Bitti; in mattinata in compagnia del soprano di Favata e la tromba di Riccardo Pittau; la sera, sul palco centrale, circondato anche da Daniele Di Bonaventura al piano, Alfonso Santimone ai live electronics, Danilo Gallo al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria:cioè il progetto New Village, che fonde quelle arcaiche polifonie vocali ad un jazz molto anni Settanta, quasi un omaggio a un decennio di furori e sperimentazioni.
Un’edizione vivace e articolata, aperta ai molteplici linguaggi del jazz, che conferma la passione, la competenza e l’entusiasmo dell’Associazione Orsara Musica che la presiede artisticamente.
Nel vernissage del 28 luglio al Palazzo Baronale - ospiti l’attrice Clio Gaudenzi e il sound artist Vincenzo Pedata - la rassegna Perfect Stranger si è interrogata sui difficili rapporti fra video e jazz; mentre, nei successivi giorni del festival, in vari luoghi della cittadina, Viviana Checchia ha presentato espressive installazioni video, che hanno mimato il movimento improvvisativo del jazz.
Cuore pulsante della rassegna pugliese sono stati senz’altro i Seminari internazionali, la cui dimensione creativa si è realizzata, oltre che negli applauditi saggi conclusivi, nei primi tempi dei concerti serali a largo San Michele, dal 31 luglio al 3 agosto: esercizi di gusto e divertimento tra allievi e docenti.
Docenti di questa edizione sono stati il pianista Greg Burk, la vocalist Silvia Donati, il trombettista Hugo Alves, il musicologo e chitarrista Leo Izzo, il chitarrista Lucio Ferrara e tutti i componenti del quartetto di Antonio Ciacca, che ha inaugurato i concerti (tutti gratuiti, come nella tradizione di questo festival, con un successo di pubblico crescente via via che si procedeva verso il week-end).
Quello del trentanovenne pianista italiano ma nato a Wuppertal si è tenuto il 29 a Bovino, mentre la sera successiva Nico Morelli si è esibito a Foggia: Orsara Musica è ormai un marchio che si estende sempre più nella regione Puglia. Stacy Dillard al sax tenore (poi ammirato anche in solo tre giorni dopo), Ciacca al piano, Kengo Nakamura al contrabbasso e Ulysses Owens alla batteria: questa la formazione - tutta di docenti al Lincoln Center di New York – che ha affrontato la tappa orsarese del tour mondiale di presentazione dell’album “Rush Life”, pubblicato dall’etichetta Motema. Un concerto brillante, in cui il pianismo duttilissimo e sorvegliato del leader, la sua passione per Monk non meno che per pianisti apparentemente lontanissimi da Sphere come Art Tatum o Erroll Garner, è stata splendidamente assecondata dai suoi compagni di viaggio.
La sera del 30 luglio, il pianista tarantino che da anni vive in Francia Nico Morelli (coadiuvato da Camillo Pace al contrabbasso, Marcello Nisi alla batteria, Tonino Cavallo all’organetto diatonico e ai tamburelli e da Claudio Del Vecchio - Dr. Zingarone) alla voce, fisarmonica e percussioni) ha proposto, attraverso brani come Mena mena mo’, Pizzica strana, Yes ‘o sol, l’intensa Canti- lena, l’incontro fra jazz e pizzica. E sembra essere proprio una sorta di nostalgia di casa la scaturigine di un progetto come questo, l’esistenziale esigenza di valorizzare, reinventandole, le proprie radici.
Un concerto non perfetto ma, ed e’ quello che conta davvero, capace di emozionare e coinvolgere.
Nella medievale Abbazia dell’Annunziata, giovedì 31, con incantatoria autorevolezza, Louis Sclavis, in solo al clarinetto basso, ha inaugurato, con una delle performance più belle e poetiche del festival, le Matinèes di questa XIX edizione, i Piccoli Concerti Sacri che hanno scandito, in modo intimo e luminoso, l’inizio delle intense giornate orsaresi.
Anche il concerto serale di Sclavis - che ha inaugurato la serie di concerti a largo San Michele -, rivisitazione live del più recente ECM L’imperfect des langues, ha convinto per gli unisoni strepitosi fra il leader, stavolta anche al tenore e al soprano, e il contralto del giovane Matthew Metzger, dal solismo tagliente e sgusciante, per le esplosioni elettriche e rumoristiche del chitarrista Maxime Delpierre e del bassista Olivier Lètè, per il suono grasso e corposo della batteria di Francois Merville; per la carica insurrezionale, ornettiana e dunque anche lirica e febbrile, che la musica del maestro francese e della sua giovane brigata ha saputo sprigionare.
Lieve, a tratti addirittura soave, il concerto serale piano e voce (e corno con acqua) del 1° agosto di Django Bates, una delle menti creative più fervide e inafferrabili in circolazione; intenso e “da palco centrale” il suo concerto per solo corno, una primizia assoluta per Orsara Musica, nella matinèe del 2.
Ma la giornata del 2 agosto ha avuto un altro grande protagonista: Lee Konitz, che ha tenuto in mattinata un’affollata masterclass e, in serata, si è esibito in quintetto con Ferrara, Ciacca, Nakamura e Owens. Standard stranoti come Alone Together, Body and Soul o How Deep The Ocean, eseguiti improvvisandone le tonalità di base, rinunciando a ogni convenzionalità nel sostegno armonico agli assoli, rapsodiando con un solismo che avvolge l’ascoltatore in una dimensione misteriosa - nonché eternamente cool –, sono divenuti diamanti unici, di folgorante bellezza. O, detto più semplicemente, jazz allo stato puro.
E se di Ciacca, Nakamura e Owens si è già detto altrove, va segnalato il chitarrismo di Ferrara, scarno e minimale in sede di accompagnamento, astratto e introverso dal punto di vista solistico, dal sound cristallino e sottile, complice anche l’utilizzo di una Gibson d’epoca. Un vero konitziano.
Matinée e concerto serale, nella giornata conclusiva, hanno mostrato con Enzo Favata e i Tenores di Bitti, le due facce, sacra e profana, di una stessa medaglia: la tradizione del canto popolare sardo, o almeno quella rappresentata dallo straordinario gruppo vocale di Bitti; in mattinata in compagnia del soprano di Favata e la tromba di Riccardo Pittau; la sera, sul palco centrale, circondato anche da Daniele Di Bonaventura al piano, Alfonso Santimone ai live electronics, Danilo Gallo al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria:cioè il progetto New Village, che fonde quelle arcaiche polifonie vocali ad un jazz molto anni Settanta, quasi un omaggio a un decennio di furori e sperimentazioni.
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A Orsara Musica l'elogio di Jazzit
ORSARA DI PUGLIA – “Jazzit”, una delle pubblicazioni italiane più apprezzate dagli appassionati di jazz, nel suo ultimo numero ha dedicato un lungo e lusinghiero articolo alla diciannovesima edizione di Orsara Musica, la rassegna jazzistica che quest’anno si è tenuta dal 28 luglio al 3 agosto. E’ stata “un’edizione vivace e articolata – scrive Pietro Mazzone – che conferma la passione, la competenza e l’entusiasmo dell’associazione Orsara Musica (…), un marchio che si estende sempre più nella regione Puglia”. L’articolo dedica immagini e parole ad ogni singolo concerto della kermesse orsarese, elogiando le performance di Django Bates, “lieve, a tratti addirittura soave, una delle menti più fervide e inafferrabili in circolazione”. E a proposito di Lee Konitz e dei suoi classici riproposti a Orsara di Puglia, Pietro Mazzone li descrive come “diamanti unici, di folgorante bellezza. Jazz allo stato puro”. Apprezzata la novità delle matinèe all’Abbazia dell’Annunziata, con “i Piccoli Concerti Sacri – si legge su “Jazzit” - che hanno scandito, in modo intimo e luminoso, l’inizio delle intense giornate orsaresi”. Quella andata in scena lo scorso agosto è stata la Rassegna dei grandi numeri: 7 giorni di eventi e concerti, 14 seminari attivati, 3 città toccate dalla “carovana” musicale, 200 tra musicisti e seminaristi presenti per una settimana a Orsara, mentre sono state 6 le associazioni che, assieme ad Orsara Musica, hanno collaborato all’attivazione di corsi e borse di studio, con docenti e partecipanti provenienti da Italia, Francia, Stati Uniti, Inghilterra, Olanda e Portogallo.
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martedì 2 settembre 2008
Orsara di Puglia, un viaggio tra sapori, leggende e notti di jazz
Orsara di Puglia si trova in provincia di Foggia. E’ un comune montano, posto a 635 metri sul livello del mare, sulle alture dell’Appennino Dauno-Irpino. Secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 31 dicembre 2007, il paese conta poco più di 3 mila abitanti.
Di grande rilievo il patrimonio ambientale orsarese, con oltre milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro.
CITTA’ SLOW
In Capitanata, Orsara di Puglia è conosciuto come un paese dinamico, attento a valorizzare il proprio patrimonio culturale e un vero e proprio tesoro di tipicità enogastronomiche. Caratteristiche che, nel 2005, hanno portato alla cittadina orsarese il riconoscimento di “miglior comune della provincia di Foggia”, premio organizzato dal net journal “Luceraweb.it” e assegnato da una giuria composta da 40 giornalisti. Dal 5 febbraio del 2007, Orsara di Puglia fa parte del circuito di “Città Slow” (www.cittàslow.net), rete delle città del buon vivere che mette insieme i centri italiani ed europei attenti alla qualità della vita e alla promozione di politiche capaci di coniugare sviluppo e innovazione con tradizioni e vocazioni del territorio.
Enoteche, ristoranti tipici incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast: come dire, bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. Negli ultimi 10 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore (www.orsaramusica.it) . Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”: qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Orsara è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo.
CUORE ANTICO
Nel cuore della cittadina, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie del centro attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e antiche fontane. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, ci sono la grotta di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata, tempio che si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna, un magnifico portale e l’originaria struttura lo rendono unico nel suo genere. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio.
OSPITALITA’
L’ospitalità è una delle caratteristiche distintive degli orsaresi e, da alcuni anni, il paese si è attrezzato per accogliere al meglio i visitatori: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche. Sono questi i numeri della ricettività a Orsara di Puglia.
I MONACI GUERRIERI
La spada e la bibbia, la luce interiore della preghiera e il bagliore metallico delle armi: ogni anno, a metà agosto, a Orsara di Puglia tornano i monaci guerrieri: la rievocazione storica e il corteo che fa rivivere i cavalieri dell’antico ordine monastico dei Calatrava. In Spagna, nel 1155, musulmani e cristiani si contendevano una fortezza. I primi la chiamavano Kalaat Rawah, per i secondi, invece, quella era la fortezza di Calatrava. Al rifiuto dei Templari di difendere il sito conteso, l’abate cistercense Raimondo Serrat e il frate converso Diego Velasquez accettarono di presidiare la fortezza fondando l’ordine dei cavalieri di Calatrava. L’ordine dei monaci guerrieri fu approvato da papa Alessandro III il 25 settembre del 1164 e la storia degli impavidi Calatrava era destinata a incrociarsi con quella di Orsara di Puglia. Il 29 marzo del 1229 Papa Gregorio IX concede al Gran Maestro dei Cavalieri di Calatrava, D.Consalvo Joannes, "...Ecclesiam et monasterium S.Angeli de Ursaria in Apulia...". Poco dopo, cavalieri e monaci dell'ordine si insediarono nel monastero fondandovi la loro casa magistrale.
Di grande rilievo il patrimonio ambientale orsarese, con oltre milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro.
CITTA’ SLOW
In Capitanata, Orsara di Puglia è conosciuto come un paese dinamico, attento a valorizzare il proprio patrimonio culturale e un vero e proprio tesoro di tipicità enogastronomiche. Caratteristiche che, nel 2005, hanno portato alla cittadina orsarese il riconoscimento di “miglior comune della provincia di Foggia”, premio organizzato dal net journal “Luceraweb.it” e assegnato da una giuria composta da 40 giornalisti. Dal 5 febbraio del 2007, Orsara di Puglia fa parte del circuito di “Città Slow” (www.cittàslow.net), rete delle città del buon vivere che mette insieme i centri italiani ed europei attenti alla qualità della vita e alla promozione di politiche capaci di coniugare sviluppo e innovazione con tradizioni e vocazioni del territorio.
Enoteche, ristoranti tipici incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast: come dire, bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. Negli ultimi 10 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore (www.orsaramusica.it) . Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”: qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Orsara è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo.
CUORE ANTICO
Nel cuore della cittadina, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie del centro attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e antiche fontane. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, ci sono la grotta di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata, tempio che si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna, un magnifico portale e l’originaria struttura lo rendono unico nel suo genere. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio.
OSPITALITA’
L’ospitalità è una delle caratteristiche distintive degli orsaresi e, da alcuni anni, il paese si è attrezzato per accogliere al meglio i visitatori: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche. Sono questi i numeri della ricettività a Orsara di Puglia.
I MONACI GUERRIERI
La spada e la bibbia, la luce interiore della preghiera e il bagliore metallico delle armi: ogni anno, a metà agosto, a Orsara di Puglia tornano i monaci guerrieri: la rievocazione storica e il corteo che fa rivivere i cavalieri dell’antico ordine monastico dei Calatrava. In Spagna, nel 1155, musulmani e cristiani si contendevano una fortezza. I primi la chiamavano Kalaat Rawah, per i secondi, invece, quella era la fortezza di Calatrava. Al rifiuto dei Templari di difendere il sito conteso, l’abate cistercense Raimondo Serrat e il frate converso Diego Velasquez accettarono di presidiare la fortezza fondando l’ordine dei cavalieri di Calatrava. L’ordine dei monaci guerrieri fu approvato da papa Alessandro III il 25 settembre del 1164 e la storia degli impavidi Calatrava era destinata a incrociarsi con quella di Orsara di Puglia. Il 29 marzo del 1229 Papa Gregorio IX concede al Gran Maestro dei Cavalieri di Calatrava, D.Consalvo Joannes, "...Ecclesiam et monasterium S.Angeli de Ursaria in Apulia...". Poco dopo, cavalieri e monaci dell'ordine si insediarono nel monastero fondandovi la loro casa magistrale.
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giovedì 21 agosto 2008
Orsara Estate 2008, il bilancio è positivo
ORSARA DI PUGLIA – E’ un bilancio positivo quello dell’Estate Orsarese. Il programma di eventi organizzati da Amministrazione Comunale, associazione Orsara Musica e Proloco ha riscosso un lusinghiero successo di pubblico e di critica, con migliaia di visitatori e giudizi positivi espressi dagli organi di informazione e dai visitatori.
Il calendario di appuntamenti estivi è stato preceduto da importanti iniziative culturali: il progetto “Scuola al cinema”, l’ottava edizione della Sagra dell’Asparago, le anteprime primaverili dell’Orsara Musica, la Galleria Enogastronomica Orsarese con la ventesima edizione della Festa del Vino e, infine, la prima edizione della competizione automobilistica Slalom Città di Orsara. Manifestazioni, queste, che tendono ad ampliare l’offerta di avvenimenti, estendendola ai mesi che precedono l’estate. La diciannovesima edizione di Orsara Musica, la rassegna del jazz d’autore, ha toccato tre città della provincia e consolidato la recente consuetudine dei seminari internazionali, mettendo in evidenza alcune novità: particolarmente apprezzate le matinée all’Abbazia dell’Angelo, con lo spazio a improvvisazione e contaminazione tra jazz e musica sacra.
Ottimi riscontri anche dalla quarta edizione dell’Open Night, manifestazione che l’11 agosto ha animato la notte orsarese con mostre, concerti folk e jazz, l’omaggio a Rino Gaetano e il dj set per ballare fino al mattino. Il filo conduttore dell’estate di Orsara di Puglia è stato tracciato dal trinomio musica, enogastronomia e cultura. Il mondo del pentagramma è stato omaggiato dando spazio a espressioni e linguaggi diversi: jazz, classici napoletani, il rock solidale di Echi Live, il folk, la tradizione irlandese. Importanti le iniziative culturali intraprese con i laboratori della Proloco, la presentazione del pregevole volume fotografico di Nicola Tramonte (“Fotografie 1972-2007”), il ritorno del Corteo storico dei monaci e dei cavalieri di Calatrava. Dal 28 marzo – ultima data del ciclo d’incontri tematici sul “Divin Cibo” – al 19 agosto, Orsara di Puglia è stata protagonista in 36 diversi appuntamenti
Il calendario di appuntamenti estivi è stato preceduto da importanti iniziative culturali: il progetto “Scuola al cinema”, l’ottava edizione della Sagra dell’Asparago, le anteprime primaverili dell’Orsara Musica, la Galleria Enogastronomica Orsarese con la ventesima edizione della Festa del Vino e, infine, la prima edizione della competizione automobilistica Slalom Città di Orsara. Manifestazioni, queste, che tendono ad ampliare l’offerta di avvenimenti, estendendola ai mesi che precedono l’estate. La diciannovesima edizione di Orsara Musica, la rassegna del jazz d’autore, ha toccato tre città della provincia e consolidato la recente consuetudine dei seminari internazionali, mettendo in evidenza alcune novità: particolarmente apprezzate le matinée all’Abbazia dell’Angelo, con lo spazio a improvvisazione e contaminazione tra jazz e musica sacra.
Ottimi riscontri anche dalla quarta edizione dell’Open Night, manifestazione che l’11 agosto ha animato la notte orsarese con mostre, concerti folk e jazz, l’omaggio a Rino Gaetano e il dj set per ballare fino al mattino. Il filo conduttore dell’estate di Orsara di Puglia è stato tracciato dal trinomio musica, enogastronomia e cultura. Il mondo del pentagramma è stato omaggiato dando spazio a espressioni e linguaggi diversi: jazz, classici napoletani, il rock solidale di Echi Live, il folk, la tradizione irlandese. Importanti le iniziative culturali intraprese con i laboratori della Proloco, la presentazione del pregevole volume fotografico di Nicola Tramonte (“Fotografie 1972-2007”), il ritorno del Corteo storico dei monaci e dei cavalieri di Calatrava. Dal 28 marzo – ultima data del ciclo d’incontri tematici sul “Divin Cibo” – al 19 agosto, Orsara di Puglia è stata protagonista in 36 diversi appuntamenti
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mercoledì 6 agosto 2008
Orsara Jazz, Lee Konitz (il video)
http://www.studio9tv.com/zoom.asp?ID=761
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venerdì 1 agosto 2008
Jazz and rock, 1-2-3-4 agosto: Orsara cala un poker d'eventi musicali
ORSARA DI PUGLIA (FG) – All’Orsara Jazz è il giorno di Django Bates, musicista “made in England” che questa sera, alle 21.30, sarà l’assoluto protagonista del concerto in Largo San Michele. Nato nel 1960 a Beckenham, un sobborgo di Londra, Django Bates è ritenuto uno dei jazzisti più fantasiosi del mondo. Per la sua capacità creativa, nel 1997 gli è stato assegnato il Jazzpar Price, premio danese che equivale a una sorta di “Nobel del jazz”. Pianista, compositore, direttore e virtuoso di corno, ha inizialmente affrontato alcune esperienze di formazione musicale al Royal College of Music di Londra, scegliendo in seguito la più difficile ma affascinante strada dell’autodidatta. In questa scelta giocavano anche le musiche ascoltate da bambino:suo padre collezionava folklore rumeno, musica africana e jazz. E’ stato profondamente influenzato dalla musica dei Blue Notes, grandi musicisti sudafricani a Londra. Da loro ha appreso l’arte di jazz piacevolmente complesso nella variazione di materiale semplice, ritmicamente incalzante, pieno di fascino melodico, e soprattutto giocoso. Ha inoltre accentuato il gioco in forma di spettacolo, con grande libertà inventiva. Ha collaborato con il compositore e direttore afroamericano George Russell e con l’ex batterista degli Yes, Bill Bruford, che riconosceva in lui l’unico pianista jazz capace di adattarsi alla varietà dei suoi Earthworks.
In Danimarca Django Btes ha ricevuto la cattedra presso il Conservatorio RMC (Rhytmic Music Conservatory), un centro universitario indipendente di ricerca, che ha ospitato musicisti e personaggi illustri come Airto Moriera, Rosa Passos, Al Perkins, Fernando Suarez Paz (Piazzola) e Hamish Stuart, con lezioni e seminari sulla musica brasiliana, jazz, Nashville, tango e musica pop. Recente è la collaborazione con Absolute Ensemble, l’orchestra diretta da Kristjan Jarvi, tra le migliori ensemble del repertorio contemporaneo del momento, in un programma dal titolo “Absolute Zappa” che vuole essere un omaggio all’arte compositiva di Frank Zappa.
Quella di sabato 2 agosto è la data più attesa dell’Orsara Jazz. Sul palco di Largo San Michele, alle 21.30, salirà il quintetto di Lee Konitz, con Lucio Ferrara alla chitarra, Kengo Nakamura al contrabbasso, Antonio Ciacca al piano, Ulysses Owens alla batteria e Lee Konitz al sax. A 81 anni, Lee Konitz è una delle ultime leggende viventi della musica Jazz, uno dei pochi capaci di suonare con Miles Davis senza esserne offuscato. Nato a Chicago il 13 ottobre 1927, è un Colosso indiscusso dell’arte dell’improvvisazione. Continua a stupire per la sua straordinaria originalità espressiva che lo portò, già alla fine degli anni ’40, a essere considerato uno degli artisti più geniali del suo tempo. Ascoltare Lee Konitz significa incrociare una delle personalità più complesse e interessanti del Jazz del dopoguerra. La sua musica è tra le più sottilmente mobili e ambigue: chi lo classifica come esponente del Cool Jazz ne riduce semplicisticamente il profilo artistico, che invece è caratterizzato da incredibile molteplicità di visuali. In quarant’anni di attività, Lee Konitz come Miles attraversa tutti i grandi cambiamenti e le rivoluzioni della storia del Jazz: partecipa alle memorabili sessions del ’49 con Tristano e alla registrazione del capolavoro “Birth Of The Cool” a fianco della tromba di Miles Davis; negli anni ’60 affronta una serie di esperienze decisamente d’avanguardia con una serie di duetti che precorrono chiaramente il Jazz degli anni ’70. Oggi Lee rimane uno dei più lucidi stilisti del Jazz, sempre perfettamente cosciente dei suoi mezzi e dei suoi obiettivi, sempre assolutamente onesto nei confronti della musica, sempre fedele al suo mondo poetico dove creatività e distaccato autocontrollo trovano una irripetibile sintesi. La sua attuale formazione nasce al Roth’s di New York, dove Lucio Ferrara si è esibito con il trio di Antonio Ciacca e dove ha conosciuto Lee Konitz.
L’Orsara Jazz, il 3 agosto, chiuderà col botto: dopo i fuochi d’artificio e creatività prodotti in Largo San Michele dalle performance di Django Bates e Lee Konitz, l’ultima serata del Festival, quella di domenica, porterà sul palco la formazione a dieci elementi di Enzo Favata con The New VIllage, progetto che segna una svolta nel discorso musicale di Enzo Favata iniziato nella sua città, Alghero, dove ebbe il modo di incontrare uno dei grandi della black music afroamericana, Lester Bowie. grazie Nel 1987, Favata ha avuto modo di suonare con l’Art Ensemble of Chicago e di conoscere il contrabbassista Marcello Melis. La ricerca musicale di Enzo Favata lo ha portato a sviluppare un linguaggio jazz del tutto originale, confrontandosi con i codici musicali della sua terra, e a collaborare in venti anni di attività con grandi artisti del jazz nazionale e internazionale.
Il suo nuovo progetto musicale accentua maggiormente gli aspetti legati all’improvvisazione e alla sperimentazione accostando le arcaiche polifonie dei tenores al free jazz.
Lunedì 4 agosto, terminati gli 8 giorni della Rassegna Jazz, Orsara si trasformerà nel palcoscenico del rock emergente con “Echi Live for Emergency”, una giornata di musica e solidarietà in favore dell’associazione di Gino Strada. L’iniziativa è organizzata da Echoes, sodalizio orsarese, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. L’antico cortile del Palazzo Baronale, dalle ore 20.30, ospiterà il maxi concerto di Black Fanfare, The Niro, Le luci della centrale elettrica, il Genio e dei Nobraino. La manifestazione comincerà nel pomeriggio, con una mostra fotografico – pittorica, la distribuzione di materiale informativo sull’attività del sodalizio fondato da Gino Strada e la proiezione della storia di Sunìa, una ragazza del Sudan diventata il simbolo di un’Africa che lotta per sconfiggere miseria e disperazione. Nel marzo 2006, Emergency ha dato avvio alla campagna “Diritto al cuore”, a cui Echi Live ha subito aderito. L’obiettivo del progetto era quello di costruire un ospedale di cardiochirurgia in Sudan, un centro di eccellenza per garantire cure altamente specializzate e gratuite ai malati di un’area che comprende 9 paesi africani. Il 19 aprile 2007 lo staff di Emergency ha operato la sua prima paziente: Sunìa, una ragazza di 14 anni, che non avrebbe avuto altra possibilità di essere operata gratuitamente da uno staff altamente specializzato. Emergency ha voluto il Centro “Salam” per condividere anche con i malati africani i progressi della scienza medica. Se in Europa si può guarire, anche in Africa si deve guarire. E cosi è stato per le oltre 200 persone operate finora dallo staff di Emergency.
In Danimarca Django Btes ha ricevuto la cattedra presso il Conservatorio RMC (Rhytmic Music Conservatory), un centro universitario indipendente di ricerca, che ha ospitato musicisti e personaggi illustri come Airto Moriera, Rosa Passos, Al Perkins, Fernando Suarez Paz (Piazzola) e Hamish Stuart, con lezioni e seminari sulla musica brasiliana, jazz, Nashville, tango e musica pop. Recente è la collaborazione con Absolute Ensemble, l’orchestra diretta da Kristjan Jarvi, tra le migliori ensemble del repertorio contemporaneo del momento, in un programma dal titolo “Absolute Zappa” che vuole essere un omaggio all’arte compositiva di Frank Zappa.
Quella di sabato 2 agosto è la data più attesa dell’Orsara Jazz. Sul palco di Largo San Michele, alle 21.30, salirà il quintetto di Lee Konitz, con Lucio Ferrara alla chitarra, Kengo Nakamura al contrabbasso, Antonio Ciacca al piano, Ulysses Owens alla batteria e Lee Konitz al sax. A 81 anni, Lee Konitz è una delle ultime leggende viventi della musica Jazz, uno dei pochi capaci di suonare con Miles Davis senza esserne offuscato. Nato a Chicago il 13 ottobre 1927, è un Colosso indiscusso dell’arte dell’improvvisazione. Continua a stupire per la sua straordinaria originalità espressiva che lo portò, già alla fine degli anni ’40, a essere considerato uno degli artisti più geniali del suo tempo. Ascoltare Lee Konitz significa incrociare una delle personalità più complesse e interessanti del Jazz del dopoguerra. La sua musica è tra le più sottilmente mobili e ambigue: chi lo classifica come esponente del Cool Jazz ne riduce semplicisticamente il profilo artistico, che invece è caratterizzato da incredibile molteplicità di visuali. In quarant’anni di attività, Lee Konitz come Miles attraversa tutti i grandi cambiamenti e le rivoluzioni della storia del Jazz: partecipa alle memorabili sessions del ’49 con Tristano e alla registrazione del capolavoro “Birth Of The Cool” a fianco della tromba di Miles Davis; negli anni ’60 affronta una serie di esperienze decisamente d’avanguardia con una serie di duetti che precorrono chiaramente il Jazz degli anni ’70. Oggi Lee rimane uno dei più lucidi stilisti del Jazz, sempre perfettamente cosciente dei suoi mezzi e dei suoi obiettivi, sempre assolutamente onesto nei confronti della musica, sempre fedele al suo mondo poetico dove creatività e distaccato autocontrollo trovano una irripetibile sintesi. La sua attuale formazione nasce al Roth’s di New York, dove Lucio Ferrara si è esibito con il trio di Antonio Ciacca e dove ha conosciuto Lee Konitz.
L’Orsara Jazz, il 3 agosto, chiuderà col botto: dopo i fuochi d’artificio e creatività prodotti in Largo San Michele dalle performance di Django Bates e Lee Konitz, l’ultima serata del Festival, quella di domenica, porterà sul palco la formazione a dieci elementi di Enzo Favata con The New VIllage, progetto che segna una svolta nel discorso musicale di Enzo Favata iniziato nella sua città, Alghero, dove ebbe il modo di incontrare uno dei grandi della black music afroamericana, Lester Bowie. grazie Nel 1987, Favata ha avuto modo di suonare con l’Art Ensemble of Chicago e di conoscere il contrabbassista Marcello Melis. La ricerca musicale di Enzo Favata lo ha portato a sviluppare un linguaggio jazz del tutto originale, confrontandosi con i codici musicali della sua terra, e a collaborare in venti anni di attività con grandi artisti del jazz nazionale e internazionale.
Il suo nuovo progetto musicale accentua maggiormente gli aspetti legati all’improvvisazione e alla sperimentazione accostando le arcaiche polifonie dei tenores al free jazz.
Lunedì 4 agosto, terminati gli 8 giorni della Rassegna Jazz, Orsara si trasformerà nel palcoscenico del rock emergente con “Echi Live for Emergency”, una giornata di musica e solidarietà in favore dell’associazione di Gino Strada. L’iniziativa è organizzata da Echoes, sodalizio orsarese, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. L’antico cortile del Palazzo Baronale, dalle ore 20.30, ospiterà il maxi concerto di Black Fanfare, The Niro, Le luci della centrale elettrica, il Genio e dei Nobraino. La manifestazione comincerà nel pomeriggio, con una mostra fotografico – pittorica, la distribuzione di materiale informativo sull’attività del sodalizio fondato da Gino Strada e la proiezione della storia di Sunìa, una ragazza del Sudan diventata il simbolo di un’Africa che lotta per sconfiggere miseria e disperazione. Nel marzo 2006, Emergency ha dato avvio alla campagna “Diritto al cuore”, a cui Echi Live ha subito aderito. L’obiettivo del progetto era quello di costruire un ospedale di cardiochirurgia in Sudan, un centro di eccellenza per garantire cure altamente specializzate e gratuite ai malati di un’area che comprende 9 paesi africani. Il 19 aprile 2007 lo staff di Emergency ha operato la sua prima paziente: Sunìa, una ragazza di 14 anni, che non avrebbe avuto altra possibilità di essere operata gratuitamente da uno staff altamente specializzato. Emergency ha voluto il Centro “Salam” per condividere anche con i malati africani i progressi della scienza medica. Se in Europa si può guarire, anche in Africa si deve guarire. E cosi è stato per le oltre 200 persone operate finora dallo staff di Emergency.
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