martedì 14 ottobre 2008
Orsara al "Salone del Gusto"
ORSARA DI PUGLIA (FG) – Al “Salone Internazionale del Gusto – Torino 2008” (www.salonedelgusto.it), dal 23 al 27 ottobre, Orsara sarà una delle tre città che rappresenteranno le eccellenze gastronomiche della Puglia. L’evento che si svolgerà all’ombra della Mole ha una rilevanza mondiale, capace di attrarre quasi un milione di visitatori in 12 anni, con buyer e presenze da 130 paesi diversi. Orsara di Puglia sarà presente all’interno di due diversi spazi espositivi: il primo, messo a disposizione da Cittaslow, è allocato davanti al padiglione 3 del Lingotto Fiere, con un punto accoglienza, l’esposizione di materiali di promozione, gadget e banchi per la degustazione; il secondo è quello in cui la Regione Puglia sarà rappresentata da Cisternino, Orsara di Puglia e Trani, le tre città pugliesi facenti parte di “Cittaslow”. Nello stand messo a disposizione dall’amministrazione regionale, il 24 ottobre il “paese dell’Orsa” sarà protagonista con i laboratori del gusto dedicati a pane, formaggi e salumi. Domenica 26, l’incontro della delegazione orsarese con Carlo Petrini, presidente e fondatore del movimento Slow Food. Lo spazio riservato a Orsara di Puglia, per l’intera durata della rassegna, ospiterà una vetrina dei prodotti tipici orsaresi, alcuni pannelli fotografici sulle bellezze del borgo montano, materiale turistico- informativo e una slide con immagini del paese. I prodotti messi in vetrina sono quelli del Consorzio Produttori Orsaresi: cacioricotta, miele, vino Tuccanese (censito dalle guide L’Espresso come uno dei migliori nel rapporto qualità-prezzo), pane cotto nel forno a paglia, salumi realizzati con la carne dei maiali allevati allo stato semibrado, dolci tipici e conserve della nonna. L’obiettivo del Salone è quello di riunire e promuovere l’eccellenza del comparto mondiale, trasmettendo al pubblico i contenuti di civiltà che questo straordinario patrimonio agro-alimentare implica, in contrapposizione alla standardizzazione dettata dal mercato globale che penalizza le piccole produzioni di qualità. La rassegna torinese è una manifestazione fieristica a cadenza biennale, organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino. Dal 1996 il Salone del Gusto è un appuntamento costante per chi vuole scoprire, conoscere e apprezzare il meraviglioso mondo dell’enogastronomia. Si tratta di un’esposizione che ha la peculiarità di essere rivolta principalmente alle produzioni artigianali, realizzate su piccola scala, con l’idea di preservare un intero patrimonio culturale e ambientale legato alla gastronomia, rivitalizzando le micro-economie locali. Il Salone del Gusto 2008, con oltre 500 espositori, più di 100 stand istituzionali e altrettante nazioni rappresentate, attende migliaia di visitatori interessati alla qualità dell’alimentazione. La partecipazione alla kermesse torinese, per Orsara di Puglia, è il miglior modo di dare continuità a un progetto che sta dando ottimi risultati: proprio a Foggia, nelle scorse settimane, grazie all’iniziativa del D.A.Re, il Distretto Agroalimentare Regionale, Orsara di Puglia è stata riconosciuta come una delle “capitali enogastronomiche” della Capitanata.
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lunedì 13 ottobre 2008
A Orsara la Puglia delle eccellenze

ORSARA DI PUGLIA – Sulla tavola di Peppe Zullo, giudicata dalle guide specializzata come una tra le più appetitose e qualitative, non c’è solo il cinghiale in questa due giorni dedicata al “Re dei boschi” della Capitanata: ci sono anche le opere golose della Federazione Pasticcieri Pugliesi, il pane sfornato da un forno a paglia con cinque secoli di storia, i prodotti caseari della vicina Irpinia, la frutta e gli ortaggi biologici colti dagli alberi di Villa Jamele e coltivati nell’Orto dei Sapori Perduti. Molte varietà di frutta non sono più coltivate dai grandi produttori. Al supermercato non potremo mai trovare le mele ”limoncelle”, le ”zuccarine”, la ”mela lazzarona”, le ”milelle”. Ciascuno di quei nomi curiosi, che indicano altrettante varietà della mela, significa un sapore recuperato al nostro palato, un profumo restituito al nostro olfatto, un colore che acquista luce viva ai nostri occhi.
Orsara, una delle tre “Città Slow” della Puglia, sta scommettendo – da ormai 15 anni – su un modello di sviluppo basato su alcuni capisaldi: valorizzazione del settore agroalimentare, promozione di una enogastronomia tanto qualitativa quanto accessibile a tutti i portafogli, cooperazione tra pubblico e privato, collaborazione dell’Amministrazione comunale con l’Università, la Provincia di Foggia, la Regione Puglia e quelle nuove realtà, vedi il Distretto Agroalimentare Regionale e l’Ufficio unico per il Pit Tavoliere, che concorrono a costruire un percorso innovativo per chi vuole investire impegno e risorse nelle vocazioni del territorio. Nell’affrontare questa sfida, Orsara di Puglia ha trovato nuovi compagni di viaggio: l’associazione Slow Food, la rete delle città italiane valutate e promosse da Cittaslow, la Coldiretti e la Confederazione Italiana Agricoltori. Un’alleanza sostenuta non solo da Peppe Zullo, ma da altri 11 chef orsaresi che, assieme al “cuoco coi baffi”, hanno compreso l’importanza del progetto “chilometri zero”, avviandosi a offrire menù realizzati esclusivamente con prodotti locali o regionali, rigorosamente di stagione e dalla tracciabilità garantita. E’ grazie a questo percorso, nonché per merito delle realtà associative e imprenditoriali di Orsara di Puglia, che il “paese dell’orsa” arriverà a rappresentare la Puglia nella prossima edizione del “Salone Internazionale del Gusto” a Torino. Ed è sempre per merito del cammino intrapreso se Orsara, negli ultimi 10 anni, è arrivata a dotarsi di numeri e infrastrutture ragguardevoli per ciò che concerne l’ospitalità: 2 alberghi, 6 bed and breakfast, 8 affitta camere; 15 tra ristoranti, wine-bar, pizzerie, pub e bar; 2 strutture agrituristiche. Nei primi 10 mesi del 2008, Orsara di Puglia ha dedicato 20 appuntamenti alla sua “saporita” vocazione: tra questi la Festa del Vino e la Sagra dell’Asparago, ma anche le trasferte della Galleria Enogastronomica Orsarese a Bazzano (Bologna) e a San Mauro Torinese (To) per una rassegna dei sapori all’insegna dello “slow food”. Un impegno, quello teso alla valorizzazione delle tipicità del territorio, che ha dato l’innesco a una significativa crescita del turismo, come certificano i dati Apt.
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Orsara, il gusto prende il futuro per la gola

ORSARA DI PUGLIA – “Ciò che è stato realizzato qui, a Orsara di Puglia, è un progetto di design strategico del territorio: connettere i migliori elementi di una comunità per trasformare in realtà un percorso fatto di gusti, alimentazione sana, cultura e rinnovamento della tradizione che tocca ogni aspetto del vivere”. Sono state le parole di Giacomo Mojoli, docente dell’Università di Scienze Gastronomiche (http://www.unisg.it) che Slow Food ha attivato a Pollenzo (Cuneo), a introdurre il convegno intitolato significativamente “Dalla terra alla tavola”, un’iniziativa dello chef orsarese Peppe Zullo organizzata con la collaborazione di Slow Food Puglia, Comune di Orsara e Cittaslow. “Dentro questa esperienza generata a Orsara – ha proseguito Mojoli – c’è la materia prima per un’alimentazione sana, per la conoscenza, l’educazione e la formazione di un progetto che si configura come un modello di sviluppo basato sul cambiamento di sistemi sempre più in crisi”. Alla prima giornata del tredicesimo “Appuntamento col Cinghiale”, che proseguirà oggi, hanno partecipato oltre 200 invitati tra autorità istituzionali, giornalisti, troupe televisive, docenti universitari e operatori della ristorazione di qualità. Nel palcoscenico naturalistico di Villa Jamele - attorniati dai colori e dai profumi di alberi da frutta, ortaggi e vigneti – Giuliano Volpe, archeologo e Rettore eletto dell’Università di Foggia, ha parlato di paesaggio: “C’è un legame indissolubile tra i beni paesaggistici, i prodotti della terra e la direzione che deve ispirarci verso la ricerca e la sperimentazione. La ‘ricetta’ dell’innovazione è nei geni delle nostre vocazioni: Orsara di Puglia ne è un esempio”. Entusiasta Loreto Gesualdo, presidente del Distretto Agroalimentare Regionale della Puglia, per il quale è necessario “rivivere il passato coniugandolo al futuro. La creatività e la genialità espresse da Peppe Zullo e dalla Comunità orsarese sono uno stimolo continuo, un laboratorio di iniziative che fungono da motore del cambiamento, e non solo per la nostra provincia”. “Stiamo parlando di una sfida propositiva al sistema del fast food – ha aggiunto Giuseppe Scagliola, direttore di Coldiretti Foggia – e, più in generale, a quello ormai entrato in crisi di un consumismo plastificato e dal benessere impalpabile e fasullo. Tutti gli elementi di un territorio possono essere assaporati e compresi in un piatto. Dall’agricoltura e dalla buona alimentazione passa l’avvenire della Capitanata e del sistema Paese”.
I Piani Strategici di Area Vasta e le opportunità aperte dai fondi strutturali 2007-2013 sono stati i temi su cui si sono soffermati Pasquale Pazienza, assessore alle Attività Produttive della Provincia di Foggia e Antonio Frattaruolo, dirigente dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. Gli strumenti della programmazione, nell’antica Apulia che si muove verso il proprio domani, mettono in primo piano la trasformazione delle potenzialità regionali in leve per il benessere collettivo. “Appuntamento col Cinghiale” proseguirà anche oggi, alle 11: si discuterà di “Territorio, stagionalità e qualità”.
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martedì 7 ottobre 2008
La due giorni di Appuntamento col Cinghiale
ORSARA DI PUGLIA – Domenica 12 e lunedì 13 ottobre, a Orsara di Puglia, è di scena il tredicesimo “Appuntamento col cinghiale”, un’iniziativa organizzata dallo chef orsarese Peppe Zullo con la collaborazione di Slow Food Puglia, Comune di Orsara e Cittaslow. L’evento è riservato a ristoratori, giornalisti, gourmet e docenti universitari che – per due giorni – si confronteranno sul tema “Dalla terra alla tavola, territorio – stagionalità e qualità”, il futuro attraverso la cultura e l’enogastronomia”.
Domenica, alle 11, Villa Jamele ospiterà l’incontro con Giacomo Mojoli, docente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food. Prenderanno parte ai lavori Loreto Gesualdo, presidente del Distretto Agroalimentare Regionale pugliese; Giuseppe Scagliola, direttore di Coldiretti Foggia; Pasquale Pazienza, assessore alle Attività Produttive della Provincia di Foggia e Antonio Frattaruolo, dirigente dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. In cucina, lo chef nipponico Hidenori Kobayashy che presenterà l’Inoscisci, il cinghiale giapponese. Lunedì 13, nel “Ristorante Peppe Zullo”, Giacomo Majoli discuterà del “Futuro del territorio attraverso la cultura e l’enogastronomia”: all’incontro parteciperanno giornalisti, operatori della ristorazione di qualità, chef ed esperti dell’alimentazione che coniuga sapori e salubrità.
La tredicesima edizione di “Appuntamento col cinghiale” è stata presentata anche ai telespettatori di “Sky Gambero Rosso”, all’interno del programma “A casa dello chef”, con un ampio servizio televisivo su Peppe Zullo e Orsara di Puglia, con interviste allo chef orsarese e al sindaco Mario Simonelli. La trasmissione è andata in onda ieri sera, mentre oggi – martedì 7 ottobre – alle 8.30 la cucina di Orsara e i sapori della Capitanata saranno protagonisti a Uno Mattina, la trasmissione di Rai Uno condotta da Michele Cucuzza ed Eleonora Daniele. Ai fornelli, in diretta, ci sarà Peppe Zullo.
Domenica, alle 11, Villa Jamele ospiterà l’incontro con Giacomo Mojoli, docente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food. Prenderanno parte ai lavori Loreto Gesualdo, presidente del Distretto Agroalimentare Regionale pugliese; Giuseppe Scagliola, direttore di Coldiretti Foggia; Pasquale Pazienza, assessore alle Attività Produttive della Provincia di Foggia e Antonio Frattaruolo, dirigente dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. In cucina, lo chef nipponico Hidenori Kobayashy che presenterà l’Inoscisci, il cinghiale giapponese. Lunedì 13, nel “Ristorante Peppe Zullo”, Giacomo Majoli discuterà del “Futuro del territorio attraverso la cultura e l’enogastronomia”: all’incontro parteciperanno giornalisti, operatori della ristorazione di qualità, chef ed esperti dell’alimentazione che coniuga sapori e salubrità.
La tredicesima edizione di “Appuntamento col cinghiale” è stata presentata anche ai telespettatori di “Sky Gambero Rosso”, all’interno del programma “A casa dello chef”, con un ampio servizio televisivo su Peppe Zullo e Orsara di Puglia, con interviste allo chef orsarese e al sindaco Mario Simonelli. La trasmissione è andata in onda ieri sera, mentre oggi – martedì 7 ottobre – alle 8.30 la cucina di Orsara e i sapori della Capitanata saranno protagonisti a Uno Mattina, la trasmissione di Rai Uno condotta da Michele Cucuzza ed Eleonora Daniele. Ai fornelli, in diretta, ci sarà Peppe Zullo.
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lunedì 6 ottobre 2008
Peppe Zullo a "Uno Mattina"
ORSARA DI PUGLIA – La cucina di Orsara e i sapori della Capitanata, martedì 7 ottobre, saranno protagonisti a Uno Mattina, la trasmissione di Rai Uno condotta da Michele Cucuzza ed Eleonora Daniele. Ai fornelli, alle 8.30, ci sarà lo chef orsarese Peppe Zullo, la cui fama ha da tempo varcato i confini regionali e nazionali. Il “cuoco coi baffi”, giudicato dalle guide di settore come uno dei migliori 1.000 al mondo, ha 54 anni. Il suo cammino di chef internazionale comincia alla fine degli anni ’70, quando parte per l’America. A Boston, dopo tanto lavoro, riesce ad aprire il suo primo ristorante. Stanchi del fast food, i colletti bianchi della metropoli a stelle e strisce sono conquistati dalla cucina orsarese. Ma lui non si ferma e continua il suo viaggio prima a Los Angeles poi ancora più a sud, in Messico. L’esperienza maturata in quegli anni è il trampolino di lancio per il ritorno ad Orsara di Puglia. Siamo alla fine degli anni ’80 e Peppe Zullo ha voglia di realizzare il sogno di sempre: “Quando ero piccolo – racconta lo chef – sognai una moltitudine di angeli che scendevano dal cielo e si accomodavano a tavola per gustare ciò che io preparavo”. Tornato a Orsara, il “cuoco coi baffi” ha trasformato un angolo della collina orsarese nella “Nuova Sala Paradiso”, una struttura con ristorante, albergo, enoteca e una splendida cantina decorata dagli angeli dipinti ovunque da Leon Marino. Non contento, negli ultimi anni ha realizzato un altro “eden” dei sapori a Villa Jamele, a pochi chilometri dal centro storico di Orsara di Puglia, ristrutturando un’antica tenuta del ‘900. Assieme ad altri 11 chef orsaresi, tutti protagonisti del ricettario di pietanze tipiche recentemente realizzato dal Distretto Agroalimentare Regionale, Peppe Zullo ha deciso di collaborare con l’Amministrazione comunale di Orsara di Puglia nel progetto “menù a chilometri zero”: i ristoratori del paese, nei loro locali, serviranno soltanto tipicità gastronomiche e stagionali, utilizzando prodotti coltivati in loco. “Chilometri Zero” è un modo per far scoprire il territorio attraverso i suoi sapori, puntando su unicità, freschezza e tracciabilità assoluta dei prodotti utilizzati in cucina. Un’iniziativa fortemente sostenuta da Coldiretti, da Slow Food e da Cittaslow, la rete delle città del buon vivere di cui Orsara è parte integrante dal 5 febbraio del 2007.
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sabato 4 ottobre 2008
Orsara Musica, la recensione di Jazzit (sett 2008)
di Pietro Mazzone (Jazzit - settembre 2008)
Un’edizione vivace e articolata, aperta ai molteplici linguaggi del jazz, che conferma la passione, la competenza e l’entusiasmo dell’Associazione Orsara Musica che la presiede artisticamente.
Nel vernissage del 28 luglio al Palazzo Baronale - ospiti l’attrice Clio Gaudenzi e il sound artist Vincenzo Pedata - la rassegna Perfect Stranger si è interrogata sui difficili rapporti fra video e jazz; mentre, nei successivi giorni del festival, in vari luoghi della cittadina, Viviana Checchia ha presentato espressive installazioni video, che hanno mimato il movimento improvvisativo del jazz.
Cuore pulsante della rassegna pugliese sono stati senz’altro i Seminari internazionali, la cui dimensione creativa si è realizzata, oltre che negli applauditi saggi conclusivi, nei primi tempi dei concerti serali a largo San Michele, dal 31 luglio al 3 agosto: esercizi di gusto e divertimento tra allievi e docenti.
Docenti di questa edizione sono stati il pianista Greg Burk, la vocalist Silvia Donati, il trombettista Hugo Alves, il musicologo e chitarrista Leo Izzo, il chitarrista Lucio Ferrara e tutti i componenti del quartetto di Antonio Ciacca, che ha inaugurato i concerti (tutti gratuiti, come nella tradizione di questo festival, con un successo di pubblico crescente via via che si procedeva verso il week-end).
Quello del trentanovenne pianista italiano ma nato a Wuppertal si è tenuto il 29 a Bovino, mentre la sera successiva Nico Morelli si è esibito a Foggia: Orsara Musica è ormai un marchio che si estende sempre più nella regione Puglia. Stacy Dillard al sax tenore (poi ammirato anche in solo tre giorni dopo), Ciacca al piano, Kengo Nakamura al contrabbasso e Ulysses Owens alla batteria: questa la formazione - tutta di docenti al Lincoln Center di New York – che ha affrontato la tappa orsarese del tour mondiale di presentazione dell’album “Rush Life”, pubblicato dall’etichetta Motema. Un concerto brillante, in cui il pianismo duttilissimo e sorvegliato del leader, la sua passione per Monk non meno che per pianisti apparentemente lontanissimi da Sphere come Art Tatum o Erroll Garner, è stata splendidamente assecondata dai suoi compagni di viaggio.
La sera del 30 luglio, il pianista tarantino che da anni vive in Francia Nico Morelli (coadiuvato da Camillo Pace al contrabbasso, Marcello Nisi alla batteria, Tonino Cavallo all’organetto diatonico e ai tamburelli e da Claudio Del Vecchio - Dr. Zingarone) alla voce, fisarmonica e percussioni) ha proposto, attraverso brani come Mena mena mo’, Pizzica strana, Yes ‘o sol, l’intensa Canti- lena, l’incontro fra jazz e pizzica. E sembra essere proprio una sorta di nostalgia di casa la scaturigine di un progetto come questo, l’esistenziale esigenza di valorizzare, reinventandole, le proprie radici.
Un concerto non perfetto ma, ed e’ quello che conta davvero, capace di emozionare e coinvolgere.
Nella medievale Abbazia dell’Annunziata, giovedì 31, con incantatoria autorevolezza, Louis Sclavis, in solo al clarinetto basso, ha inaugurato, con una delle performance più belle e poetiche del festival, le Matinèes di questa XIX edizione, i Piccoli Concerti Sacri che hanno scandito, in modo intimo e luminoso, l’inizio delle intense giornate orsaresi.
Anche il concerto serale di Sclavis - che ha inaugurato la serie di concerti a largo San Michele -, rivisitazione live del più recente ECM L’imperfect des langues, ha convinto per gli unisoni strepitosi fra il leader, stavolta anche al tenore e al soprano, e il contralto del giovane Matthew Metzger, dal solismo tagliente e sgusciante, per le esplosioni elettriche e rumoristiche del chitarrista Maxime Delpierre e del bassista Olivier Lètè, per il suono grasso e corposo della batteria di Francois Merville; per la carica insurrezionale, ornettiana e dunque anche lirica e febbrile, che la musica del maestro francese e della sua giovane brigata ha saputo sprigionare.
Lieve, a tratti addirittura soave, il concerto serale piano e voce (e corno con acqua) del 1° agosto di Django Bates, una delle menti creative più fervide e inafferrabili in circolazione; intenso e “da palco centrale” il suo concerto per solo corno, una primizia assoluta per Orsara Musica, nella matinèe del 2.
Ma la giornata del 2 agosto ha avuto un altro grande protagonista: Lee Konitz, che ha tenuto in mattinata un’affollata masterclass e, in serata, si è esibito in quintetto con Ferrara, Ciacca, Nakamura e Owens. Standard stranoti come Alone Together, Body and Soul o How Deep The Ocean, eseguiti improvvisandone le tonalità di base, rinunciando a ogni convenzionalità nel sostegno armonico agli assoli, rapsodiando con un solismo che avvolge l’ascoltatore in una dimensione misteriosa - nonché eternamente cool –, sono divenuti diamanti unici, di folgorante bellezza. O, detto più semplicemente, jazz allo stato puro.
E se di Ciacca, Nakamura e Owens si è già detto altrove, va segnalato il chitarrismo di Ferrara, scarno e minimale in sede di accompagnamento, astratto e introverso dal punto di vista solistico, dal sound cristallino e sottile, complice anche l’utilizzo di una Gibson d’epoca. Un vero konitziano.
Matinée e concerto serale, nella giornata conclusiva, hanno mostrato con Enzo Favata e i Tenores di Bitti, le due facce, sacra e profana, di una stessa medaglia: la tradizione del canto popolare sardo, o almeno quella rappresentata dallo straordinario gruppo vocale di Bitti; in mattinata in compagnia del soprano di Favata e la tromba di Riccardo Pittau; la sera, sul palco centrale, circondato anche da Daniele Di Bonaventura al piano, Alfonso Santimone ai live electronics, Danilo Gallo al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria:cioè il progetto New Village, che fonde quelle arcaiche polifonie vocali ad un jazz molto anni Settanta, quasi un omaggio a un decennio di furori e sperimentazioni.
Un’edizione vivace e articolata, aperta ai molteplici linguaggi del jazz, che conferma la passione, la competenza e l’entusiasmo dell’Associazione Orsara Musica che la presiede artisticamente.
Nel vernissage del 28 luglio al Palazzo Baronale - ospiti l’attrice Clio Gaudenzi e il sound artist Vincenzo Pedata - la rassegna Perfect Stranger si è interrogata sui difficili rapporti fra video e jazz; mentre, nei successivi giorni del festival, in vari luoghi della cittadina, Viviana Checchia ha presentato espressive installazioni video, che hanno mimato il movimento improvvisativo del jazz.
Cuore pulsante della rassegna pugliese sono stati senz’altro i Seminari internazionali, la cui dimensione creativa si è realizzata, oltre che negli applauditi saggi conclusivi, nei primi tempi dei concerti serali a largo San Michele, dal 31 luglio al 3 agosto: esercizi di gusto e divertimento tra allievi e docenti.
Docenti di questa edizione sono stati il pianista Greg Burk, la vocalist Silvia Donati, il trombettista Hugo Alves, il musicologo e chitarrista Leo Izzo, il chitarrista Lucio Ferrara e tutti i componenti del quartetto di Antonio Ciacca, che ha inaugurato i concerti (tutti gratuiti, come nella tradizione di questo festival, con un successo di pubblico crescente via via che si procedeva verso il week-end).
Quello del trentanovenne pianista italiano ma nato a Wuppertal si è tenuto il 29 a Bovino, mentre la sera successiva Nico Morelli si è esibito a Foggia: Orsara Musica è ormai un marchio che si estende sempre più nella regione Puglia. Stacy Dillard al sax tenore (poi ammirato anche in solo tre giorni dopo), Ciacca al piano, Kengo Nakamura al contrabbasso e Ulysses Owens alla batteria: questa la formazione - tutta di docenti al Lincoln Center di New York – che ha affrontato la tappa orsarese del tour mondiale di presentazione dell’album “Rush Life”, pubblicato dall’etichetta Motema. Un concerto brillante, in cui il pianismo duttilissimo e sorvegliato del leader, la sua passione per Monk non meno che per pianisti apparentemente lontanissimi da Sphere come Art Tatum o Erroll Garner, è stata splendidamente assecondata dai suoi compagni di viaggio.
La sera del 30 luglio, il pianista tarantino che da anni vive in Francia Nico Morelli (coadiuvato da Camillo Pace al contrabbasso, Marcello Nisi alla batteria, Tonino Cavallo all’organetto diatonico e ai tamburelli e da Claudio Del Vecchio - Dr. Zingarone) alla voce, fisarmonica e percussioni) ha proposto, attraverso brani come Mena mena mo’, Pizzica strana, Yes ‘o sol, l’intensa Canti- lena, l’incontro fra jazz e pizzica. E sembra essere proprio una sorta di nostalgia di casa la scaturigine di un progetto come questo, l’esistenziale esigenza di valorizzare, reinventandole, le proprie radici.
Un concerto non perfetto ma, ed e’ quello che conta davvero, capace di emozionare e coinvolgere.
Nella medievale Abbazia dell’Annunziata, giovedì 31, con incantatoria autorevolezza, Louis Sclavis, in solo al clarinetto basso, ha inaugurato, con una delle performance più belle e poetiche del festival, le Matinèes di questa XIX edizione, i Piccoli Concerti Sacri che hanno scandito, in modo intimo e luminoso, l’inizio delle intense giornate orsaresi.
Anche il concerto serale di Sclavis - che ha inaugurato la serie di concerti a largo San Michele -, rivisitazione live del più recente ECM L’imperfect des langues, ha convinto per gli unisoni strepitosi fra il leader, stavolta anche al tenore e al soprano, e il contralto del giovane Matthew Metzger, dal solismo tagliente e sgusciante, per le esplosioni elettriche e rumoristiche del chitarrista Maxime Delpierre e del bassista Olivier Lètè, per il suono grasso e corposo della batteria di Francois Merville; per la carica insurrezionale, ornettiana e dunque anche lirica e febbrile, che la musica del maestro francese e della sua giovane brigata ha saputo sprigionare.
Lieve, a tratti addirittura soave, il concerto serale piano e voce (e corno con acqua) del 1° agosto di Django Bates, una delle menti creative più fervide e inafferrabili in circolazione; intenso e “da palco centrale” il suo concerto per solo corno, una primizia assoluta per Orsara Musica, nella matinèe del 2.
Ma la giornata del 2 agosto ha avuto un altro grande protagonista: Lee Konitz, che ha tenuto in mattinata un’affollata masterclass e, in serata, si è esibito in quintetto con Ferrara, Ciacca, Nakamura e Owens. Standard stranoti come Alone Together, Body and Soul o How Deep The Ocean, eseguiti improvvisandone le tonalità di base, rinunciando a ogni convenzionalità nel sostegno armonico agli assoli, rapsodiando con un solismo che avvolge l’ascoltatore in una dimensione misteriosa - nonché eternamente cool –, sono divenuti diamanti unici, di folgorante bellezza. O, detto più semplicemente, jazz allo stato puro.
E se di Ciacca, Nakamura e Owens si è già detto altrove, va segnalato il chitarrismo di Ferrara, scarno e minimale in sede di accompagnamento, astratto e introverso dal punto di vista solistico, dal sound cristallino e sottile, complice anche l’utilizzo di una Gibson d’epoca. Un vero konitziano.
Matinée e concerto serale, nella giornata conclusiva, hanno mostrato con Enzo Favata e i Tenores di Bitti, le due facce, sacra e profana, di una stessa medaglia: la tradizione del canto popolare sardo, o almeno quella rappresentata dallo straordinario gruppo vocale di Bitti; in mattinata in compagnia del soprano di Favata e la tromba di Riccardo Pittau; la sera, sul palco centrale, circondato anche da Daniele Di Bonaventura al piano, Alfonso Santimone ai live electronics, Danilo Gallo al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria:cioè il progetto New Village, che fonde quelle arcaiche polifonie vocali ad un jazz molto anni Settanta, quasi un omaggio a un decennio di furori e sperimentazioni.
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A Orsara Musica l'elogio di Jazzit
ORSARA DI PUGLIA – “Jazzit”, una delle pubblicazioni italiane più apprezzate dagli appassionati di jazz, nel suo ultimo numero ha dedicato un lungo e lusinghiero articolo alla diciannovesima edizione di Orsara Musica, la rassegna jazzistica che quest’anno si è tenuta dal 28 luglio al 3 agosto. E’ stata “un’edizione vivace e articolata – scrive Pietro Mazzone – che conferma la passione, la competenza e l’entusiasmo dell’associazione Orsara Musica (…), un marchio che si estende sempre più nella regione Puglia”. L’articolo dedica immagini e parole ad ogni singolo concerto della kermesse orsarese, elogiando le performance di Django Bates, “lieve, a tratti addirittura soave, una delle menti più fervide e inafferrabili in circolazione”. E a proposito di Lee Konitz e dei suoi classici riproposti a Orsara di Puglia, Pietro Mazzone li descrive come “diamanti unici, di folgorante bellezza. Jazz allo stato puro”. Apprezzata la novità delle matinèe all’Abbazia dell’Annunziata, con “i Piccoli Concerti Sacri – si legge su “Jazzit” - che hanno scandito, in modo intimo e luminoso, l’inizio delle intense giornate orsaresi”. Quella andata in scena lo scorso agosto è stata la Rassegna dei grandi numeri: 7 giorni di eventi e concerti, 14 seminari attivati, 3 città toccate dalla “carovana” musicale, 200 tra musicisti e seminaristi presenti per una settimana a Orsara, mentre sono state 6 le associazioni che, assieme ad Orsara Musica, hanno collaborato all’attivazione di corsi e borse di studio, con docenti e partecipanti provenienti da Italia, Francia, Stati Uniti, Inghilterra, Olanda e Portogallo.
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