sabato 26 gennaio 2008

ORSARA,7a FESTA dei BERSAGLIERI




(comunicato stampa 16 luglio 2007) Dalla piuma nera più piccola, 6 anni appena, a quella più grande che ha già superato le 85 primavere: la settima edizione della Festa del Bersagliere, a Orsara di Puglia, è stata una manifestazione di popolo cui hanno partecipato tutte le generazioni che si sono riconosciute, si riconoscono e continuano ad essere grate a un corpo militare che ha fatto la storia d’Italia. Domenica, a Orsara di Puglia, sono arrivati bersaglieri da tutto il Sud: Melfi, Potenza, Napoli, Bari, Campobasso, Roma erano presenti con tutte le altre delegazioni (Foggia, San Giovanni Rotondo, Troia, Ordona) che hanno “invaso” pacificamente e sonoramente il paese. La giornata speciale delle “penne nere” si è aperta alle 9, in Piazza Mazzini, con il ritrovo di tutti i gruppi provenienti da Puglia, Campania, Basilicata, Lazio e Molise. Poi la messa a San Nicola. A seguire, il momento toccante dell’onore ai caduti, nuovamente in Piazza Mazzini, con la deposizione della corona commemorativa e l’esecuzione dell’Inno d’Italia e del Silenzio da parte della fanfara dei bersaglieri di Orsara di Puglia davanti a centinaia di cittadini e ad almeno 300 ex militari delle varie sezioni dell’Anb, l’Associazione Nazionale dei Bersaglieri. Con il “sciogliete le righe” è arrivata la visita guidata all’Abbazia dell’Angelo e al museo civico. Altro momento spettacolare alle 12, con il concerto della fanfara orsarese a Villa Jamele. Infine, tutti a tavola per brindare a una giornata che ha dimostrato ancora una volta lo straordinario spirito di corpo che anima i bersaglieri italiani. Il Generale Angelo Agata (responsabile Anb per il Mezzogiorno) e il presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione Puglia, Donato Rinaldi hanno espresso gratitudine a Orsara per la splendida accoglienza.

ORSARA IN CANADA

(comunicato stampa 16 aprile 2007) Se prima erano in tre a crederci, adesso sono in cinque i paesi dell’Appennino Dauno che lavorano insieme al progetto “Festa dell’Accoglienza”. Di cosa si tratta? Semplice. Orsara di Puglia, Alberona, Deliceto, Monteleone di Puglia e Roseto Valfortore, tra le tante cose che hanno in comune annoverano anche una storia fatta di emigrazione. Una delle mete preferite, tra le famiglie di quei paesi andate all’estero a cercar fortuna, è il Canada. I cinque comuni dauni hanno deciso di rinsaldare i legami con le comunità italiane residenti nelle città canadesi. Nel progetto, rientrano gli scambi culturali, formativi e commerciali che coinvolgeranno soprattutto i giovani: da una parte, i ragazzi dei centri appenninici che aderiscono al progetto potranno usufruire di soggiorni al di là dell’Atlantico per studiare, imparare una lingua diversa e partecipare a stage di lavoro; dall’altra, i figli dei nostri emigranti – che spesso hanno soltanto sentito parlare dei paesi natii di genitori e nonni – potranno venire in Italia per conoscere la Capitanata e imparare l’italiano. "E’ un progetto molto importante e l’aspetto commerciale, che pure ci interessa, è solo una delle opportunità che questi scambi possono produrre – spiega Pasquale Frisoli, funzionario del Comune di Roseto Valfortore e responsabile del progetto per i cinque comuni -. Vogliamo ristabilire un legame forte con i nostri concittadini all’estero". L’anno scorso - quando all’iniziativa parteciparono soltanto Orsara, Deliceto e Roseto – la Regione stanziò 18mila euro (sui 70mila richiesti) per il progetto. Le delegazioni dei tre comuni, lo scorso novembre, sono state a Toronto dove hanno riallacciato i contatti con le loro comunità di emigranti e avviato la realizzazioni di progetti di collaborazione con gli italo-canadesi. "Abbiamo trovato un’accoglienza e un entusiasmo straordinari – dice Giovanni Bizzarri, assessore di Deliceto -. Per loro e per noi questo legame è importantissimo". I tre comuni, cinque mesi fa, hanno promosso i loro prodotti in un affollato work shop e partecipato a una cerimonia d’accoglienza con oltre 400 persone in rappresentanza delle comunità italiane e delle istituzioni di Toronto. In quella occasione, è stato premiato Filippo Antonio Zita, cittadino canadese di origini rosetane che ha lavorato nel gruppo di scienziati capaci di inventare il bancomat, una delle tecnologie che ha cambiato l’approccio al denaro per milioni di persone in tutto il mondo. "E’ un buon progetto – dichiara il sindaco di Orsara Mario Simonelli - soprattutto perché permette a più comuni di lavorare insieme e questo è un modello d’azione da usare in ogni settore". "Basta con i campanilismi – gli fa eco Pasquale Frisoli -. Tra gli altri obiettivi abbiamo anche quello di aprire una vetrina dei nostri paesi a Toronto. Potremmo coinvolgere anche alcuni comuni del nord barese. Da soli, le nostre comunità, sono piccole e con poche possibilità. Insieme, invece, possiamo fare molto".

giovedì 24 gennaio 2008

"Del maiale non si butta via nulla"



"Del maiale non si butta via nulla". A Orsara di Puglia, terra saporita, regno contadino del gusto genuino, lo sanno bene. E prendono in prestito l'antica saggezza popolare, quella delle frasi proverbiali, per dare il titolo a un appuntamento organizzato dalla Proloco. Il sodalizio presieduto da Concetta Terlizzi si è inventato un interessante ciclo d'incontri dedicati al cibo. L'iniziativa ha preso il via lo scorso ottobre e proseguirà fino al 28 marzo 2008. Ogni ultimo venerdì del mese, con la collaborazione di esperti dell'alimentazione (quelli del Sian, il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, di Slow Food e dell'Ais, l'Associazione Italiana Sommeliers), una scolaresca ha la possibilità di imparare molte cose su un alimento: pane, vino, olio, miele, funghi, pasta fatta in casa. Domani, dalle 10.30 alle 12.30 e, nel pomeriggio, dalle 17 alle 19, sarà la carne di maiale ad essere al centro della giornata. In mattinata, due gruppi di studenti provenienti da Foggia, quelli dell'istituto professionale "Einaudi" e del tecnico-industriale "Altamura", compiranno un percorso per conoscere le aziende orsaresi che producono carne e insaccati. In serata, il "laboratorio del gusto" con l'Accademia della cucina di Foggia. Non è un caso che la Proloco abbia scelto il venerdì come giorno “il giorno dei gusti e dei saperi”. C'è una leggenda a Orsara di Puglia. Una storia che ha profondamente influenzato gli usi delle famiglie orsaresi. Gli anziani raccontano che il giorno di Venerdì Santo, mentre stanca e afflitta andava verso il Calvario (quartiere del borgo medievale), la Vergine si fermò sulla soglia d’ingresso di una casa modesta dove vide una donna che impastava il pane. La Madonna le chiese il permesso di sedersi e quella, sorridente e gentile, le offrì una sedia. Poi la Vergine chiese di poter bere un sorso d'acqua, e la padrona di casa, tutta premurosa, la dissetò. Ammirando tanta cortesia e bontà la Madonna rivolse gli occhi al cielo e invocò la benedizione di Dio. Da allora, il pane lievitato il venerdì è percepito come più saporito di quello preparato gli altri giorni.

martedì 22 gennaio 2008

ORSARA DI PUGLIA...STYLE



"Orsara è riuscita laddove altri hanno fallito. Per essere competitivi dobbiamo seguire 'la via orsarese' che non è quella dei prodotti massificati, ma è invece la rete delle produzioni di pregio". E’ Michele Colangelo, presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori, a parlare di “Orsara style” nel suo intervento durante la presentazione del consorzio “Produttori Orsaresi” tenutasi martedì sera nell’aula consiliare di Orsara. Al consorzio, finora, hanno aderito 12 aziende del luogo e l’Amministrazione comunale, ma sono previste ulteriori adesioni al nuovo sodalizio nato per creare un marchio delle produzioni tipiche orsaresi e per lavorare alla trasformazione-etichettatura e commercializzazione di un paniere di tipicità che comprende pane, olio, conserve, ortaggi, pasta fresca, vino e formaggi. Tutti prodotti già messi in commercio nel primo punto vendita di “Produttori Orsaresi” allestito a tempo di record in via Daniele Moffa, a Orsara. Presto un nuovo “point” sarà inaugurato in Piemonte. "Per creare valore aggiunto – ha detto Colangelo -, dobbiamo puntare ai mercati nazionali ed esteri disposi a pagare per acquistare qualità certificata e 'tracciabilità' del prodotto. Per fare questo, però, bisogna garantire tempi certi nella produzione e nella distribuzione". "Quello di oggi è il risultato di un lavoro di squadra partito dal basso, dall’impegno di voi produttori – ha dichiarato il sindaco Mario Simonelli -. Un lavoro incoraggiato, sostenuto e valorizzato dal Comune di Orsara che si pone la sfida di commercializzare i nostri prodotti a livello regionale, nazionale e internazionale". Le parole del primo cittadino sono supportate dai fatti. La cantina “Tuccanese”, produttrice del vino che ha ottenuto la Igt (identificazione geografica tipica), ha destinato una parte della produzione al mercato statunitense, facendo approdare in Florida il suo “rosso”. E non è l’unico esempio di export “made in Orsara”. Ma tra le sfide del neonato consorzio c’è proprio quella di puntare con sempre più decisione all’esportazione del proprio marchio e, naturalmente, dei prodotti tipici locali. "Siamo orsaresi, fieri di questa terra e del suo patrimonio di gusti, sapori e tradizioni, orgogliosi di essere tra i primi ad aver compiuto un percorso fatto di sinergie che oggi apre un nuovo cammino, ancora più difficile ed entusiasmante – ha concluso Simonelli -. Con il riconoscimento di Città Slow intendiamo continuare a compiere passi importanti per la creazione di nuovo benessere condiviso e di sviluppo per Orsara di Puglia". Franco Parisi e Antonio Angelillis, rispettivamente vicepresidente e assessore alle Risorse della Provincia di Foggia, annuiscono e nei loro interventi indicano il consorzio come "un esempio" e nel lavoro compiuto dalla comunità orsarese intravedono "un modello" del "fare sistema": imprese, istituzioni, organizzazioni sindacali e di categoria non possono che marciare insieme, in un’unica direzione – quella “suggerita” dalla vocazione agricola e della Capitatana – per centrare l’obiettivo dello sviluppo e dell’occupazione. "Dobbiamo promuovere la nostra cittadina come un prodotto unico, che ha nella terra, dentro la storia e la tradizione culturale il suo “gene” – ha detto Concetta Terlizzi, presidente della Proloco – E’ quel gene che dà valore aggiunto e differenziazione rispetto a tutti gli altri prodotti". Entusiasta Leonardo Guidacci, presidente trentaquattrenne del consorzio: "La mia è una presidenza pro tempore – ha spiegato sorridendo -. Sono orgoglioso di coordinare il consorzio nei suoi primi passi. Di consorzi di prodotti tipici ce ne sono tanti, ma il nostro – già dal nome – si pone l’obiettivo di tutelare la specificità e l’unicità dei prodotti orsarese. A chi acquista il nostro miele, il nostro pane, il nostro vino (Guidacci è socio-presidente della Cantina Tuccanese, ndr), dobbiamo far vedere cosa c’è dietro e dentro le aziende che producono le tipicità di Orsara. Io sono giovane e voglio vivere, lavorare e contribuire allo sviluppo di questa comunità". Con “Produttori Orsaresi” la sfida si può vincere.

ORSARA DI PUGLIA in EMILIA ROMAGNA



I prodotti orsaresi hanno una nuova vetrina: l’Emilia Romagna. La cinque giorni di musica e degustazioni “made in Orsara” andata in scena dall’8 al 12 gennaio 2008, nello storico locale bolognese della “Cantina Bentivoglio”, ha avuto uno straordinario successo. Nella città delle due torri, quasi per un’intera settimana, l’associazione “Orsara Musica” e il “Consorzio Produttori Orsaresi”, con la collaborazione del Comune di Orsara e dello chef Peppe Zullo, sono stati protagonisti di un vero e proprio work shop musicale ed enogastronomico che ha suscitato grande interesse. La serata dell’11 gennaio, in particolare, è stata interamente dedicata alla cucina orsarese: cicatelli con verdure, pietanze a base di carne d’agnello, pasta fatta a mano, olio, miele e vino sono stati gli “ambasciatori” della tradizione di Orsara. Una manifestazione che ha già prodotto qualcosa di concreto: . Ma l’obiettivo più importante, quest’anno, è rappresentato dal mercato statunitense".

ORSARA IN TIVVU'



Dalle telecamere del primo canale pubblico nazionale a quelle del “secondo”: dopo essere stata protagonista su Rai Uno, lo scorso 27 settembre 2006 in una bella puntata de “La prova del cuoco” di Antonella Clerici, Orsara di Puglia è tornata a essere protagonista in tv con “Tg2 Si Viaggiare”, la rubrica del telegiornale di Rai Due sui viaggi e il turismo. Le telecamere del programma a cura di Marcello Masi e condotto da Silvia Vaccarezza sono state a Orsara di Puglia lo scorso 19 gennaio 2007. Ciò che gli operatori hanno filmato, invece, è andato in onda venerdì 9 febbraio in coda alle edizioni del Tg2 delle 10.30 e delle 13.30.
L’occasione, per tanti orsaresi e per i visitatori di tutta Italia che hanno conosciuto Orsara in questi anni, per celebrare la promozione della cittadina foggiana nel circuito di “Città Slow”. Un riconoscimento ufficializzato il 5 febbraio 2007. La rete internazionale di Città Slow è nata del 1999. Otto anni fa, Carlo Petrini, assieme ai sindaci di Bra (Cuneo), Orvieto (Terni), Positano (Salerno) e Greve in Chianti (Firenze), fondò un movimento di cui oggi fanno parte 80 Paesi del mondo. Obiettivo di questa rete di comunità è quello di difendere le produzioni agroalimentari autoctone assieme alla messa in valore dei modi tradizionali di far cucina e dei sapori locali. In questo modello, che sostanzialmente mira a migliorare la qualità della vita, sono coinvolti tutti gli aspetti relativi alla quotidianità: il cibo, la cultura e il sociale, l’urbanistica, l’ambiente, l’energia, i trasporti, il turismo, il mondo agricolo, la formazione dei giovani. Avere i requisiti per poter entrare nel movimento internazionale delle Città Slow è un importante riconoscimento, ma rappresenta anche un impegno severo. Orsara di Puglia ha sottoscritto un codice condiviso di comportamenti concreti, il cui rispetto sarà verificato periodicamente. Con il riconoscimento di Orsara quale “città slow”, si rafforza il cammino di un’intera comunità verso la costruzione della cittadella del benessere, orientata a offrire più servizi a cittadini e visitatori.Orsara di Puglia sta lavorando da anni per rendere sempre più credibile la sua ambizione a divenire luogo del “turismo di qualità”. “Medina” (http://www.orsara-medina.it/home.htm), “Camera con vista”, “Donna Cecilia”, “Pane e Salute”, “La Tana dell’Orso”, le oasi dei sapori dello chef internazionale Peppe Zullo (http://www.peppezullo.it/) sono gli ambasciatori della cucina orsarese. “Pablo Neruda” è l’enoteca che omaggia vino e poesia. Accanto ai baluardi del buon gusto, sono sorte nuove strutture ricettive: cinque bed&breakfast (http://www.comune.orsaradipuglia.fg.it/ricettivita.php?tipo=Bed%20and%20Breakfast) capaci complessivamente di 14 camere e 34 posti letto. La capacità ricettiva del paese, inoltre, conta su altre strutture: Peppe Zullo, tra Piano Paradiso e Villa Iamele, dispone di 20 posti letto; l’hotel “Le Querce” ha 14 camere per 25 posti letto e ancora l’agriturismo di “Posta Guevara”. Ma si può usufruire anche di camere e appartamenti messi a disposizione da molte famiglie. Orsara, inoltre, è uno dei comuni promotori del Distretto Rurale di qualità e del più importante D.a.Re, il distretto agro alimentare regionale.

ORSARA LA BELLA



Milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro: è questo il patrimonio ambientale di Orsara di Puglia, cittadina posta nella zona più verde della provincia di Foggia. Enoteche, ristoranti incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast. Come dire: bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. Negli ultimi 10 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore (http://www.orsaramusica.it/). Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije” (http://www.comune.orsaradipuglia.fg.it/turismo_record_long.php?Rif=40): qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Orsara è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo. Nel centro storico, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie cittadine attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e preziose fontane. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, ci sono la grotta di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata, tempio che si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna, un magnifico portale e l’originaria struttura lo rendono unico nel suo genere. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio.