giovedì 12 febbraio 2004

A Orsara cinque nuovi bed and breakfast

ORSARA DI PUGLIA – Bed and breakfast è meglio. La pensano così le corsiste di “Bed&Best”, percorso di formazione grazie al quale, entro l’anno, in Puglia sorgeranno 120 piccole strutture ricettive per il turismo.
Lo scorso ottobre, 120 donne pugliesi sono state protagoniste di un percorso di formazione durato 300 ore. Hanno studiato marketing, inglese, imparato a elaborare itinerari e ad offrire servizi per il turismo che punta sulle potenzialità del territorio.
Tra i 15 Comuni che hanno aderito all’iniziativa della Regione Puglia e della Comunità Europea, ci sono anche Cerignola, Manfredonia e Orsara di Puglia.
Nel centro preappenninico, sono state 5 le donne ad aver conseguito il diploma diventando “operatrici dell’ospitalità e dell’accoglienza turistica in bed and breakfast”.
Sono Marina Terlizzi, Rocchina Lecce, Rosa Dedda, Antonina Del Priore e Marta Terlizzi. Hanno un’età compresa fra i 25 e i 49 anni e coltivano un sogno che presto diverrà realtà, quello di diventare imprenditrici del sistema turistico.
Le prime 2 apriranno l’attività entro la prossima estate. “Con tutte le altre corsiste – spiega Marina Terlizzi -, stiamo per costituire un’associazione che utilizzerà il marchio “Bed&Best”. Dopo questo passaggio, ciascuna di noi potrà avviare l’attività gestendo un bed and breakfast”.
Si tratta di piccole strutture ricettive, capaci di ospitare da 4 a 10 persone in un ambiente familiare, offrendo ai visitatori l’alloggio e la prima colazione. Rocchina, la meno giovane del gruppo orsarese con i suoi 49 anni, gestirà il suo bed and breakfast in una contrada poco lontana dal centro storico, quella di Piana del Pozzo. Marina, invece, è già impegnata nel rimettere a nuovo un’abitazione di Piano Paradiso, località posta nelle immediate vicinanze dell’ingresso al paese.
“E’ stato un impegno molto serio: 8 ore di lezioni giornaliere, 40 ogni settimana”, racconta Marina. “Attraverso un marchio unico ed un sito internet che promuoverà strutture, luoghi e servizi dell’associazione, avremo modo di collaborare in rete e quindi di sostenerci reciprocamente”.
Il progetto “Bed&Best” nasce per centrare un duplice obiettivo: elevare i livelli occupazionali della regione promuovendo, al contempo, ciascuno dei Comuni aderenti in cui sorgeranno le nuove strutture ricettive. E’ una formula che ha dato risultati positivi in tutta Europa e che ora punta ad affermare un nuovo modello di sistema turistico-ricettivo anche nel Mezzogiorno.
L’idea sembra fatta su misura per Orsara di Puglia e un territorio, quello del Preappennino, che pur avendo grandi risorse sconta lacune strutturali e nei servizi. “Abbiamo aderito con convinzione al progetto perché puntiamo moltissimo sullo sviluppo sostenibile e sulla valorizzazione delle peculiarità ambientali e culturali del nostro paese – dice il sindaco Mario Simonelli -. Orsara di Puglia ha storia, tradizioni e un patrimonio che stiamo cercando di promuovere al meglio attraverso iniziative, eventi e progetti come quello di “Bed&Best””.
Assieme ad altri 2 comuni foggiani, Cerignola e Manfredonia, oltre a ben 12 amministrazioni di tutta la Puglia, Orsara di Puglia ha aderito al progetto “Bed&Best”. Si tratta di un percorso di formazione offerto a 120 donne, 20 per ciascuno dei 6 corsi organizzati nell’ambito del progetto. Un’iniziativa che mira a fornire gli strumenti di conoscenza necessari per lavorare nel settore turistico con competenza e professionalità.

mercoledì 12 novembre 2003

Chi vive ad Orsara campa cent'anni ("La Grande Provincia")

di Daniela Corfiati - 12 novembre 2003
ORSARA DI PUGLIA – Chi vive ad Orsara campa cent’anni. Il primo a scommettere sull’evidenza scientifica del peculiare processo di invecchiamento degli orsaresi, è stato il professor Giorgio Bronzetti del CNR di Pisa che ha lanciato un protocollo di ricerca unicamente destinato alla popolazione anziana che risiede da sempre nel centro dei monti Dauni meridionali. Partito nel 2002, il progetto denominato “Selor”, ha avviato un’indagine della durata di dieci anni per stabilire quale rapporto leghi le abitudini alimentari al processo di invecchiamento. Gli esiti dei primi due anni di analisi, effettuate su campioni di terreno e su alcuni selezionati elementi della catena alimentare, hanno mostrato una concentrazione sorprendentemente alta di selenio, potente antiossidante che previene
la formazione dei radicali liberi, ritenuti la base dell'invecchiamento umano, e dello sviluppo di malattie croniche e degenerative. Alla prima presentazione della fase preliminare dello studio, tenutasi a Pisa lo scorso 8 ottobre nel corso dell’ “Ottava Conferenza Internazionale di Cancerogenesi”, i risultati divulgati hanno destato scalpore nella platea di studiosi: la percentuale di selenio riscontrata nei primi 20 cm di suolo preso in esame, sarebbe dalle 4 alle 80 volte superiore alla media nazionale. Diversamente dalla molecola di sintesi prodotta in laboratorio e che si assume attraverso integratori alimentari e compresse acquistate in farmacia o nei supermercati, il selenio di Orsara è biodisponibile in natura, una condizione che mette al riparo dagli effetti negativi che un sovradosaggio apporterebbe alla salute. Non solo, ma le qualità del prezioso oligoelemento che si associano anche ad un’altra presenza di vitamine del gruppo A, B, C e soprattutto E, sono riscontrabili negli alimenti di diretta derivazione dalle attività di sfruttamento del terreno: questi prodotti sono i cereali, il latte caprino ed ovino ed i suoi derivati, l’olio, il vino (ricco anche di flavonoidi), le fave e gli asparagi. La concentrazione delle sostanze nutrienti contenute in questi elementi, da sempre presenti sulla tavola degli orsaresi, sarebbero alla base del segreto della longevità di questa popolazione anziana che invecchia bene e soprattutto al riparo dalle patologie disabilitanti correlate all’età, come quelle cardiovascolari, l’ictus, o ancora la demenza. Ieri, nell’aula magna della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università di Foggia, si è svolta la conferenza stampa allargata ad una parte dei numerosi soggetti che hanno concorso alla realizzazione del primo anno di vita del progetto “Selor”. Variegata la composizione dei diversi partners: il CNR di Pisa, la Facoltà diretta dal preside Emanuele Tarantino, il Servizio di Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione della Asl Fg/3, il Centro Alzheimer di Foggia, il Centro Medico Telesforo e il Laboratorio Bonassisa, il Comune di Orsara. «L’entità scientifica dello studio – ha spiegato il dottor Michele Panunzio, uno dei referenti del progetto – è incentrata sulla compressione della morbosità, una delle tre direttrici fondamentali nel campo della biologia dell’invecchiamento». Dimostrata l’evidenza scientifica della concentrazione di selenio nell’agro di Orsara, la ricerca proseguirà adesso con un follow up di nove anni su un campione di 196 cittadini nati e cresciuti ad Orsara, di età compresa tra i 45 ed i55 anni. «A questi volontari – ha spiegato la dottoressa Antonietta Antoniciello, responsabile del Centro di sorveglianza nutrizionale della Asl Fg/3 – sarà somministrato un programma dietetico, in base ad un questionario sulle abitudini alimentari». Nell’arco dei prossimi nove anni, gli studiosi osserveranno l’andamento delle patologie nei 196 soggetti, ne terranno sotto controllo le condizioni croniche, l’insorgenza di tumori, l’indice di disabilità. Il progetto, finalizzato all’ottenimento di risultati spendibili sul piano del miglioramento della
qualità della vita, riserva un ruolo fondamentale anche alle tecnologie alimentari, come ha sottolineato il preside Tarantino: «La particolare composizione agronomica di Orsara di Puglia è stata accertata in seguito alle analisi compiute su 200 campioni di terra a diverso andamento colturale. Le produzioni tipiche orsaresi, dal pane al vino agli ortaggi al formaggio, diventano frutto e veicolo di questa ricchezza nutrizionale che probabilmente deriva da una tradizione antica che ha permesso di continuare a sfruttare la terra con metodologie che ne hanno preservato le caratteristiche migliori». E non è detto che, una volta indagati e svelati i misteri di Orsara, che già gli scienziati hanno ribattezzato “isola felice”, non si possa esportarli in altre realtà geografiche a vocazione agricola, realizzando così un perfetto esempio di agricoltura sostenibile.

Orsara, lunga vita al selenio ("Repubblica")

articolo pubblicato da "Repubblica", 12 novembre 2003


di Paolo Viotti


Volete vivere più a lungo? Dovete trasferirvi ad Orsara di Puglia. Il "gerovital" è rappresentato da una maggiore presenza di selenio nel sottosuolo: lo hanno scoperto i ricercatori del progetto "Selor", promosso dal dipartimento di prevenzione e nutrizione della Asl Foggia 3. Gli studiosi hanno preso in esame un campione di popolazione d' età compresa tra i 45 e i 55 anni. Il progetto, che durerà dieci anni, «indaga il rapporto tra invecchiamento e nutrizione» hanno spiegato due dei ricercatori, Michele Panunzio e Antonietta Antoniciello. «La nostra attenzione è rivolta ad individuare le misure da adottare per fare invecchiare, e bene, più persone possibili». Perché è stata scelta Orsara? "C'è una popolazione abbastanza uniforme, con una percentuale del 30 per cento costituita da persone d' età superiore ai 65 anni, percentuale più alta rispetto a quella d' altri comuni della Capitanata. Inoltre i soggetti d' età superiore agli 80 anni, sono il 20 per cento. La quantità di selenio trovata nel sottosuolo orsarese e quindi negli alimenti prodotti, è superiore da 4 a 80 volte rispetto alla media nazionale. Per esempio in un litro di latte di solito si trovano da 0,1 mg a 1 mg di selenio, mentre in un litro di latte prodotto dalle mucche o dalle capre di Orsara la quantità è pari o superiore a 20,7 mg". E' stata poi evidenziata la stretta relazione esistente tra dieta (e quindi uso di selenio e delle vitamine A, B, C ed E) e cancro. "Nella Nuova Zelanda l' incremento dei tumori viene attribuito proprio alla mancanza del selenio nel terreno£. Il rettore dell' Università di Foggia, Antonio Muscio, originario di Orsara, ha dichiarato: £Le ricerche sono il primo impegno da parte dell' ateneo, che collaborerà attivamente a questo progetto".

venerdì 7 giugno 2002

Elezioni, uno storico (s)pareggio a Orsara di Puglia ("Repubblica")

"Repubblica", 7 giugno 2002 - articolo di Nicola Curci
ORSARA - Sta appollaiato sull' Appennino dauno il comune pugliese del pareggio assoluto all' ultimo voto, quello che domenica darà vita all' inedito «ballottaggio all' orsarese». Benvenuti ad Orsara, tremilacinquecento anime chiamate ai supplementari per decidere chi tra Mario Simonelli e Domenico Romano dovrà fare il sindaco dopo il pareggio del primo turno: 877 voti per uno. I due contendenti si erano sfidati in compagnia del terzo incomodo, Antonietta Sanmarco, nel turno unico previsto dal maggioritario. Ma non è bastato. Perché la cabala delle urne ha decretato un risultato beffardo che vanifica gli sforzi della semplificazione per i comuni al di sotto dei diecimila abitanti. Il pazzo esito ha esaltato immediatamente gli scommettitori e le menti fervide di immaginazione. Al Lotto si sono sprecate le combinazioni 2 (i duellanti), 8 (la prima cifra) e 77 (l' ultima coppia). "Si, c' è stato chi l' ha giocata", ammette Mimmo Terlizzi, uno dei due fratelli titolari della pasticceria "De Angelis", nella centralissima piazzetta dedicata a San Pietro. Che poi riprende: "Noi tutti siamo in attesa di conoscere il vincitore dell' elezione. Vogliamo conoscere il nome del nuovo sindaco, per metterci l' anima in pace". "Noi orsaresi, quando facciamo una cosa, la facciamo in grande", precisa il fratello Antonio, tra un cappuccino ed un caffè - ed anche stavolta siamo riusciti ad attirare l' attenzione della stampa. Siamo bravi, vero?". Camminando per le vie piastrellate di basalto, ci si rende conto di come la campagna elettorale sia stata giocata all' insegna dell' economia e dell' appassionante porta a porta: niente foto e tanti cartelloni scritti a mano. Il vigile urbano, baffoni da carabiniere delle favole, ci indica i due comitati elettorali in fermento: "Questa sera - dice - in piazza parlerà Ciriaco De Mita. Per questo c' è tutta questa gente indaffarata". In un garage istoriato con le effigi di Diesse, Margherita, Rifondazione e la civica "Gruppo di via Corridoni", il quartier generale di Simonelli è in ansia per l' arrivo di De Mita. Il più indaffarato è un uomo dal volto saraceno. Militante ex comunista e cigiellino, Palmiro Fragassi traccia un bilancio della campagna agli sgoccioli: "La gente - sintetizza - ha voluto cambiare. Non ha confermato la guida al centrodestra, che per sette anni ha amministrato Orsara con Pietrantonio Fatibene, scegliendo di spalmare i consensi tra il nostro e l' avvocato Romano. Noi rappresentiamo un' area ulivista più classica, con l' aggiunta della civica composta da giovani, assolutamente trasversale al resto dello schieramento. Avremmo gradito correre uniti, ma non c' è stata convergenza. Per noi - conclude - Simonelli, un moderato di estrazione popolare, rappresenta il nuovo. E la candidatura dell' avvocato Romano, un politico arcinoto del vecchio Psi, non ci aggradava". Simonelli si affaccia e sorride. Quarantanove anni, ispettore della Asl Foggia tre, a Troia, è un grande appassionato di jazz, presidente della Proloco e organizzatore della rassegna "Orsara jazz". Solo cinquanta metri più a valle, il comitato elettorale di Mimì Romano, avvocato penalista di settantuno anni, che vive ormai da tanti anni a Foggia. Romano, sostenuto alle elezioni dallo Sdi, da alcuni fuoriusciti della quercia e da una civica, è un politico di razza: vicepresidente della regione Puglia per circa quindici anni, al fianco pure di Fitto padre, è stato deputato del collegio e craxiano doc. E adesso, mormorano in piazza, vincerà, perché, in passato ha sistemato tanta gente, accontentandola con posti di lavoro. Ma c' è chi gli rimprovera la lontananza da Orsara ed anche l' annunciato apparentamento con il centrodestra. L' accordo, si dice, è già pronto. Ed il suo luogotentente sul posto, Antonio Caraglia, si dice sicuro della vittoria: "L' avvocato è benvoluto da tutti. Non ci sono ricorsi che tengano, finirà la sua gloriosa carriera in politica come sindaco". I ricorsi, già. Simonelli e compagni hanno protestato: in una delle quattro sezioni, una scheda da annullare è stata data buona, fino al pareggio. È partito immediatamente il ricorso al Tar, che si pronuncerà il 12 giugno. Troppo tardi: si fa prima col ballottaggio all' orsarese. -