ORSARA DI PUGLIA – Comincia oggi, a San Mauro Torinese, la tre giorni della festa patronale dei Corpi Santi che vede ospite una delegazione di Orsara di Puglia. In Piemonte, oltre al sindaco orsarese Mario Simonelli, sono già presenti la Banda Musicale e i figuranti del Corteo Storico di Orsara di Puglia. Stamattina, alle ore 9.30, nell’aula consiliare di San Mauro Piemontese si riunirà il comitato gemellaggi del comune torinese: alla riunione parteciperanno anche le delegazioni di Orsara, Mirande (Francia) e L’Eliana (Spagna). In Piemonte, arriveranno anche i prodotti del Consorzio Produttori Orsaresi che saranno esposti nella galleria enogastronomica organizzata nell’ambito della tre giorni.
“Stiamo lavorando all’ipotesi di cominciare un percorso di collaborazione anche con le due cittadine francesi e spagnole già gemellate con i nostri amici di San Mauro Torinese”, annuncia Biagio Dedda, assessore alle Attività Produttive del Comune di Orsara di Puglia.
Domani, domenica 21 settembre, la delegazione orsarese prenderà parte alla messa solenne che sarà celebrata alle 10 nella chiesa di Santa Maria Pulcherada; poi, alle 11, dal palazzo comunale partiranno il Corpo Filarmonico Sammaurese e la Banda di Orsara di Puglia. Sempre domani, ma con inizio alle 18.30, la sfilata congiunta dei gruppi storici di San Mauro e Orsara. In riva al Po, nel centro urbano di 18mila abitanti che si trova a nove chilometri da Torino, risiede una delle più numerose comunità di emigranti orsaresi. Nel 2007, sono arrivate una serie di iniziative comuni con lo scambio di doni e di visite nei rispettivi centri. Nel 2008, il patto di amicizia prosegue il suo cammino e si rinnova.
“Siamo felici di poter condividere un momento significativo come quello della festa patronale dei Corpi Santi – dichiara il sindaco Mario Simonelli - Una ricorrenza importante anche per i cittadini di San Mauro Torinese che hanno origini orsaresi. Proprio a loro, attraverso una lettera, ho rivolto il mio personale invito ad essere soggetti attivi, partecipi e primi protagonisti del percorso comune che le nostre due città hanno intrapreso. Un cammino la cui direzione è segnata da un reciproco sentimento di rispetto e di attenzione verso valori condivisi e nei confronti della comune volontà di aprirsi a relazioni e scambi con altre realtà. Gli orsaresi di San Mauro Torinese, coloro che ho definito come “due volte cittadini”, sono gli “ambasciatori” naturali del nostro patto di amicizia e di quella comune volontà di aprirsi a rapporti di interscambio”.
sabato 20 settembre 2008
lunedì 15 settembre 2008
Orsara-San Mauro Torinese, si rinnova il patto d'amicizia
ORSARA DI PUGLIA (Fg) – Orsara di Puglia e San Mauro Torinese rinnovano il gemellaggio sancito il 16 settembre del 2007. La banda musicale, il corteo storico e una delegazione dell’Amministrazione comunale orsarese, in occasione della Festa Patronale dei Corpi Santi, saranno ospiti della città piemontese dal 20 al 22 settembre. In Piemonte, arriveranno anche i prodotti del Consorzio Produttori Orsaresi che saranno esposti nella galleria enogastronomica organizzata nell’ambito della tre giorni. A San Mauro Torinese, centro urbano di 18mila abitanti a nove chilometri da Torino, risiede una delle più numerose comunità di emigranti orsaresi. Una sorta di “paese nel paese” che, dagli anni ’60 ad oggi, ha saputo integrarsi perfettamente nel tessuto sociale-produttivo e culturale dell’accogliente e graziosa città piemontese. Il “Paese dell’Orsa” ha riallacciato stabilmente i contatti con la comunità orsarese in Piemonte dal 2006, quando San Mauro ospitò una due giorni interamente dedicata a Orsara di Puglia.
Nel 2007, sono arrivate una serie di iniziative comuni con lo scambio di doni e di visite nei rispettivi centri. Nel 2008, il patto di amicizia prosegue il suo cammino e si rinnova. Per l’occasione, il sindaco di Orsara di Puglia, Mario Simonelli, ha inviato una lettera alle famiglie di San Mauro Torinese che hanno origini orsaresi.
“Sono orgoglioso di aver constatato personalmente – ha scritto il primo cittadino nella missiva - quanto ciascuno di voi, col proprio lavoro e la propria sensibilità, sia riuscito allo stesso tempo a conservare l’amore per la terra d’origine e ad integrarlo in un percorso che vi fa cittadini due volte, cittadini del mondo, grazie alla capacità di integrare i valori e la cultura di Orsara di Puglia con quelli di San Mauro Torinese”.
Negli ultimi anni, l’Amministrazione comunale e le forze attive del tessuto sociale orsarese stanno riattivando le relazioni del paese con le comunità di emigranti.
“E’ un impegno che non guarda al passato – dichiara Simonelli – ma si caratterizza, al contrario, come un ‘vettore’ capace di proiettare il nostro paese verso rapporti e interscambi culturali utili a promuovere accoglienza, sviluppo e apertura verso realtà diverse dalla nostra”.
Nel 2007, sono arrivate una serie di iniziative comuni con lo scambio di doni e di visite nei rispettivi centri. Nel 2008, il patto di amicizia prosegue il suo cammino e si rinnova. Per l’occasione, il sindaco di Orsara di Puglia, Mario Simonelli, ha inviato una lettera alle famiglie di San Mauro Torinese che hanno origini orsaresi.
“Sono orgoglioso di aver constatato personalmente – ha scritto il primo cittadino nella missiva - quanto ciascuno di voi, col proprio lavoro e la propria sensibilità, sia riuscito allo stesso tempo a conservare l’amore per la terra d’origine e ad integrarlo in un percorso che vi fa cittadini due volte, cittadini del mondo, grazie alla capacità di integrare i valori e la cultura di Orsara di Puglia con quelli di San Mauro Torinese”.
Negli ultimi anni, l’Amministrazione comunale e le forze attive del tessuto sociale orsarese stanno riattivando le relazioni del paese con le comunità di emigranti.
“E’ un impegno che non guarda al passato – dichiara Simonelli – ma si caratterizza, al contrario, come un ‘vettore’ capace di proiettare il nostro paese verso rapporti e interscambi culturali utili a promuovere accoglienza, sviluppo e apertura verso realtà diverse dalla nostra”.
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giovedì 4 settembre 2008
1° novembre, "Fuca coste e coce priatorije" - Il senso vero di una festa antica
Un tempo, quando in quest’angolo di mondo non c’era il fragore dei media e il carattere profano dell’evento era ancora vivo, si usava porre dell’olio in una bacinella piena d’acqua e sopra si poneva un treppiede con una lampada (luce ad olio): alla fioca luce della candela, si poteva assistere, secondo i vecchietti, alla sfilata delle anime del purgatorio. Un corteo senza nulla di pauroso ma che, al contrario, costituisce l’attimo di una ritrovata e misteriosa unione tra due mondi.
Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un falò. Elemento caratterizzante era la ginestra. Per quale motivo? La ginestra è un arbusto che cresce abbondantemente sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi. E’ profumato e si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo terra si compia sotto i nostri occhi. Solo a Orsara i fuochi ,”fuca coste”, si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un’atmosfera di magico incanto e comunione. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all’interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po’ di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E’ convinzione che le anime dei defunti, ritornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. E’ dunque un atto di cortesia per i defunti, un gesto d’amore per queste anime che ritornano , ma è un modo di esorcizzare l’atavica paura per il regno ultramondano, quasi come se mancando al dovere dell’ospitalità o del calore familiare il defunto possa vendicarsi sui vivi. Altro elemento curioso era ed è la compartecipazione al fuoco: se non si provvede a farne uno proprio, si partecipa al rito mediante l’apporto di qualche fascina o d’alcuni tronchi a quello del vicino. Secondo la credenza popolare, la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come ha fatto Demetra per far ritrovare la strada a Persefone.
Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un falò. Elemento caratterizzante era la ginestra. Per quale motivo? La ginestra è un arbusto che cresce abbondantemente sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi. E’ profumato e si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo terra si compia sotto i nostri occhi. Solo a Orsara i fuochi ,”fuca coste”, si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosi, caldi, luminosi, a creare un’atmosfera di magico incanto e comunione. Vicino alle abitazioni si appendono le zucche antropomorfe con una candela accesa all’interno e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po’ di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E’ convinzione che le anime dei defunti, ritornando fra i vivi, facciano visita ai parenti e tornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. E’ dunque un atto di cortesia per i defunti, un gesto d’amore per queste anime che ritornano , ma è un modo di esorcizzare l’atavica paura per il regno ultramondano, quasi come se mancando al dovere dell’ospitalità o del calore familiare il defunto possa vendicarsi sui vivi. Altro elemento curioso era ed è la compartecipazione al fuoco: se non si provvede a farne uno proprio, si partecipa al rito mediante l’apporto di qualche fascina o d’alcuni tronchi a quello del vicino. Secondo la credenza popolare, la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come ha fatto Demetra per far ritrovare la strada a Persefone.
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I “magnifici 12” e le cento ricette di Orsara di Puglia

ORSARA DI PUGLIA – Sono 12 i ristoratori orsaresi che hanno accettato la sfida dei “menù a chilometri zero”. Accanto a Peppe Zullo, chef internazionale e maestro di cucina, ci sono cuochi e gestori di “Pane e Salute”, “Enogastronomia Orsarese”, “Donna Cecilia”, “Medina”, “Posta Guevara”, “La Tana dell’Orso”, “La Piazzetta”, “Pablo Neruda”, “Nonna Elena”, “Da Paolo” e “Carpe Diem”.
Il ricettario “Scienza & Fornelli, Alimenti e salute nella gastronomia di Orsara di Puglia” ha messo insieme le loro storie e le ricette (la guida ne contiene 35, le migliori su una varietà di oltre 100 pietanze tipiche) che vanno a comporre i “menù a chilometri zero” basati esclusivamente sull’utilizzo di prodotti del territorio. Nelle 50 pagine della pubblicazione, ogni ricetta è accompagnata da una scheda su ingredienti, preparazione, procedimento e valori nutrizionali per porzione. Ciascuno dei ristoratori aderenti al progetto è presentato attraverso un breve profilo biografico e professionale: si scopre così il cammino di “viaggiatore” del gusto intrapreso da Peppe Zullo, “da emigrante negli Usa” a chef che insegna a cuochi giapponesi e statunitensi come “Lamerica” della cucina sia in Italia, nel Mediterraneo, in Capitanata; oppure si entra nella storia di Angelo Trilussa, erede di una tradizione e di un forno a paglia, quello di “Pane e Salute”, che sforna enormi e saporitissime pagnotte dal 1526. E ancora, la vicenda e la conduzione familiare di “Enogastronomia Orsarese”, anch’essa fatta di emigrazione (in Germania) e di un ritorno in provincia di Foggia; si può conoscere la storia di Antonietta e Michele che, con il loro “Donna Cecilia”, portano nel cuore antico di Orsara di Puglia i profumi di una cucina apprezzata in tutta Italia. E la guida fa compiere un viaggio all’interno delle tonalità solari e i colori orientali di “Medina”, luogo d’incontro nel nome e nei fatti. Fino a giungere a “Posta Guevara”, negli antichi tenimenti di nobili spagnoli, non senza essere passati per “La tana dell’Orso” che prende il nome da una band musicale. I “magnifici 12” sono gli “ambasciatori della gastronomia orsarese”.
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Foggia e Orsara, insieme per promuovere la Puglia
ORSARA DI PUGLIA – Ora è tutto nero su bianco: Orsara di Puglia sarà il primo centro pugliese, e il secondo in Italia dopo Padova, a offrire “menù a chilometro zero”. Col sostegno di Regione Puglia, Distretto Agroalimentare Regionale e Comune di Orsara, sono 12 i ristoratori orsaresi che aderiscono all’iniziativa. Ieri, durante la giornata di “Alimenti e Salute”, è stato presentato e distribuito il ricettario dei “menù a chilometri zero”: 52 pagine, per 35 ricette rigorosamente ed esclusivamente “made in Orsara” con l’indicazione puntuale e precisa di ingredienti, procedura di preparazione e valori nutrizionali di ciascuna delle “pozioni del gusto” presentate anche attraverso splendide illustrazioni. Dai “cavatelli di grano arso in ciambottella”, al pancotto orsarese; dalla zuppa di Finocchietti selvatici e carne d’agnello ai cavatelli di borragine e fagioli, passando per la “ciambotta di Orsara” e la “pizza alla fattora”. Ieri sera, i “magnifici 12” e i loro piatti, accompagnati da vino orsarese, sono stati gli assoluti protagonisti dell’happening di degustazione andato in scena con profumi e colori a Foggia, nel “Parco del Gusto” di via Luigi Pinto, con la partecipazione divertita e ‘golosa’ di giornalisti, parlamentari, scrittori e artisti della Capitanata. Prima ancora - nell’aula Turtur del “Riuniti” e all’anfiteatro di Parco San Felice - autorità, esperti, medici e docenti universitari hanno discusso di scienza e alimentazione, di come il gusto, quello sano e genuino, sia corsia preferenziale per la salute. “Orsara di Puglia è un modello – ha dichiarato Savino Santarella, assessore allo Sviluppo del Territorio della Provincia di Foggia – E’ un termine che non uso a caso, poiché di ‘esempio orsarese’ abbiamo discusso anche nell’ambito del Piano Strategico di Area Vasta che punta a sviluppare le eccellenze del territorio e, più nello specifico, le eccellenze dei Monti Dauni”. “Una ricerca, ha messo in evidenza come 40 per cento delle vendite negli States di vino proveniente dal Chianti – ha aggiunto Saverio Russo, professore di Storia Moderna all’Università di Foggia – sia dovuto a un particolare meccanismo: gli acquirenti non comprano soltanto una bottiglia, piuttosto acquistano la memoria di un paesaggio, in questo caso quello Toscano. A Orsara, con la riscoperta del Tuccanese e l’adesione a Città Slow, si sta compiendo un percorso simile ma del tutto originale”. Di “laboratorio Orsara” ha parlato Guido Pensato, Storico dell’Alimentazione: “Confronto, dinamismo, conoscenza e sperimentazione – ha detto Pensato – sono i motori dello sviluppo: è questa la strada che la Capitanata e la Puglia devono seguire”. Grande la soddisfazione di Biagio Dedda, assessore alle Attività Produttive di Orsara di Puglia che da mesi sta lavorando intensamente al progetto “menù a chilometri zero”: “Questa è una giornata storica per la nostra piccola città – ha spiegato – Adesso tutta la Comunità deve lavorare ancora di più e meglio”. “I passi in avanti che stiamo compiendo – ha concluso il sindaco orsarese Mario Simonelli – sono il frutto di un impegno condiviso cui partecipano tutte le componenti del tessuto sociale, culturale ed economico di Orsara di Puglia. A quanti ci stanno accompagnando in questo cammino voglio dire grazie. Attraverso la nostra cittadina, vogliamo promuovere e valorizzare Foggia, la Puglia e i tesori della cultura mediterranea”.
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martedì 2 settembre 2008
Orsara di Puglia, un viaggio tra sapori, leggende e notti di jazz
Orsara di Puglia si trova in provincia di Foggia. E’ un comune montano, posto a 635 metri sul livello del mare, sulle alture dell’Appennino Dauno-Irpino. Secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 31 dicembre 2007, il paese conta poco più di 3 mila abitanti.
Di grande rilievo il patrimonio ambientale orsarese, con oltre milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro.
CITTA’ SLOW
In Capitanata, Orsara di Puglia è conosciuto come un paese dinamico, attento a valorizzare il proprio patrimonio culturale e un vero e proprio tesoro di tipicità enogastronomiche. Caratteristiche che, nel 2005, hanno portato alla cittadina orsarese il riconoscimento di “miglior comune della provincia di Foggia”, premio organizzato dal net journal “Luceraweb.it” e assegnato da una giuria composta da 40 giornalisti. Dal 5 febbraio del 2007, Orsara di Puglia fa parte del circuito di “Città Slow” (www.cittàslow.net), rete delle città del buon vivere che mette insieme i centri italiani ed europei attenti alla qualità della vita e alla promozione di politiche capaci di coniugare sviluppo e innovazione con tradizioni e vocazioni del territorio.
Enoteche, ristoranti tipici incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast: come dire, bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. Negli ultimi 10 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore (www.orsaramusica.it) . Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”: qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Orsara è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo.
CUORE ANTICO
Nel cuore della cittadina, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie del centro attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e antiche fontane. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, ci sono la grotta di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata, tempio che si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna, un magnifico portale e l’originaria struttura lo rendono unico nel suo genere. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio.
OSPITALITA’
L’ospitalità è una delle caratteristiche distintive degli orsaresi e, da alcuni anni, il paese si è attrezzato per accogliere al meglio i visitatori: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche. Sono questi i numeri della ricettività a Orsara di Puglia.
I MONACI GUERRIERI
La spada e la bibbia, la luce interiore della preghiera e il bagliore metallico delle armi: ogni anno, a metà agosto, a Orsara di Puglia tornano i monaci guerrieri: la rievocazione storica e il corteo che fa rivivere i cavalieri dell’antico ordine monastico dei Calatrava. In Spagna, nel 1155, musulmani e cristiani si contendevano una fortezza. I primi la chiamavano Kalaat Rawah, per i secondi, invece, quella era la fortezza di Calatrava. Al rifiuto dei Templari di difendere il sito conteso, l’abate cistercense Raimondo Serrat e il frate converso Diego Velasquez accettarono di presidiare la fortezza fondando l’ordine dei cavalieri di Calatrava. L’ordine dei monaci guerrieri fu approvato da papa Alessandro III il 25 settembre del 1164 e la storia degli impavidi Calatrava era destinata a incrociarsi con quella di Orsara di Puglia. Il 29 marzo del 1229 Papa Gregorio IX concede al Gran Maestro dei Cavalieri di Calatrava, D.Consalvo Joannes, "...Ecclesiam et monasterium S.Angeli de Ursaria in Apulia...". Poco dopo, cavalieri e monaci dell'ordine si insediarono nel monastero fondandovi la loro casa magistrale.
Di grande rilievo il patrimonio ambientale orsarese, con oltre milleduecento ettari di boschi, un sito di interesse comunitario (Sic) individuato nell’area che va dalla Valle del Cervaro al bosco Incoronata, in una zona bagnata dai torrenti Cervaro, Lavella e Sannoro.
CITTA’ SLOW
In Capitanata, Orsara di Puglia è conosciuto come un paese dinamico, attento a valorizzare il proprio patrimonio culturale e un vero e proprio tesoro di tipicità enogastronomiche. Caratteristiche che, nel 2005, hanno portato alla cittadina orsarese il riconoscimento di “miglior comune della provincia di Foggia”, premio organizzato dal net journal “Luceraweb.it” e assegnato da una giuria composta da 40 giornalisti. Dal 5 febbraio del 2007, Orsara di Puglia fa parte del circuito di “Città Slow” (www.cittàslow.net), rete delle città del buon vivere che mette insieme i centri italiani ed europei attenti alla qualità della vita e alla promozione di politiche capaci di coniugare sviluppo e innovazione con tradizioni e vocazioni del territorio.
Enoteche, ristoranti tipici incastonati in un incantevole centro storico, bed & breakfast: come dire, bere buon vino, mangiare ottimamente e pernottare in un luogo accogliente senza spendere troppo. A Orsara di Puglia si può. Negli ultimi 10 anni, il paese ha cominciato a sviluppare con eccellenti risultati la propria vocazione al turismo di qualità. In primavera, e durante tutto il periodo estivo, le viuzze di pietra e le piazze orsaresi si animano grazie a un buon numero di eventi: le fiere dell’8 maggio, del 13 giugno e del 29 settembre; la Festa del Vino, con la Galleria Enogastronomica Orsarese, e la rassegna dedicata al jazz d’autore (www.orsaramusica.it) . Antichissima e suggestiva è la “Festa dei fuca coste e delle cocce priatorije”: qui la notte del 1° novembre è la più magica dell’anno, illuminata dai falò delle ginestre e dalle zucche artistiche, animata dalla musica, insaporita dalle tavole imbandite in ogni strada e piazza. Orsara è un’ottima meta per chi ama la purezza della natura e lo splendore delle opere realizzate dall’uomo.
CUORE ANTICO
Nel cuore della cittadina, è un piacere fare tappa in Largo San Michele, in Piazza Mazzini, facendosi condurre dalle caratteristiche vie del centro attraverso un sentiero impreziosito da palazzi storici e antiche fontane. Nell’itinerario alla scoperta delle bellezze orsaresi, ci sono la grotta di San Michele Arcangelo, la chiesa di San Pellegrino costruita nel 1527 e quella dell’Annunziata. Templi cristiani di rara bellezza, come l’ex Abbazia di Sant’Angelo risalente all’undicesimo secolo. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata, tempio che si presenta come un gioiello dell’architettura romanica. Di grande interesse una serie di palazzi e dimore storiche, come il Palazzo Torre Guevara, il Palazzo De Gregorio, che conserva intatta la sua struttura architettonica esterna e interna, un magnifico portale e l’originaria struttura lo rendono unico nel suo genere. Orsara è sede di un Museo Diocesano, dove sono custoditi antichi reperti archeologici di notevole pregio.
OSPITALITA’
L’ospitalità è una delle caratteristiche distintive degli orsaresi e, da alcuni anni, il paese si è attrezzato per accogliere al meglio i visitatori: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche. Sono questi i numeri della ricettività a Orsara di Puglia.
I MONACI GUERRIERI
La spada e la bibbia, la luce interiore della preghiera e il bagliore metallico delle armi: ogni anno, a metà agosto, a Orsara di Puglia tornano i monaci guerrieri: la rievocazione storica e il corteo che fa rivivere i cavalieri dell’antico ordine monastico dei Calatrava. In Spagna, nel 1155, musulmani e cristiani si contendevano una fortezza. I primi la chiamavano Kalaat Rawah, per i secondi, invece, quella era la fortezza di Calatrava. Al rifiuto dei Templari di difendere il sito conteso, l’abate cistercense Raimondo Serrat e il frate converso Diego Velasquez accettarono di presidiare la fortezza fondando l’ordine dei cavalieri di Calatrava. L’ordine dei monaci guerrieri fu approvato da papa Alessandro III il 25 settembre del 1164 e la storia degli impavidi Calatrava era destinata a incrociarsi con quella di Orsara di Puglia. Il 29 marzo del 1229 Papa Gregorio IX concede al Gran Maestro dei Cavalieri di Calatrava, D.Consalvo Joannes, "...Ecclesiam et monasterium S.Angeli de Ursaria in Apulia...". Poco dopo, cavalieri e monaci dell'ordine si insediarono nel monastero fondandovi la loro casa magistrale.
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A Orsara di Puglia il progetto "menù a chilometri zero"
ORSARA DI PUGLIA – “Alimenti e Salute”: è questo il tema dell’iniziativa del DA.Re, il Distretto Agroalimentare Regionale, che per domani, mercoledì 3 settembre, ha organizzato una giornata in cui ad essere protagonista sarà il modello rappresentato da Orsara di Puglia, unico centro della Capitanata nel circuito delle “Città slow”. Alle 15, nell’Aula Turtur degli “Ospedali Riuniti”, convegno sulla “Gastronomia scientifica applicata al mantenimento della salute”. I lavori si svolgeranno in due sessioni e vi parteciperanno esperti, medici e docenti universitari degli atenei di Foggia e Bari. Alle 20, nell’anfiteatro foggiano di Parco San Felice, si discuterà di “Scienza e Fornelli” con gli “Ambasciatori della ristorazione di Orsara di Puglia”: saranno presenti 12 tra chef, ristoratori, sommelier, gestori di pub e ‘luoghi del gusto”. Alle specialità gastronomiche della cittadina dei Monti Dauni è dedicato l’originale ricettario che sarà presentato durante il dibattito: una pubblicazione con tabelle e commenti sui valori nutrizionali dei piatti orsaresi. Alle 21.30, al ristorante “Parco del Gusto” in via Luigi Pinto, la degustazione dei piatti della gastronomia orsarese.
UNA NUOVA SFIDA – I MENU’ A “KM ZERO”
Al dibattito delle 20, si discuterà anche di “Km Zero”. Si tratta di una nuova sfida per la Capitanata. Una sfida che partirà proprio da Orsara di Puglia dove, ai ristoratori, sarà proposto di aderire al progetto che mira a promuovere menù basati esclusivamente su prodotti tipici del luogo e della Puglia. I ristoratori che aderiranno, nei loro locali serviranno soltanto tipicità gastronomiche e stagionali. “Km Zero” è un modo per far scoprire il territorio attraverso i suoi sapori, puntando su unicità, freschezza e tracciabilità assoluta dei prodotti utilizzati in cucina. Preferire i prodotti di origine regionale, e per questo denominati a “Km Zero”, è anche una scelta ambientale ed etica che serve a ridurre l’emergenza legata all’inquinamento atmosferico: il viavai di navi, camion, aerei, che viaggiano per il mondo, portando sulle nostre tavole pietanze esotiche, contribuisce ad aumentare l'emissione dei gas serra. Il progetto permette di ridurre i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30 per cento. I ristoranti proporranno piatti invitanti e prelibati con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili, perché offerti dai produttori
agricoli del luogo, abbinati a vini locali.
TIPICITA’, SEGNO DISTINTIVO DEL “MADE IN ORSARA”
“Crediamo moltissimo nella filosofia delle ‘città slow’ – dichiara il sindaco di Orsara di Puglia, Mario Simonelli – Per crescere, l’unica strada da percorrere è quella tracciata dalle vocazioni di una Comunità. Le tipicità, che siano quelle enogastronomiche o le peculiarità storiche e paesaggistiche del territorio, sono un segno distintivo che dà un’identità al nostro presente e ci indica il cammino da percorrere per il futuro”.
UNA NUOVA SFIDA – I MENU’ A “KM ZERO”
Al dibattito delle 20, si discuterà anche di “Km Zero”. Si tratta di una nuova sfida per la Capitanata. Una sfida che partirà proprio da Orsara di Puglia dove, ai ristoratori, sarà proposto di aderire al progetto che mira a promuovere menù basati esclusivamente su prodotti tipici del luogo e della Puglia. I ristoratori che aderiranno, nei loro locali serviranno soltanto tipicità gastronomiche e stagionali. “Km Zero” è un modo per far scoprire il territorio attraverso i suoi sapori, puntando su unicità, freschezza e tracciabilità assoluta dei prodotti utilizzati in cucina. Preferire i prodotti di origine regionale, e per questo denominati a “Km Zero”, è anche una scelta ambientale ed etica che serve a ridurre l’emergenza legata all’inquinamento atmosferico: il viavai di navi, camion, aerei, che viaggiano per il mondo, portando sulle nostre tavole pietanze esotiche, contribuisce ad aumentare l'emissione dei gas serra. Il progetto permette di ridurre i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30 per cento. I ristoranti proporranno piatti invitanti e prelibati con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili, perché offerti dai produttori
agricoli del luogo, abbinati a vini locali.
TIPICITA’, SEGNO DISTINTIVO DEL “MADE IN ORSARA”
“Crediamo moltissimo nella filosofia delle ‘città slow’ – dichiara il sindaco di Orsara di Puglia, Mario Simonelli – Per crescere, l’unica strada da percorrere è quella tracciata dalle vocazioni di una Comunità. Le tipicità, che siano quelle enogastronomiche o le peculiarità storiche e paesaggistiche del territorio, sono un segno distintivo che dà un’identità al nostro presente e ci indica il cammino da percorrere per il futuro”.
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